Sono napoletano, potrei appoggiare Salvini e non smetterò mai di oppormi alla Lega nord.

lega sud

Le regionali sono alle porte ed il sud ancora una volta non è preparato ad offrire un’alternativa alla classe politica che ha distrutto l’economia ed il tessuto sociale delle nostre regioni.

Non solo non ha costruito l’alternativa ma ha addirittura rinforzato i propri carnefici che oggi si propongono a carte mischiate come alternativa di se stessi.

Il Movimento Cinquestelle che rischia di implodere a livello nazionale non è mai decollato qui al Sud dove i cittadini per lo più ancora si orientano verso i media tradizionali per avere informazioni rendendosi facili burattini di un sistema che quei media li monopolizza.           A questo si aggiunge che i pentastellati stessi hanno fatto di tutto per ridimensionarsi. Dove potevano sbagliare hanno sbagliato. Dove potevano rimediare lo hanno fatto troppo tardi. Sono nati come Movimento che inglobava il voto di protesta contro il sistema ed ora si sono trasformati in un serbatoio di voti per i partiti del sistema stesso avendo ribaltato la protesta al loro interno. Dovevano mandare tutti i vecchi politici a casa e invece, ironia della sorte, li hanno spinti tutti insieme al Governo tranne poi mandare a casa una ciurma dei loro stessi parlamentari. Tante cose buone le hanno fatte, anzi tantissime, ma se le sono raccontate tra di loro ai meet up senza farle sentire a nessuno seguendo il diktat suicida del “No alle Tv”. Oggi al Sud non possono quindi essere considerati l’alternativa utile. Votarli sarebbe cosa buona e giusta ma poco rilevante nella sostanza su scala regionale.

I movimenti meridionalisti, invece, sono fermi al palo ancora a rimpiangere i Borboni e a prendersela con Mazzini e Garibaldi (giustamente) ma con delle tesi anacronistiche ed una spinta reattiva che giunge con oltre 150 anni di ritardo rispetto ad un mondo globalizzato ed un Europa Unita tenuta insieme dal filo spinato che ha reso questo paese un paese del Sud Europa colonizzato da quei paesi del nord (Germania in testa) seguendo la stessa prassi e le stesse modalità con cui le regioni del nord italia colonizzarono a suo tempo le regioni meridionali. Oggi noi siamo colonie di una colonia. I meridionalisti non se ne sono accorti. Inseguono Garibaldi e ignorano Juncker, accusano Mazzini ma lasciano passare Draghi. Vogliono liberare le regioni del sud dalla gabbia italiana ma ignorano che questo non li porterebbe alla libertà bensì a sbattere in delle sbarre ben più grosse perché il carceriere della sovranità e della libertà oggi si chiama Europa e non Italia. Oggi i meridionalisti vecchio stampo, al Sud non possono essere considerati l’alternativa utile. Votarli sarebbe cosa buona e giusta ma sarebbe un voto ideologico poco rilevante nella sostanza.

Poi c’è Forza Italia ed i suoi alleati che dal centro-destra sono passati al centro-e basta  per poi diventare stampella della sinistra. Loro alle regionali ripropongono tutta la vecchia guardia come se in questi anni li avessero ibernati. L’unica ragione per votarli in Campania sarebbe quella di premiare Caldoro che è stato un ottimo presidente di regione, forse uno dei migliori ma se il commissario di bordo, per quanto esperto ed onesto, ha come comandante uno che ha il vizio di fare inchini per i propri interessi, prima o poi la nave può arenarsi negli scogli e affondare anche contro il suo volere.

Poi c’è il Pd, ossia i referenti del cartello finanziario sovranazionale che ci hanno tolto tutto sottraendoci sovranità e dignità mettendo il nostro paese in svendita al mercatino dell’usato e che quindi non andrebbero neanche nominati.

Ed infine c’è Salvini che presenta al sud un partito nuovo. Quello che non meridionali non siamo stati in grado di creare e che dobbiamo importare dal nostro principale antagonista che oggi ci viene a chiamare perché abbiamo un nemico comune che è la priorità per entrambi.

