Sud No Euro: Le prove del golpe finanziario. Intervento di Amodeo

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CHI SIAMO:
Siamo un gruppo di attivisti del Sud da anni presenti sul web e nelle piazze contro le politiche di questa tirannica Unione Europea. Da sempre in prima linea nel denunciare i danni che la moneta unica – ed i vincoli economici da essa dipendenti – arrecano ai paesi del Sud Europa, alle Regioni, ai cittadini e al concetto di democrazia.
Perseguiamo il rilancio dell’economia, mediante l’uscita dall’Euro-zona ed il riscatto delle regioni del Sud attraverso la difesa delle autonomie e la valorizzazione dei territori.
Consapevoli che il ritorno alla sovranità monetaria e politica, sia l’unica via di salvezza abbiamo deciso di mettere insieme un gruppo di persone della società civile che si sono distinte per il loro attivismo e per la loro competenza nel corso degli anni e che oggi ritengono che il momento della delega sia finito e sono pronti a scendere in campo.
Partendo dal basso, Comune per Comune, Regione per Regione ci proponiamo come forza di governo per evitare che politici imposti dal cartello finanziario speculativo possano decidere le politiche del nostro paese a danno dei cittadini e a favore degli interessi delle organizzazioni sovranazionali che essi rappresentano. Partiamo dal Sud per evitare che i vecchi partiti usino tali urgenze solo come slogan elettorali per conquistare gli elettori di quei territori dei quali hanno sempre ignorato e contrastato gli interessi.

Nel logo sono rappresentati i punti di forza del nostro Meridione e le azioni prioritarie da realizzare insieme per favorirne il riscatto.
Un cerchio giallo a simboleggiare il sole uno sfondo blu che simboleggia il mare. Beni inalienabili del nostro Sud.
Il “No Euro” come principio imprescindibile per tornare liberi e autonomi.

La nostra carta dei valori:

1)Esclusione da incarichi di governo per quei politici che hanno fatto parte di organizzazioni sovranazionali che hanno finalità dichiaratamente contrarie agli interessi delle democrazie e delle costituzioni nazionali.

Annullamento di tutti i trattati, leggi o riforme, firmate, proposte o messe in essere da governi e politici che sono o sono stati membri di queste organizzazioni.

2) Ripristino dei principi costituzionali originari che sanciscono la Sovranità Popolare e
disciplinano la tutela del lavoro e del welfare.

3) Ritorno alla sovranità monetaria: Lo Stato italiano deve tornare ad emettere la propria moneta, non convertibile e con cambio
flessibile rispetto alle altre valute, per supportare il raggiungimento degli obiettivi di politica economica nazionali descritti nei punti successivi.

Va rigettato il principio del “pareggio di bilancio” introdotto nell’art. 81 ed in altri articoli
della nostra Costituzione: lo Stato deve essere libero di perseguire politiche di spesa in
deficit, quando necessario per il raggiungimento e successivo mantenimento dell’obiettivo della piena occupazione, in coordinamento con la politica monetaria perseguita dalla Banca Centrale.

Va ripristinata la situazione pre-divorzio del 1981 fra Banca Centrale e Ministero del Tesoro, il che significa nazionalizzare la Banca d’Italia ed avere una banca pubblica al servizio
dell’economia reale e dei piani di investimento atti a far crescere l’economia e fornire beni e
servizi alla collettività.

Va prevista la reintroduzione della legge sulla separazione bancaria, che separi banche
commerciali e banche d’affari (speculative), per tutelare i risparmi dei cittadini e l’esigenza
di credito da parte delle imprese che operano nell’economia reale.
L’obiettivo è di introdurre una legge bancaria sullo stile del Glass-Steagall Act che, appunto,
miri ad introdurre misure per contenere la speculazione da parte degli intermediari finanziari. La ratio di tale provvedimento sarebbe quello di evitare che il fallimento
dell’intermediario comporti altresì il fallimento della banca tradizionale, impedendo di fatto
che l’economia reale venga esposta al pericolo di eventi negativi prettamente finanziari
(come è accaduto nel 2007 con la crisi dei mutui sub-prime).

Ai debiti si applicheranno gli articoli 1277 e 1278 del Codice Civile. I debiti contratti in
Italia (a prescindere se con controparte estera o italiana) verranno convertiti nella nuova
valuta nazionale.

4)Recesso dai Trattati europei lesivi della sovranità e sottoscritti senza legittimità e senza
consenso popolare.

5) Rimodulazione del debito pubblico per la quota che riguarda gli organismi finanziari internazionali, tenendo conto che quanto già pagato fino ad oggi di soli interessi è illegittimo.

6) Lotta agli illeciti bancari a danno di imprenditori e privati cittadini.

7) Avvio immediato di un piano di opere pubbliche e di rilancio del comparto industriale.

8) “SUD NO EURO” sposa la politica fiscale della flat tax. E’ per l’ Abolizione della legge Fornero e del sistema usuraio di Equitalia; per l’abolizione degli studi di settore e del limite all’uso del contante.

9) Diciamo Stop alle privatizzazioni gestite da affaristi, sia italiani che stranieri, che finora hanno esclusivamente pensato al profitto personale; l’Italia dovrà riprendersi tutti gli assets strategici che finora ha dovuto cedere ai lobbisti internazionali e a danno del popolo italiano.

Chiediamo la rinegoziazione di tutti gli stipendi dei manager pubblici e adozione di soglie massime.

Tagli sulle maxi-pensioni e tetto massimo fissato.

10) Riforma della giustizia; separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti; fine dell’automatismo della carriera; Responsabilità civile e disciplinare del giudice;
Certezza della pena; Ripristino delle pene abolite per i reati minori.

