Il Golpe finanziario in Italia e l’inganno Europeo: Intervento al convegno di Riscossa Italiana

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“La riscossa italiana parte da Napoli”. Si è svolto, infatti, nel Palazzo della Provincia del capoluogo campano il primo convegno nazionale di “Riscossa Italiana” il neonato movimento che racchiude giuristi e costituzionalisti di fama oltre ad economisti e giornalisti che vogliono lottare insieme per portare l’Italia fuori da questa dittatura finanziaria. Tra i relatori del convegno: Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli; Paolo Maddalena, già vicepresidente emerito della Corte Costituzionale; Antonio Maria Rinaldi, docente di finanza aziendale, Presidente di Riscossa Italiana; Luciano Barra Caracciolo Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, segretario nazionale di Riscossa Italiana;Luca Cestaro, Magistrato del Tar Campania: Francesca Donato, giurista Presidente di Eurexit; Francesco Amodeo noto Blogger autore del libro/denuncia “La Matrix Europea”.A margine dell’incontro si sottolinea che il presidente della Regione Campania Caldoro ha fatto pervenire una lunga nota scritta nella quale esprime soddisfazione per il fatto che la Campania sia stata presa così fortemente in considerazione dalla neonata Associazione e non solo per questo Convegno. In pratica Caldoro, nella nota appoggia pienamente l’iniziativa di Riscossa Italiana.

In un video le prove incontrovertibili del colpo di stato del Bilderberg in Italia.

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Le immagini che abbiamo filmato e riportato nel video dall’esterno dell’Hotel Marriott di Copenaghen dove era in corso la riunione del Bilderberg 2014 sono simili a quelle che abbiamo visto più volte in Tv in occasione del G7 o del G20 e che tutti i media mondiali documentano normalmente. Cecchini sui tetti, spiegamento di polizia ad ogni angolo delle strade, manifestanti fatti allontanare con la forza, auto blindate, elicotteri che sorvolano la location, sommozzatori militari che pattugliano le acque adiacenti. Ma queste nostre immagini, invece, nessuno le ha trasmesse. Siamo riusciti solo ad ottenere che Gianluigi Paragone, invitandoci in studio ne mandasse in onda qualche estratto a La Gabbia censurando però per intero il racconto con le prove schiaccianti del golpe del 2011 in Italia. Di questo meeting nessun altro ne ha parlato. Noi eravamo gli unici italiani a raccogliere immagini e video e l’unica testimonianza integrale mostrata pubblicamente è data da questo video di 6 minuti che abbiamo postato su you tube che ho realizzato insieme ad un fotoreporter, ad un cameraman e a Salvo Mandarà che è riuscito a mandare le immagini live in streaming sul suo canale. E’ questa l’unica prova documentata dell’incontro tra i 120 uomini più potenti del mondo. Eppure il fotoreporter che era con noi ha fotografato l’entrata nell’hotel di Monica Maggioni la direttrice di Rai news 24. Che ci faceva a quel meeting una giornalista della nostra Tv di stato ? Com’è possibile che nel suo programma di notizie non ha mai fatto accenno a quella riunione nonostante l’importanza dei personaggi da lei incontrati in quella sede e dei temi trattati di interesse pubblico ? Cosa giustifica la sua partecipazione ad un incontro con i big del pianeta per tre giorni in un hotel di lusso ? Perchè tanta segretezza anche da parte dei giornalisti ? E’ evidente che in quella sede si prendono decisioni che hanno un forte impatto sulle scelte di governo, scelte che favoriscono quelle lobby della finanza speculativa i cui interessi sono in palese contrapposizione con gli interessi dei popoli e degli stati nazionali. Se analizziamo chi ha indotto la crisi dello spread che nel 2011 ha portato alla caduta dell’ultimo governo democraticamente eletto e al commissariamento dell’Italia da parte di tecnici non eletti e provenienti proprio da quelle lobby come Mario Monti, scopriamo il ruolo determinante avuto da alcune grandi banche che hanno venduto in maniera massiccia e improvvisa i titoli di stato italiani in un periodo in cui il Governo in carica aveva ancora la maggioranza e lo spread era ancora nella media e quindi nulla giustificava una tale fibrillazione sui mercati e l’insensata scelta di quelle banche di mettere sotto attacco il nostro paese. La Deutsche Bank vendette addirittura l’88% dei titoli di stato italiani che aveva in portafoglio nei primi 6 mesi del 2011 finendo sotto la lente della Consob. Una scelta che lo stesso Romano Prodi definì un suicidio. Comportamento simile lo ebbe la Goldman Sachs infatti in un articolo di Milano Finanza di quel periodo la banca d’affari americana viene accusata di aver indotto la crisi sui mercati e di aver dato il via all’ondata di vendite di titoli italiani. Poi ci furono le responsabilità della Banca Centrale Europea che ritardò le iniezioni di liquidità (ltro) che avvennero solo quando il governo in carica diede le dimissioni e fu sostituito dal governo tecnico. Ma soprattutto responsabile di aver inviato quella lettera al Governo italiano a firma di Mario Draghi e Jean Claude Trichet in cui si chiedevano misure irrealizzabili in quel contesto e che fini’ quindi per destabilizzare il Governo in carica. Altra misura che favorì la caduta del governo Berlusconi e l’arrivo di Monti. Nessuno però c’ha detto che sia Monti, sia Trichet della Bce, sia il Presidente della Deutsche Bank Josef Ackerman sia il Presidente della Goldman Sachs Peter Sutherland fanno parte insieme del Direttivo del Gruppo Bilderberg ed erano presenti insieme alla riunione del 2011 proprio qualche mese prima dell’investitura di Monti come Presiedente del Consiglio ossia nel periodo in cui secondo l’ex segretario del Tesoro Timothy Geithner si consumò un complotto ai danni dell’Italia e proprio a Saint Moritz che secondo le rivelazioni del giornalista Alan Friedman fu il luogo dove in quell’estate Monti incontrò Carlo De Benedetti per discutere del suo possibile incarico di governo. Friedman ha però dimenticato o forse omesso volontariamente di raccontare che invece Monti in quel periodo e in quella location incontrò i 120 uomini più influenti del mondo alcuni dei quali nei mesi a seguire favoriranno proprio il suo arrivo alla Presidenza del Consiglio. I legami tra Mario Monti ed i vertici delle banche che hanno indotto la crisi sui mercati sono ben più stretti di quanto si possa immaginare. Essi infatti fanno parte insieme anche di altre organizzazioni ultraliberiste che hanno fatto esclusivamente gli interessi del capitalismo speculativo. Monti, Trichet, Sutherland e Draghi sono tutti membri del Bilderberg, i primi tre fanno ancora parte del Direttivo di questo Gruppo.Sono tutti membri della Commissione Trilaterale. Monti, Trichet e Sutherland si sono addirittura alternati alla Presidenza Europea di questa Commissione che racchiude tutti esponenti del capitalismo speculativo. Mario Monti è Presidente onorario della lobby Bruegel della quale Trichet è il Presidente. Trichet è a sua volta Presidente del Gruppo dei 30 del quale fa parte Mario Draghi e guarda caso proprio Draghi e Trichet si scambieranno il posto alla guida della Bce ed insieme manderanno la lettera al governo Berlusconi. Quella stessa Bce che il giorno dopo che Monti fu nominato senatore a vita mandò i suoi emissari in Commissione Bilancio a minacciare i rappresentanti del nostro governo di sostenere il futuro governo Monti o non avrebbero più acquistato titoli di stato italiano mandando il paese in default come denunciato dal senatore Garavaglia. Ora capite i legami che ci sono stati tra Mario Monti ed i rappresentanti della finanza speculativa che hanno agito sui mercati in quel periodo. La denuncia di Geithner è da prendere in seria considerazione e non solo per l’autorevolezza del suo ruolo istituzionale al fianco di Obama ma perchè lui stesso proviene da quelle organizzazioni ed è addirittura membro del Gruppo dei 30 insieme a Draghi e Trichet. E’ evidente quindi che nessuno più di lui può avere chiaro il quadro della situazione e la prova degli accordi presi in quelle sedi ed è anche evidente che la sua denuncia denota una spaccatura nel Gruppo tra il fronte americano e quello europeo.