Per me Salvini in Italia ha sempre rappresentato l’antagonista, non voglio essere ipocrita come tanti qui al sud che ora lo sostengono. Per me rimane quello della Lega nord formata in maggioranza di personaggi che vedrebbero di buon grado un sisma dalle nostre parti tale da spaccare in due la penisola facendo arenare le nostre regioni sulle coste dell’Africa. Salvini è quello del “terremotati che col sapone non vi siete mai lavati”.  Salvini è quello che odiava il Sud, parliamoci chiaro, ed avrebbe continuato ad odiarlo se non si fosse svegliato una mattina rendendosi conto che sono diventate Sud anche le sue regioni; che è diventata colonia anche la sua aria geografica e che c’è qualcuno più al nord che sta distruggendo l’economia del settentrione perché ai loro occhi sono anch’essi terroni che non lavorano abbastanza, che non pagano abbastanza e che sono corrotti e spreconi. Cazzo questa si chiama legge del contrappasso. Ci siamo tolti una bella soddisfazione.

Ma ora passiamo alle cose concrete: Salvini poteva essere considerato un nemico del sud quando non combatteva contro una moneta che ha distrutto soprattutto l’economia del meridione; quando non combatteva contro una Unione Europea tirannica perché frutto di un golpe del peggior cartello finanziario. Salvini era un nemico dei meridionali quando non combatteva contro l’invasione di immigrati che arrivano diretti sulle coste del sud per poi invadere i quartieri e le periferie delle nostre regioni.

Oggi Salvini non è un nemico, oggi Salvini è un’opportunità se riusciamo ad intercettarlo. Se lo lasciamo fare da solo potrebbe venire al sud fare il pieno dei voti di protesta di chi è contro l’euro, contro l’Europa, contro l’immigrazione selvaggia e poi scappare via con il bottino e riversarlo nei caveau della Lega. Noi meridionali questo non possiamo permetterlo e per evitarlo dobbiamo esporci e fare da garanti. Se il treno Salvini oggi va nella stessa direzione in cui dovremmo andare noi ma siamo ancora a piedi; noi su quel treno dobbiamo saltarci su e prendere il passaggio perché non c’è tempo per costruire la nostra carovana e metterci in moto da soli. Salvini ha già un “esercito” organizzato, ha già il riflettore puntato dei media, ha già alleati sovranazionali del calibro di Le Pen, ha già una percentuale di voti che gli permette di incidere realmente su quelle battaglie che sono vitali anche per noi. Non è lui che sfrutta noi venendo al sud siamo noi che approfittiamo di questa chance per creare il partito di cui abbiamo bisogno. Se vuole i voti del sud deve far salire a bordo persone che ci rappresentano davvero così se un giorno dovesse rimangiarsi la sua parola e tornare con i vecchi compagni di merenda noi avremo già il nostro cavallo di troia dentro la fortezza. Il partito che Salvini vuole formare al sud deve essere formato da esponenti del sud, per rendere la sua scelta irreversibile e non da gente dell’ultima ora ma da attivisti ed esponenti della società civile che in questi anni si sono esposti sul territorio e per il territorio. La Lega deve avere ben chiaro il concetto che ciò che prende al sud è nostro e non loro.

Ma detto questo lasciatemi dire che non si può continuare a giustificare chi ancora qui al sud se vede Salvini per strada lo insulta perchè per anni ha fatto gli interessi della sua area geografica anche quando questi interessi, per ovvie ragioni, erano in contrasto con quelli delle nostre regioni.
Non possono fare i moralisti gli stessi che permettono ancora a Bassolino di organizzare manifestazioni pubbliche e guidare indisturbato addirittura la protesta dei lavoratori. Quei lavoratori del sud che lui ha condannato alla miseria, distruggendo l’economia di una regione, lasciando dilagare clientelismo, criminalità e degrado dopo essere stato commissario ai rifiuti in una città in cui i rifiuti hanno ucciso più della camorra.
Non è possibile giustificare ancora quelli per cui il cattivo è Salvini che faceva gli interessi del Nord al Nord. E non la nostra classe politica regionale che distruggeva gli interessi del Sud al Sud con la complicità di tutti.

