Il cartello farmaceutico/alimentare: Quando farci ammalare diventa un business irrinunciabile. Il caso Ogm e Monsanto

00

“La Monsanto è il primo produttore di OGM al mondo. Questa multinazionale americana, infatti, attualmente possiede il 90% degli OGM presenti a livello mondiale, ed anche i brevetti sulle sementi geneticamente modificate e sui fertilizzanti chimici. Essa crea sementi sterili che vanno riacquistate ogni anno e resistenti ai soli erbicidi da essa stessa prodotti con l’unico scopo di non perdere mai il primato mondiale nel mercato. È una delle aziende più controverse della storia industriale. Partendo dalla sua fondazione nel 1901, nel corso degli anni questa multinazionale, nata come industria chimica, è stata accusata di negligenza, frode, attentato a persone e cose, disastro ecologico e sanitario, utilizzo di false prove; eppure oggi questo pericoloso gigante della biotecnologia, che si pubblicizza come azienda della “scienza della vita”, è leader mondiale sfruttando non solo una comunicazione ingannevole, ma soprattutto i rapporti di collusione con i vertici politici e amministrativi USA, che gli permettono una politica di pressioni e corruzioni. È senza precedenti, infatti, il numero dei propri dirigenti passati a ruoli dirigenziali di organi di controllo governativi, ed è per questo che oggi continua indisturbata ad esportare ed imporre in tutto il mondo il pericoloso modello dell’agricoltura transgenica, avendo in mano la sorte dei nostri alimenti, e quindi, di conseguenza, delle nostre vite.”

” Il cibo deve essere prodotto per essere mangiato, e non solo per essere venduto. Ne va della sovranità alimentare dei popoli; ne va della nostra libertà, e soprattutto della nostra salute” commenta Alessandro.

“Invece non è dato sapere quali saranno in futuro gli effetti degli OGM sulla salute dell’ambiente e delle persone, ma per ora è certo che essi sono di proprietà di multinazionali che mirano a controllare il nostro cibo su scala globale, per vendercelo alle loro condizioni. Il libro ed il documentario “Il mondo secondo Monsanto” smascherano questi processi perversi e mettono in guardia sul futuro del cibo. Anniston in Alabama, dove aveva sede la Monsanto, era stata in passato di- chiarata una città modello, ed è stata resa invece una città fantasma, dove intere famiglie si ammalavano, bambini nascevano con malformazioni. Le sostanze chiamate PCB prodotte dalla Monsanto, infatti, hanno causato vere e proprie stragi, dato che si accumulano nella catena alimentare e soprattutto negli organi e nei tessuti degli animali. Nel 2001, oltre 3.600 abitanti di quella città che si sono ammalati di tumore hanno citato la Monsanto per una contaminazione di PCB. Stando ad un rapporto reso pubblico e riportato nell’inchiesta della giornalista francese, la Monsanto aveva riversato, durante quarant’anni, migliaia di tonnellate di rifiuti contaminati in un ruscello ed in una discarica a cielo aperto nel centro del quartiere nero della città, pur sapendo bene i sicuri rischi per chi viveva nelle vicinanze, mangiava pesci di quel fiume o prodotti agricoli dei campi circostanti. La cosa più vergognosa è proprio questa: la Monsanto sapeva che i PCB rappresentavano un grave rischio per la salute quarant’anni prima che essi siano stati definitivamente vietati. Il canale di Snow Creek in cui l’azienda ha scaricato i rifiuti, partiva dallo stabilimento e attraversava la città prima di riversarsi nei corsi d’acqua. Era acqua inquinata, e la Monsanto non ha mai detto niente, creando quindi il massimo del danno ambientale e umano. Dall’inchiesta della Robin è emerso che la FDA ha effettuato test sui pesci pescati alla confluenza di quei corsi d’acqua, ma ha emesso il divieto di pesca solo diversi anni dopo, per non suscitare sospetti contro la Monsanto e cercare di risolvere il problema con discrezione senza informare il pubblico. Solo anni ed anni dopo l’azienda è stata condannata a pagare settecento milioni di dollari di danni ed interessi, ed a garantire la bonifica della città, una cifra irrisoria rispetto ai danni provocati, anche perché gli è stato permesso di continuare ad operare ed espandersi, e ai responsabili dell’azienda non è stata comminata una sola giornata di carcere grazie alle collusioni con il governo e la complicità con esso.

La Monsanto infatti gode delle coperture governative perché lavora a stretto contatto con gli strateghi del Pentagono per sviluppare l’utilizzo di alcuni suoi prodotti come armi chimiche. Tra il 1961 ed il 1971, infatti, la Monsanto ha prodotto l’Agente Arancio, un erbicida la cui pericolosità è ampiamente nota, tanto che durante la guerra del Vietnam questo defoliante verrà sparso in modo massiccio dall’aviazione americana sopra le foreste vietnamite; le conseguenze si fanno sentire ancora oggi, con numerosi tumori e malformazioni neonatali nella popolazione vietnamita e con diverse conseguenze fra i numerosi veterani americani, che negli anni ‘70 hanno agito con una class action contro i produttori dell’Agente Arancio. La Monsanto – insieme ad altre sei aziende – si ritrovò così ad essere la principale accusata di avvelenamento. Nel 1987, i sette produttori dell’Agente Arancio furono condannati a pagare 180 milioni di dollari ad un fondo di compensazione destinato ai soldati americani. Durante questo processo si scoprì che la Monsanto aveva falsificato i documenti grazie agli appoggi di cui godeva per nascondere la pericolosità della diossina nei suoi prodotti. Anche la pubblicità ingannevole dell’erbicida Roundup ha garantito alla Monsanto una duplice condanna: una negli USA ed una in Francia, per affermazioni menzognere stampate sull’imballaggio di questo erbicida totale, descritto come «biodegradabile» e «buono per l’ambiente»”.

