L’Unione Europea spiegata ai giornalisti prezzolati. Sperando in una loro obiezione di coscienza.

Gentile Marco Esposito (Il Mattino) le assicuro che la logica degli avversari politici è una logica che non mi appartiene. Qui non si tratta di avversari ma bisogna tracciare una linea netta per capire chi sta davvero dalla parte dei cittadini e chi invece preferisce stare dall’altro lato della trincea.

La prima domanda che le pongo è questa: Lei davvero crede (o ha solo interesse a farlo) che oggi il meridionalismo possa prescindere dall’antieuropeismo, con una Unione Europea così perversamente strutturata ?
Davvero ritiene utile continuare a ridurre tutto alla questione perequativa tra Nord e Sud, tra chi paga di più e chi riceve di meno senza capire che questa logica oggi è stata superata e legata al palo dai vincoli europei ? Lo conosce il patto di stabilità interno quello imposto dal fiscal compact che obbliga le amministrazioni locali a poter spendere solo ciò che incassano con le tasse e se c’è un avanzo non lo si può usare per le emergenze perché si è obbligati ad estinguere anticipatamente i mutui in essere. Le posso far leggere il rapporto dell’Upi che ho pubblicato nel mio libro dove i sindaci da Nord a Sud raccontano dei milioni di euro fermi nel cassetto delle amministrazioni locali perché bloccati da quel vincolo. Questo significa che anche se arrivassero a quelle amministrazioni altri soldi resterebbero ugualmente bloccati e non utilizzabili se non c’è prima una entrata corrispondente. Per spendere di più devono tassare di più, questa è la perversa logica dei vincoli di quella Unione Europea che lei difende. Chieda a Caldoro perché hanno dovuto sospendere le convenzioni per 4 mesi ai centri medici accreditati impedendo anche i pazienti muniti di codici di esenzione per reddito o patologie di poter ricevere prestazioni sanitarie gratuite. Qualcuno si è visto costretto a rimandare per mesi prestazioni diagnostiche, anche per patologie dove la tempistica di diagnosi è fondamentale per poter intervenire.         Caldoro aveva quei soldi ma serviva un decreto per sbloccarli cosa che non è accaduta a causa dei parametri da rispettare. Questa Unione Europea obbliga a rispettare parametri ma non vite umane.

Lei davvero crede di poter continuare a parlare di autonomia e di indipendenza senza parlare di sovranità politica ma soprattutto monetaria. Come si può pensare di essere autonomi o indipendenti lasciando la proprietà della nostra moneta nelle mani di organismi sovranazionali privati che la gestiscono a proprio uso e consumo. La questione non è tra Lira ed Euro ma tra moneta sovrana e moneta non sovrana. Cosa crede che sia giusto ? che lo Stato possa spendere per i propri cittadini o che lo Stato debba prima prendere in prestito i soldi dalle banche private per poi poterli spendere per i cittadini a patto che però li restituisca con gli interessi. Non credo si tratti di complottismo ma di logica.

Perché le banche ricevono miliardi di euro da 3 anni ma nulla arriva all’economia reale ? perché quelli del Nord sono brutti e cattivi ? No. Perché l’Europa non ripristina la divisione tra banche commerciali e banche d’affari che in passato, per decenni, ha evitato le speculazioni, dato che le banche commerciali che ricevevano soldi erano obbligate a prestarle a cittadini e imprese non potendole usare per speculare sui mercati.                                                                                                                              Paghiamo 80 miliardi ogni anno di interessi sul debito pubblico. A chi ? A banche  private (solo un 10% a privati cittadini). Lo sa, invece, a quanto ammontano le insolvenze dello Stato verso aziende e cittadini che lavorano con la pubblica amministrazione ? La stessa cifra, circa 85 miliardi. Sa queste insolvenze quante aziende hanno fatto chiudere, quanti lavoratori hanno mandato per strada quanti imprenditori hanno fatto fallire e quanti si sono tolti la vita ? Numeri da guerra. in pratica la stessa cifra che diamo ogni anno di interessi alle banche, è stata negata a cittadini e aziende che per lo Stato avevano lavorato. Anche questo meccanismo appartiene alla perversa Unione Europea che lei difende.