A farne le spese: Gli italiani.

Il golpe è servito.

Francesco Amodeo

Bilderberg 2014: Le immagini mai viste e le prove del golpe dei banchieri.

In evidenza

 

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Un reportage esclusivo che ho realizzato in diretta da Copenaghen dove si è svolta la riunione del Bilderberg 2014.

120 potenti chiusi in un hotel di lusso per 3 giorni a decidere le sorti dei nostri governi e quindi delle nostre vite. Cecchini sui tetti, no fly zone, hotel blindato, poliziotti e militari ad ogni angolo eppure sui giornali nessuna notizia, in Tv nessuna immagine. La storia si ripete ogni anno dal 1954 ma di questo Gruppo non si deve parlare. Nessun programma Tv ha accettato di mandare in onda queste immagini con i 6 minuti che rompono il silenzio e svelano con prove incontrovertibili gli obiettivi di una delle organizzazioni più censurate del mondo.

Per approfondimenti: http://www.francescoamodeo.net

http://www.popolosovrano.eu

Testi tratti dal libro: “Azzannate le iene” di Francesco Amodeo

“Uscire dalla Matrix Europea” di Francesco Amodeo (in uscita a luglio 2014)

Amodeo in treno incalza Renzi sul Redemtion Fund. Lui scappa.

Il maratoneta Renzi

Renzi fugge davanti alla domanda sul Redemption Fund.         Premetto che aveva appena dedicato diversi minuti a rispondere alle domande di una donna che lo elogiava mentre io ho aspettato educatamente il mio turno con la promessa del suo assistente che lui mi avrebbe poi risposto. Ma quando mi sono presentato come blogger e non come giornalista dei media di regime e quando gli ho posto la domanda sul ERF, il nostro Presidente del Consiglio ha voltato le spalle senza motivo ed è scappato via.