“È davvero vergognoso!”, esclama Carluccio con tono grave.

“Ma non è tutto! Tra le cose più eclatanti che ha causato la Monsanto: ha praticamente eliminato dalla cartina geografica un altro paesino di villeggiatura, chiamato Time Beach, nei pressi di Saint Louis, dove aveva una sede quell’industria chimica. Un fatto talmente incredibile, che dovrebbe essere considerato uno dei maggiori scandali degli Stati Uniti, ossia la produzione e lo svernamento nell’ambiente da parte della Monsanto della diossina, la molecola più pericolosa e tossica mai inventata dall’uomo. Hanno dovuto far evacuare la zona, ma quando era ormai troppo tardi. Centinaia di persone si sono ammalate: donne, bambini, giovani, lavoratori, per essere venuti a contatto con quella sostanza. Il governo fu addirittura costretto ad acquistare interamente Time Beach, come riportato nel libro Il mondo secondo Monsanto, e fu lo stesso Reagan a congelare il dossier di Time Beach, prova incontrovertibile del legame tra i grandi gruppi industriali ed il governo americano (ed ecco che abbiamo la dimostrazione che è sempre tutto collegato e che i personaggi e gli interessi sono sempre gli stessi).”

“Questo discorso è avvilente”, afferma Carluccio.

“Permettimi di portarti un ultimo esempio dei tanti che potrei ancora fare. All’inizio degli anni ‘90 la Monsanto commercializza il suo primo prodotto frutto delle biotecnologie: il Prosilac, un ormone della crescita bovina destinato ad aumentare del 20% la produzione di latte delle mucche. L’ormone causa delle mastiti e delle infiammazioni alle mammelle, perciò gli allevatori sono costretti a somministrare degli antibiotici di cui si ritrovano tracce nel latte. Oggi, secondo te, perché io non bevo latte vaccino e non mangio carne? È diventata causa di tumori forse più delle sigarette stesse. Ed in tanti lo sanno, ma nessuno lo dice. Sulle sigarette scrivono: «il fumo uccide»; dovrebbero farlo anche sulla carne, perché gli scienziati sono categorici a riguardo, e gli alimenti che somministrano a questi animali negli allevamenti intensivi sono tossici e cancerogeni per l’uomo.

Tu, che ora sei informato, riusciresti ad affidare ad aziende del genere la responsabilità di produrre i cibi che mangi? Indipendentemente dagli studi specifici sugli Ogm tu ti fideresti della Monsanto che quegli Ogm li produce dopo aver saputo come opera e quanto può essere cinica e spietata la sua politica che ha il profitto come unico interesse a danno di tutto il resto ?

“No, certo che non mi fiderei più!”

“Ecco, vedi, perché ora sei informato, ed è per questo che loro vogliono evitare che la gente sappia: perché vogliono che continuiamo a consumare i loro prodotti tutti i giorni senza associare il singolo prodotto all’azienda produttrice. Pensa che oggi la Monsanto sta facendo di tutto per ribaltare le normative europee sul marchio OGM obbligatorio, con l’appoggio anche del nostro governo e di un’opera di disinformazione e censura su questi argomenti che non ha eguali.”

“Ma come si può reagire a tutto questo?”

“Bisogna informarsi! Gli italiani sono tra i popoli meno informati. A questo riguardo infatti c’è stata una manifestazione globale, la Marcia contro Monsanto e gli OGM, che si è svolta sotto totale black out mediatico, e supportata solo da quanti hanno usato twitter per raccontare cosa stava accadendo dagli Stati Uniti al Canada, all’Austria, alla Germania, al Giappone. La manifestazione si è tenuta anche in Europa, ma l’Italia non ha partecipato, e non certo perché a noi piaccia farci avvelenare ma sempre per lo stesso discorso: non ci informiamo, non sappiamo e non agiamo. ”

“Assurdo!”

“Le collusioni con il governo americano sono talmente consolidate ed evidenti che è stata fatta una legge apposta per proteggere Monsanto: si chiama proprio “Monsanto Protection Act”, firmata da Barack Obama il 26 marzo 2013, e consente al dipartimento dell’Agricoltura di dare il via libera alle multinazionali per la vendita di semi OGM, mettendole al riparo da qualsiasi azione legale da parte dei contadini e dei consumatori.”

Ecco un altro esempio dello spietato mondo del cartello farmaceutico/alimentare.

Tratto dal libro “Azzannate le iene” di Francesco Amodeo

Annunci

2 thoughts on “Il cartello farmaceutico/alimentare: Quando farci ammalare diventa un business irrinunciabile. Il caso Ogm e Monsanto

  1. Secondo me è l’assoluto “anonimato” che protegge questi mostri a permettergli di continuare a delinquere…
    “la Monsanto” è solo un nome, un’idea di qualcosa di complesso di cui non vengono mai citate le aziende di produzione, chi le dirige, chi le ha fondate, i ricercatori che vi operano, i nomi dei politici collusi etc etc…sai che se ne fanno questi anonimi signori della marce di protesta della gente? E i consumatori spesso non hanno idea di quello che stanno comprando, a parte il famoso diserbante, altri prodotti si perdono nella giungla del mercato…
    E’ tempo di fare nomi, mostrare facce, citare prodotti, attribuire responsabilità!

  2. Pingback: Il cartello farmaceutico/alimentare: Quando farci ammalare diventa un business irrinunciabile. Il caso Ogm e Monsanto | le chiavi di Hermes, medicina secondo natura

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...