Lei davvero crede che abbia senso essere indipendenti dall’Italia rimanendo dipendenti dall’Europa ?
La risposta a tutte queste domande è NO. Categoricamente No.
Chi dice il contrario, nel migliore dei casi ignora certi meccanismi e propone delle questioni totalmente anacronistiche, nel peggiore (e più comune) dei casi è brutalmente in malafede.
Se il Nord Italia è stato quel pesce che ci ha divorato 154 anni fa oggi quel pesce è stato a sua volta divorato da uno squalo. Non torneremo liberi uscendo dal ventre del pesce ma da quello dello squalo. Se lo metta bene in testa.
Le oligarchie finanziarie, che 154 anni fa si sono mosse alla conquista del Sud Italia per ragioni economiche e geopolitiche sono esattamente le stesse che oggi si sono mosse alla conquista del Sud Europa. Per le stesse ragioni, ma con mezzi moderni. Sono andati via con i fucili, sono tornati con le banche. All’epoca la chiamarono liberazione oggi la chiamano unione. Prima si univano i carbonari oggi si uniscono i membri del cartello finanziario (non è una teoria del complotto, pubblicano anche le liste degli invitati) tanto sanno che nessun giornalista, lei compreso, oserebbe parlarne. Se vuole le mostro i documenti ufficiali e le sedi dei loro incontri. Gli obiettivi sono sempre gli stessi: togliere sovranità ai popoli e agli Stati, metterla nelle mani di oligarchie neo aristocratiche e travasare ricchezza da Sud A Nord. Prima era il Sud Italia oggi è il Sud Europa.

Ma non parliamo di dati parliamo di fatti. Si guardi intorno. Parli con la gente, vada nelle periferie da Nord a Sud. Questo deve essere il nuovo modo di fare politica. Non basarsi più su quello che ci dicono ma su quello che vediamo. E quello che vediamo tutti è che questa Unione Europea è devastante.                                                           Le faccio un altro esempio: Nel mio quartiere è da poco morta una ragazza, probabilmente per scansare una buca enorme è finita col motorino sotto ad un camion. La strada in questione è diventata ormai una pista di motocross è quasi impossibile percorrerla senza bucare, potrebbe succedere un incidente all’ora ma la strada non viene riparata, perché non ci sono soldi, però tutto intorno stanno facendo la pista ciclabile. Ma come ? Certo è proprio così. La strada è distrutta ma avrà una pista ciclabile perché ce lo chiede l’Europa. Avremmo potuto chiedere noi all’Europa di riparare la strada invece di fare la pista ciclabile in una città dove ci sono più voragini che biciclette ? Assolutamente no. I fondi sono per le piste ciclabili. Un po come i fondi europei che non riusciamo a spendere perché le amministrazioni bloccano i cofinanziamenti a causa degli stessi vincoli europei. In pratica l’Europa ce li da poi con i suoi vincoli ce li blocca e poi dice che non sappiamo spenderli. Ma se quei soldi stanziati li volessimo usare per una emergenza causata da una calamità naturale? Non sarebbe possibile farlo. Se sono fondi stanziati per costruire il museo delle marionette può anche crollare il palazzo adiacente e mandare 50 famiglie per strada ma quei fondi non potranno essere usati. Servono per le marionette.

In Europa esistono 3 fondi diversi per salvare le banche . Abbiamo sottoscritto come Italia con 125 miliardi di euro (per fortuna non ce li hanno chiesti tutti) per il meccanismo europeo di stabilità che serve per ricapitalizzare le banche degli altri paesi in crisi ma se dovesse succedere una calamità o una emergenza di qualsiasi natura che non sia finanziaria, non possiamo usare i soldi versati in quello che poi però chiamano fondo salva stati ? A lei davvero le preoccupano le nostre briciole dirottate all’Expo ?