11) Tutela del Made in Italy
Obbligo giuridico di menzionare nelle etichettature il luogo geografico di svolgimento delle lavorazioni o la tracciabilità di filiera nel caso di prodotti agro-alimentari. Stessa cosa per i prodotti regionali.

Rigide politiche di protezionismo dei mercati nazionali dalla concorrenza di chi sfrutta la forza-lavoro.

Rilancio dell’agricoltura come economia primaria; sostegno al consumo dei prodotti alimentari territoriali. Contrasto alla
produzione, al commercio e all’utilizzo di OGM.

Contrasto al TTIP. Incentivi alle energie
alternative.

13) Fermare l’immigrazione incontrollata e regolamentarla tenendo conto delle reali possibilità di accoglienza e inserimento, sia per quanto riguarda le dimensioni fisiche del territorio, sia per quanto attiene le oggettive capacità occupazionali del paese.

14) Rispetto e ripristino delle autonomie territoriali, delle identità e delle tradizioni.
Siamo a favore delle autonomie e rispettiamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Beni e servizi di interesse nazionale o dati in concessione non possono essere ceduti a
multinazionali, a cittadini stranieri e ad organismi finanziari.

Turismo e agricoltura devono costituire i capisaldi dello sviluppo futuro del Sud.

15) Riforma del sistema di comunicazione mirata a contrastare la stampa e i media controllati e manipolati per gli interessi dei singoli editori e dei poteri forti.
Realizzazione di un’informazione libera, completa e plurale.

16) In attesa della realizzazione di tali punti, le politiche regionali dovranno tenere conto dei reali ed urgenti interessi dei cittadini e dei propri territori e non delle richieste e dei vincoli di organismi sovranazionali.

La nostra battaglia:

Siamo consapevoli che l’Italia, in quanto paese del Sud Europa è vittima di un golpe finanziario.
Le politiche economiche italiane non sono più decise a livello nazionale.
Siamo sotto ricatto dei potentati finanziari che tengono il nostro paese in scacco con “armi” che portano il nome dì default, spread, debito pubblico e che minacciano dì fare esplodere da un momento qualora ci rifiutassimo dì sottostare ai loro diktat.
Il Parlamento, e più in generale la politica nazionale, e’ stata completamente esautorata. Nessuna decisione dì politica economica, dì bilancio o sociale può essere presa a livello nazionale se non concordarla o addirittura imposta da Bruxelles.
A decidere per l’Italia sono il Fmi, la Bce e la Commissione europea (Troika), organismi composti da personaggi sconosciuti e mai eletti dai cittadini europei.
Dietro queste organizzazioni dì facciata ci sono le più controverse lobbies del cartello finanziario speculativo che mirano a:
• La distruzione degli stati nazionali
• La spoliazione delle sovranità’ (da quella politica a quella monetaria a quella alimentare)
• Il trasferimento dei poteri decisionali nelle mani di una oligarchia che si prefigge dì annientare il concetto dì democrazia in quanto rappresenta un limite ai propri obiettivi.
• I Trattati europei come il trattato di Lisbona, il fiscal compact, il pareggio dì bilancio, il Mes, il semestre europeo, il six pact e tutto quanto previsto nella riforma dì governance economica dell’Ue tolgono ogni potere agli stati nazionali ed inchiodano in maniera irreversibile i cittadini all’austerity e a uno stato dì crisi permanente funzionale agli interessi del cartello finanziario.
Tutto questo e’ stato promosso e reso possibile con l’uso sistematico di politici provenienti da alcune organizzazioni che hanno un’influenza enorme sui nostri governi ma sono sconosciute al grande pubblico grazie al controllo che hanno dei media nazionali ed internazionali. Esse come veri e propri governi ombra:
Selezionano, indottrinano e impongono ai governi dei tecnici da essi dipendenti.
Dirigono le politiche dei governi fantoccio.
Preparano e impongono i trattati da firmare, palesemente sbilanciati a favore dei potentati finanziari e delle multinazionali ai danni dei popoli e delle democrazie.Siamo chiamati ad avere come priorità la liberazione del paese dal controllo di questi potentati finanziari e al ripristino della sovranità.

http://www.sudnoeuro.it

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9 thoughts on “Sud No Euro: Le prove del golpe finanziario. Intervento di Amodeo

  1. programma eccellente che sottoscrivo pienamente, anche perchè è da molto tempo che sto portando avanti alcuni dei punti sovraesposti

  2. Completamente d’accordo, questa non è più una guerra tra nord e sud, solo insieme, dicendo la verità, possiamo vincere contro quei gruppi che mirano solo al profitto passando sulla pelle delle persone, Un abbraccio Massimo da Milano

  3. Non è possibile non concordare . Evviva la riscossa per la liberazione del paese , che parte dal sud , generosa terra che ha dato i natali a tanti uomini eccezionali,sia per intelligenza che per coraggio !
    Mi auguro che l’anelito alla liberazione dal giogo e dallo sfruttamento dei poteri forti,
    risalga la penisola fino al nord , come una fiamma che accenda gli animi svegliandoli dal torpore .
    grazie di esserci .
    Giovanna , fiera del mio 50% di napoletanità

  4. INDIPENDENZA, sono 154 anni di saccheggio, prevaricazione, umiliazioni, offese. Riconquistiamo l’indipendenza perduta nel 1860, riconquistiamo la sovranità goduta per 700 anni, Napoli è stata capitale e città stato per 1200 anni ed ora?!

  5. bellissimo e mi associo in toto. c’è un piccolo neo nella cosa. e spero che tutto non resti un sogno nel cassetto per l’irresposabilità, l’egoismo e il disinteresse di quello che chiamiamo popolo italiano

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