Spieghiamo che cos’è l’European Redemption Found.

Cerchiamo di capire in poche parole di che si tratta, ricorrendo alla sintesi che ne ha fatto il giornalista Paolo Barnard.
L’idea del Redemption Fund è tedesca, e precisamente del Consiglio Tedesco di Esperti Economici, ed il documento che ne annuncia la nascita è ufficiale, perché è della Commissione Europea.
Scrive Barnard: “Ecco cosa sta per accadere: il 70% del debito pubblico italiano, (oggi più di 2 mila miliardi di euro) sarà trasferito a un fondo europeo comune, chiamato Redemption Fund (di seguitoRF), dove saranno convogliate anche tutte le eccedenze di debito pubblico degli altri Stati dell’Eurozona. Cioè: siccome il Trattato di Maastricht stabilisce che il debito pubblico degli Stati non deve essere superiore al 60% del PIL, tutto ciò che eccede questo limite nei debiti pubblici dei 17 Paesi dell’euro sarà trasferito in questo nuovo fondo.
Saranno quindi cifre immense, che diverranno a quel punto di proprietà del RF.
Attenzione: gli Stati dell’euro trasferiranno tutte le eccedenze di debito pubblico sopra al limite del 60% sul PIL al RF, ma saranno comunque tenuti a onorare la parte del debito trasferita (cioè a ripagare interessi e scadenze).
Ma qual è lo scopo di tutto questo? In teoria, a parole, uno scopo benefico: il RF dovrebbe aiutare tutti gli Stati, e soprattutto quelli più indebitati come Italia, Grecia, Portogallo.

Come? Vendendo i suoi titoli agli investitori per racimolare soldi. Con quei soldi i governi dell’Eurozona potranno finanziarsi ed onorare così il proprio debito pubblico trasferito nel RF.
E quale sarebbe il vantaggio di questo strano giochetto? Semplice: come spiega ancora Paolo Barnard, “siccome i titoli del RF saranno garantiti da tutti i 17 Paesi euro, essi saranno, agli occhi dei compratori, super sicuri, quindi gli interessi che il RF pagherà su di essi saranno molto bassi. Certamente più bassi degli interessi che Italia, Spagna, Grecia, Francia, Portogallo pagano oggi per finanziarsi coi propri titoli di Stato. E qui sta la parte vantaggiosa, cioè i 17 dell’euro si potranno finanziare e potranno finanziare i ri-pagamenti sul loro debito pubblico a tassi molto più bassi grazie a questi titoli RF.”
Quindi tutto bene, no?
NO!
Il documento della Commissione Europea che descrive questo meccanismo, infatti, specifica che l’adesione al progetto RF da parte degli Stati comporta condizioni severissime, e cioè programmi di tagli feroci alla spesa pubblica, agli stipendi, alle pensioni, all’occupazione, a tutti i servizi pubblici. La Commissione parla espressamente di “super potere d’intervento nei programmi di spesa dei governi”, in aggiunta ai poteri che già ha grazie al Fiscal Compact.
Può bastare ? Eh no, c’è di peggio.
La Germania, infatti, per garantire il ri-pagamento da parte degli Stati del suo debito, “propone” (= impone) che:
a) sia trattenuta a suo vantaggio una quota del già micidiale prelievo fiscale di oggi, oppure si introducano nuove tasse, specialmente aumenti dell’IVA;
b) gli Stati partecipanti promettano in pegno le loro riserve di moneta straniera e le loro riserve d’oro come garanzia sui ri-pagamenti.
Specifica ancora Barnard: “I primari trattati di Maastricht, il Fiscal Compact, il MES, l’Europact, cui si aggiungono le concessioni di spesa pubblica offerte il 3 luglio all’Italia dalla Commissione Europea e il futuro trattato per la nascita del Redemption Fund per i debiti pubblici dell’eurozona, tutti questi contengono la seguente clausola:
“a patto che il Paese aderente adotti stringenti misure di aggiustamento della spesa pubblica”;
cioè, la nazione che ha ratificato o che ratificherà quegli accordi, come l’italia, dovrà impegnarsi obbligatoriamente a:
a) tagliare la spesa pubblica in servizi, sanità, istruzione e infrastrutture;
b) tagliare i salari pubblici e le pensioni;
c) privatizzare tutto ciò che è rimasto pubblico, inclusa l’acqua e le infrastrutture vitali del paese;
d) licenziare fette d’impiego pubblico, anche fra gli impieghi vitali come insegnanti, vigili del fuoco, polizia e sanitari;
e) liberalizzare ogni settore dell’economia, anche quelli strategici per l’interesse pubblico;
f) ridurre al minimo il welfare e gli ammortizzatori sociali.”

link utili: http://www.informarexresistere.fr/2014/03/20/ecco-lultimo-mostro-targato-ue-il-debt-redemption-fund-mille-euro-allanno-per-persona-per-ventanni/