L’Italia nel 2011 ha contribuito al bilancio europeo con 16,5 miliardi di euro e ne ha ricevuti 8. Lei sa cosa avremmo potuto fare con gli 8,5 miliardi di euro persi in Europa? Facciamo due calcoli: Letta al Governo dichiarò che serviva 1 miliardo per il lavoro ai giovani che oggi si avviano verso il 45% di disoccupazione.                                           1,5 miliardi è la cifra che di solito viene stanziata in finanziaria per gli ammortizzatori sociali.                                                                                                                                 3 miliardi per la cancellazione dell’Imu sulla prima casa. L’Imu è la tassa che ha mandato in crisi interi comparti dall’edilizia al mercato immobiliare con lavoratori al seguito.                                                                                                                               4 miliardi per scongiurare l’aumento di un punto dell’Iva (l’aumento dell’iva ha inibito i consumi, arrestato la domanda interna e contribuito a bloccare l’economia).

Ha visto quante cose si potevano fare con poco più di 8 miliardi di euro ? Aiutare i giovani a trovare lavoro, aiutare i disoccupati ad andare avanti, incentivare i consumi e far ripartire interi comparti. E invece ? e invece ce li ha chiesti l’Europa, quella che poi ci chiama Piigs cioè maiali. Quella che dai suoi maiali nel quinquennio 2007/2013 di miliardi ne ha presi 50. Vogliamo fare anche due calcoli per capire quante cose potevamo fare con 50 miliardi ? e con i 40 che abbiamo dato alla sola Grecia e che oggi giustamente minaccia di non restituire ? Miliardi di euro sprecati in Europa e poi capita di leggere sul giornale che un ragazzo a Napoli è morto di freddo in ospedale perché c’erano le finestre rotte e non c’erano riscaldamenti. (era scritto sul suo giornale ). Si rende conto dei paradossi. Può un paese con tali emergenze prestare miliardi di euro ? Eppure siamo obbligati a farlo.

Ricordo che lei ha fatto una giusta battaglia sugli asili nido al Sud (e questo le fa onore) ma è una battaglia che non capisco se lei poi parallelamente difende una Unione Europea che paga quasi il 4% del propro pil di interessi ad organismi sovranazionali e ne impiega meno del 1% per cultura e istruzione.

Stiamo parlando di una Unione Europea che quando si tratta di chiedere soldi, parla di solidarietà tra Stati, ma quando sbarcano gli immigrati sulle nostre coste e le chiedi aiuto ti risponde che se arrivano da noi sono cazzi nostri.                                                 Una Unione Europea che parla di esercito comune poi ti sequestrano due marò italiani in India e nessuno muove un dito.                                                                                      Una Unione Europea che parla di unione bancaria, poi lascia ognuno coi propri debiti e le banche centrali dei paesi (che non servono più a nulla) se non a garantire l’88% di possibili perdite.

Si rende conto che questa è l’Europa che lei nella copertina del suo libro definisce “territorio di pace e democrazia”. Ma le è andato di volta il cervello ? Io capisco che lei quel libro lo ha scritto a 4 mani con Gianni Pittella che è vicepresidente del Parlamento europeo (in questa) Unione Europea perciò la sto invitando ad una obiezione di coscienza.

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Chi vive all’interno delle istituzioni europee vede la realtà in maniera deformata, inebriato da soldi e potere ma manipolato come un burattino al quale non è dato chiedere ne capire. Si è talmente circondati dal male che si diventa incapace di riconoscerlo. Pittella è uno che ieri twittava “sono al lavoro per accelerare il Ttip”. Il Ttip sarà uno degli accordi di libero scambio più dannosi della storia dell’umanità. Sarà la tomba del comparto agricolo, manifatturiero soprattutto di quel Meridione che lei dice di voler riscattare.

Arriveranno merci a basso costo a tutta forza ma con l’aggravante che le imprese multinazionali potranno fare causa agli Stati sovrani che non si attengano alle prescrizioni di liberalizzazione del mercato che il trattato promuove in materia di normative ambientali, igieniche e di sicurezza alimentare. In pratica non ci si potrà più opporre a prodotti come la carne agli ormoni ritenuti dannosi per la salute e messi al bando in italia (ancora per poco ) perchè ora dipende da quanto Pittella e company riescano davvero a velocizzare il Ttip. Lo ha raccontato questo ai produttori e agli agricoltori di quel Sud che lei vuole difendere ? Come vede caro Esposito lei è pieno di contraddizioni come il fatto che tempo fa scrisse una lettera alla Commissione europea per spiegare che solo uscendo dall’euro l’italia poteva far fronte alla concorrenza dei paesi dell’Est che non hanno adottato la moneta unica e possono quindi svalutare per essere competitivi; e ieri, invece, scriveva un inaccettabile articolo per mettere in evidenza i danni di una eventuale uscita dall’euro di Grecia e Italia.

Per non parlare della sua lotta sul tema della terra dei fuochi che stona drammaticamente con la foto postata sul suo profilo, che la vede stringere con fierezza  le mani a Giorgio Napolitano, da lei ritenuto un grande Presidente, che era, però, il Ministro dell’Interno che circa 20 anni fa secretò le rivelazioni di Schiavone proprio sulla terra dei fuochi. Una situazione che in due mandati da presidente ha poi sempre ignorato. Per non parlare dei trattati che ha firmato insieme ad un Presidente del Consiglio non eletto ma di transizione a cui invece ha permesso di firmare trattati che hanno vincolato gli italiani per sempre alle catene dell’austerity. Quell’austeity che sta annientando lo stato sociale (e non solo) nelle regioni che lei difende a spada tratta.

Io sono certo che queste sue contraddizioni, altro non sono che il frutto del braccio di ferro interno che lei vive continuamente tra la sua coscienza (che queste cose le conosce bene) e le sue ambizioni politiche che la spingono a frequentare ambienti che ci si sporca solo a guardarli.

Ed è per questo che io le lancio questo appello. Si passi una mano sulla coscienza. Non ho dubbi che ne abbia una più profonda di molti altri, lo ha dimostrato in molte occasioni. Lasci stare le ovattate sedi dei quotidiani di proprietà dei grandi capitalisti. Li sfrutti solo per portare la pagnotta a casa, che è cosa buona giusta. Ma si unisca a noi in questa battaglia. Sono disposto io a confluire nel suo movimento con tutte le persone che credono nel mio lavoro. Ma scenda per le strade. Venga a parlare nelle periferie del Sud. Poi mi permetta di portarla a fare lo stesso giro anche in quelle del Nord. Nelle regioni che lei crede che navighino nell’oro e mangino a sbafo alle nostre spalle. Si accorgerà che non è più così. Questa Europa è un teatro di guerra che non risparmia nessuno. Ecco perché io ogni tanto la prendo virtualmente a calci nel sedere, perchè non capisco come faccia a non rendersene conto. Le perdoniamo le sue amicizie passate. Ora ha trovato nuovi amici. Chi ha avut ha avut chi ha dat ha dat scurdammoce o passat’. Questa regione ha bisogno di uomini liberi e soprattutto di uomini che abbiano capito chi sono i carcerieri che di quella libertà vogliono privarci.

Ecco perchè anche lei dovrà dire Sud No Euro. Come il nome del Movimento da me fondato. Perchè quel NO, non riguarda solo una valuta. Ma significa dire di NO ai meccanismi perversi che abbiamo analizzato. Alle oligarchie finanziarie che se ne servono come un’arma. Ai vincoli che stanno stritolando amministrazioni, aziende e cittadini. Le nostre regioni del Sud non hanno bisogno di questi meccanismi, ma potrebbero rimanerne fatalmente vittime. Noi abbiamo tutto ciò che ci occorre. Vogliono solo impedirci di valorizzarlo perché sono beni inalienabili, che nessuno può sottrarci e che abbiamo solo noi. Il Sud ha bisogno solo di una classe dirigente nuova, che provenga dal territorio e che si batta per la sovranità del territorio stesso. Ha bisogno di politici che vivano la politica come una obiezione di coscienza, come la più alta forma di carità. Politici che abbiano il benessere dei propri cittadini come unità di misura del proprio lavoro. Perché non esistono politici capaci dove ci sono cittadini che stanno male.

Per questo c’è bisogno anche di te. Ma non c’è più tempo. Devi decidere MO.

Solo quando la vedrò finalmente adottare quel No Euro accetterò il suo invito a venire a stringerle la mano. Perché questa battaglia dobbiamo portarla avanti tutti insieme, se davvero amiamo la nostra terra o rischiamo alle prossime elezioni di consegnare la nostra regione al nemico storico, perchè Salvini queste cose le ha capite e le ha capite davvero bene. Un partito che si chiama Lega Nord, al meridione lo fermi solo mettendo Sud nel tuo logo. Un partito che fa del giusto antieuropeismo il suo cavallo di battaglia, al Sud lo fermi solo mettendo No Euro nel logo.

Uniamo i meridionalisti, uniamo gli antieuropeisti, uniamo le persone per bene di questa REGIONE. FERMIAMOLI !!!

Francesco Amodeo

Ps: Nel messaggio che lei mi hai inviato, accostava la situazione No euro a quella delle scie chimiche e posso immaginare il suo sorrisino sarcastico mentre scriveva quelle parole per rapportarsi al complottista di turno.

Non voglio entrare nel merito delle ipotetiche conseguenze delle scie in questione perché è un argomento che non tratto mai. Mi piace analizzare pubblicamente solo argomenti che ho la possibilità di dimostrare in maniera scientifica. Ma dato che lei ha tirato in ballo l’argomento come se fosse una frase di fantasia. Mi permetto di farle una tiratina d’orecchie anche se non c’entra niente con la nostra questione politica.

Le do alcuni dati che potrà verificare lei stesso: Il fenomeno delle scie chimiche è riferito al fenomeno del cloud seeding (inseminazione delle nuvole) ed è portato avanti da anni in diversi paesi dalla società israeliana chiamata Tecnagro. Questa tecnologia era stata il cuore del Convegno mondiale delle Nazioni Unite svoltosi a Paestum (Salerno) nel 1994;(non stiamo parlando di New York ma della Paestum tanto amata dai meridionalisti come lei) per incentivare la ricerca di soluzioni alla problematica dell’acqua per l’agricoltura del Mezzogiorno, (ha letto bene ? si parla del suo Mezzogiorno) da allora la Tecnagro ha studiato, sperimentato ed attuato in varie regioni meridionali il «progetto pioggia» che si concretizza grazie alle sostanze rilasciate da aerei nelle nuvole (ecco le scie chimiche).

Il tutto è riportato in un documento del Senato si tratta dell’Atto n. 3-00452 pubblicato il 14 maggio 2002 nella seduta n. 170 della quattordicesima Legislatura. Buona lettura. Mi dispiace averle tolto il sorriso. Avevamo appena fatto pace. Ma quann ce vo ce vo.

 

 

 

Annunci

7 thoughts on “L’Unione Europea spiegata ai giornalisti prezzolati. Sperando in una loro obiezione di coscienza.

  1. Caro Francesco,

    cominciamo dalla fine: la teoria delle scie chimiche (che non interessa né te né me) è considerata da Wikipedia una bufala come ne girano tante in rete. L’ho citata come tale, senza nessuna voglia di approfondire oltre, come esempio del fatto che tutti possiamo cadere vittime di informazioni date per certe e che certe non sono.

    Nel tuo lungo articolo cadi vittima di alcuni di questi errori. La Banca centrale europea, per esempio, è una istituzione regolata dal diritto e non un soggetto privato come, che so, le Generali. Per capirsi, le Generali posano decidere di dismettere le assicurazioni e di occuparsi di telefonia o di detersivi mentre la Bce può fare solo la Bce e ha componenti nominati da istituzioni europee, sia pure con criteri molto poco democratici (ma questo è un altro discorso). Non è neppure vero che lo Stato debba “prendere a prestito” i soldi dalle banche private o, almeno, non è quello l’unico modo per lo Stato di avere delle entrate.

    Il punto è che non è necessario sostenere la (falsa) tesi che la Bce sia privata o che l’euro produca un debito (ma il debito non c’era già prima?) per criticare con ottimi argomenti la Bce o il funzionamento dell’euro.

    Sono infatti vere molte altre delle cose che racconti e in particolare è vero che l’Unione europea si è costruita delle regole (di chiara matrice tedesca) che frenano lo sviluppo economico soprattutto dove ce ne è più necessità. Qui ci si può dividere: si può pensare, come fai tu e come fa Salvini, che di fronte a cose che oggettivamente non vanno, sia meglio rompere quanto prima questa Europa e la sua moneta. Oppure si può ritenere, come faccio io insieme a Tsipras, che sia possibile cambiare profondamente questa Europa.

    L’Unione europea, in effetti, non mi appare un progetto in sé tutto cattivo. Quando parlo di terra di pace e di democrazia lo faccio perché questi 60 anni di Europa senza guerre vengono dopo guerre secolari, dittature e fascismi che non possiamo far finta di dimenticare. A mio nonno al confine con l’Austria hanno sparato. A me hanno solo fatto pagare salata l’autostrada per Innsbruck.

    Se considero l’euro un progetto interessante, lo faccio perché ho visto mia nonna darmi con emozione i risparmi di anni, ma quelle 15.000 lire che a lei erano costate chissà quanti sacrifici, trasformati in buoni postali e mangiati dall’inflazione potevano tradursi in un giocattolo. La stabilità, per la gran parte delle persone, è un valore che non può essere buttato via con leggerezza. Penso che l’euro ricalchi in chiave contemporanea l’oro: non dipende da nessuno stato e ha un valore stabile nel tempo. Pensaci: la funzione di una moneta non è creare ma misurare la ricchezza dando certezze. Una moneta instabile avvantaggia ora chi vende ora chi compra, ora chi risparmia ora chi si indebita, con variazioni repentine del valore. Certo, una moneta unica per un territorio vario come l’Europa implica (implicherebbe) compensazioni automatiche tra territori. Per esempio un reddito di cittadinanza europeo a carico dei più ricchi, che bilancerebbe in automatico i vantaggi di una moneta troppo forte per un paese esportatore.

    Penso anche che i debiti storici dei Paesi europei, o almeno di quelli di Eurolandia, andrebbero messi in comune. Non può funzionare che chi entra in Europa con un debito del 120% del Pil debba sapere davanti a sé 40 anni di sacrifici, perché di eccessivo rigore si muore.

    Quindi la mia risposta alla tua domanda-chiave è no, per un meridionalista non è indispensabile volere la morte dell’Europa, così come non è indispensabile volere la fine dell’Italia. Ma è legittimo dire – e possiamo farlo insieme – che se questa Europa non cambia o se questa Italia non cambia, si muore.

    In ogni caso auguri per la tua lista Sud No Euro.

  2. La Banca Centrale Europea è ufficialmente di proprietà delle Banche Centrali degli Stati che ne fanno parte, ma dato che tali Banche Centrali sono controllate da società private (vedasi Banca d’Italia le cui quote nominative di partecipazione al suo capitale sociale sono al 2014 per il 94,33% di proprietà di banche e assicurazioni private e solo per il 5,66% appartenenti ad enti pubblici, come Inps ed Inail), la stessa BCE è di fatto una società privata. Poi se vogliamo ripararci dietro la parvenza degli enti di diritto pubblico pecchiamo di malafede o ingenuità.

    La politica monetaria applicata dalla BCE si è rivelata fallimentare dalla sua nascita fino ad oggi e i dati macroeconomici lo dimostrano. Basta vedere gli ultimi dati macroeconomici italiani, con disoccupazione giovanile da record e consumi a picco per rendersene conto.

    Su Tsipras non mi vantarei tanto di affiancare la sua politica e pensare ad un cambiamento dell’Europa: nel mio ultimo articolo l’ho definito di proposito un “falso Leonida”, partito come colui che doveva distruggere la troika, mentre adesso sembra già supinamente accondiscendete al diktat di questa. Le mie affermazioni troveranno certezza tra pochi mesi, se non addirittura poche settimane.

  3. Devo dire che siamo in tre se accoglessimo Amodeo ed io, oltre le singolarità che ci distinguono, l’invito di Marco Esposito “Quindi la mia risposta alla tua domanda-chiave è no, per un meridionalista non è indispensabile volere la morte dell’Europa, così come non è indispensabile volere la fine dell’Italia. Ma è legittimo dire – e possiamo farlo insieme – che se questa Europa non cambia o se questa Italia non cambia, si muore. In ogni caso auguri per la tua lista Sud No Euro”.
    Basterebbe riflettere che la risposta conclude elaborazioni del pensiero di Amodeo del tutto corrette e che, alla fine, come Esposito e come me,,. condividiamo sui principi dell’equità e dei diritti e che è meglio condividere per mediare con un potere che può essere modificato se espressione di molti. E questo ci accomuna oltre le differenze, e siamo in 4, considerando che anche Salvatore Tamburro, oltre le singolarità che esprime come individuo, mostra di voler partecipare per condividere in senso maieutico la costrizuine dialettica di un’ipotesi di cambiamento. .
    Quale conclusione? Come si fa ad essere più di quattro nel rispetto reciproco delle capacità singolari per essere in 5 e poi di più: per cambiare. Amodeo sa che contarci per contare è cosa buona. Per favore, idee per stare insieme, il perchè è cosa nota a tutti, sul serio, e raccontarlo non fa altro che accescare sfumature di grigio sull’uniformità del nero. Buona vita e un passo indietro per farne due in avanti.

  4. Non ricordo bene dove scrive Marco Esposito …ma ho l’impressione che sia poco informato e quindi non molto interessante da leggere..al contrario di Francesco Amodeo che seguo costantemente..e che ringrazio..
    ..Come uomo del nord posso testimoniare che incessantemente qui a Piacenza una miriade di aereoplanini diffondono e lasciano le loro striscioline in cielo .ogni giorno..Io personalmente ho decine e decine di foto di questo simpatico e misterioso evento…A giorni le scie sono talmente originali da formare bellissimi arabeschi e quadri stilizzati.Peccato che gli autori di questa arte moderna non vogliano rivelare …nonostante interpellanze e curiosità collettiva la natura e la composizione delle sostanze diffuse per creare quest’arte…..Anche quei poverini di Wikipedia cosi bisognosi di aiuto ..tanto da sentirsi nella necessità di chiedere l’obolo …a volte oberati come sono ..di soverchianti impegni..non hanno la possibilità materiale di dare delle risposte convincenti…e magari si accontentano di abbozzare qualche informazione alla buona..Certe volte poi tacciono o addirittura consigliano di non trattare certi nomi …come ad esempio quello ..(il nome ) della Dr, Judy Wood…O a volte capita che Wikipedia non é abbaztanza fortunata da trovare estensori sufficentemente informati da parlare in modo esaustivo e convincente di un gigante come Tesla..Vai a capire..!!!..certi informatori.

  5. è evidente che cerchiamo sempre quel che ci divide e mai quel che ci unisce. Una piccola riflessione: per quel che avviene nelle discussioni in rete, è evidente che se provo a commentare, comunque genero in qualcuno una divisione e allora non potremmo mai più trovare ragioni per un cambiamneto indifferibile. Eppure, se chiedessimo: da cittadino, vuoi il cambiamento? Chi risponderebbe NO? Allora, se si conviene, non resta che una strada obbligata: contare per contarci, oltre le differenze sul come, affinchè la sovranità popolare possa affermare in democrazia la capacità di mediare per cambiare: basta mandare tutti a casa alle prossime elezioni e usare questo tempo per decidere che è meglio trovare le ragioni (macro) per unirci, lasciando a ciascuno, dopo, di esprimere le sue singolarità sull’obiettivo comune. Amodeo ha ragione, in pieno, ma non sul metodo che usa. Peccato che sia un’autentica risorsa e se si ponesse al servizio di una “federazione di mevimenti” nel senso della “Rete di Reti”, allora su regole semplici e primarie costantemente aperte, le “di reti” (quella di amodeo e di tutti gli altri) come nodi del “nodo” espressione della “federazione”, potrebbero mettere a punto azioni per le scie chimiche e…
    Poi, come nodo di una potenziale “di reti”, porrei la questione centrale (verità relativa, come quella di Amodeo, se ci siamo compresi sul senso del mio intervento) del riferimento costante alla Costituzione e affronterei due temi: revisione del sistema fiscale (www.articolo53.it) e del sistema finanziario.Buona vita.

  6. Pingback: L’Unione Europea spiegata ai giornalisti prezzolati. -

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...