Il napoletano non può ancora essere giustificato se per decenni si è tenuto in casa Iervolino, Bassolino e compagnia cantante e solo ora ha imparato a scendere nelle piazze a gridare “vai via”. Io non ci sto. Certo abbiamo le nostre ragioni a prendercela con il leghista di turno ma non la considero più dimostrazione di dignità e di orgoglio se fatta da rappresentanti di quelle regioni che tutto il resto lo subiscono in silenzio senza organizzarsi, senza ribellarsi. Questa ipocrisia non fa parte della mia persona e sono sicuro che non faccia parte neppure della mia città ne della mia gente.

A restare a guardare passivamente Io non ci sto e se per difendere la mia regione devo sporcarmi le mani. Non sarà il fango a fermarmi.

Francesco Amodeo

L’importante in Europa è che c’è la leva.

Povera-Patria

“ Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”.                                                                                                                                   Per Romano Prodi l’Italia avrebbe fatto leva sulla moneta unica per accrescere la propria economia. La leva fallì.

“Non c’è un Paese che abbia, come l’Italia, tanto da guadagnare nella costruzione di una moneta unica…e abbiamo moltissimi imprenditori piccoli e medi che quando davanti ai loro occhi si spalancherà il grandissimo mercato europeo, sarà come invitarli a una vendemmia in campagna. E’ impossibile che non abbiano successo il mercato della moneta unica sarà una buona scuola. Ci troveremo bene”                                                Per Enrico Letta l’Italia avrebbe fatto leva sull’Unione Europea e sul libero mercato per accrescere le proprie esportazioni.  La leva fallì.

“Stiamo assistendo al grande successo dell’euro e la manifestazione più concreta di questo successo è la Grecia”                                                                                             Per Mario Monti la Grecia avrebbe fatto leva sull’esigenza di mettere i conti in ordine per arrivare poi alla crescita economica. La leva fallì.

Il presidente della Commissione europea Juncker ha promesso investimenti per 300 miliardi di euro ma oggi si scopre che in realtà di miliardi disponibili ce ne sono solo 21. Ed è a questo punto che viene chiamata in causa la leva, quella che mediante un moltiplicatore finanziario dovrebbe portare alla cifra dei 300 miliardi promessi.                      I soldi non ci sono ma c’è la leva. Quella che gli italiani ancora una volta hanno preso in quel posto.

Francesco Amodeo

Prossime regionali: Unica scelta possibile è tra Lega e Cinquestelle. Ma la Lega sta facendo meglio.

2718899-salvini_grillo

L’Italia è col cappio al collo, il tempo stringe esattamente come la corda alla gola degli italiani stretta tra le mani di una minoranza di sicari della politica appartenenti al clan del Pd che riuscendo a manipolare la maggioranza della minoranza che va a votare riescono a trovarsi al governo di questo paese pur essendo espressione di una minoranza al quadrato.

Intanto la vita di milioni di persone è consegnata nelle mani di un cartello finanziario formato da organizzazioni sovranazionali che hanno il compito di sacrificare la sovranità degli stati e la vita dei cittadini sull’altare del profitto in nome del Dio denaro da essi stessi creato e poi fatto sparire.

In questa fase non servono i complottisti fobici. Quelli che vedono il marcio ovunque, per i quali sono tutti massoni, tutti parte del sistema, tutti gatekeeper, tutti infiltrati. Quelli che partendo dal mondo di merda in cui viviamo non conosco vie di mezzo ne miglioramenti progressivi ne tappe intermedie per contrastare un sistema radicato da millenni ma hanno come unica soluzione quella di dare immediatamente la moneta in mano al popolo, l’esercito in mano ai boy scout, la Nato in mano ai play-mobil, ludoteche al posto delle banche, il ritorno al baratto, macchine che camminano ad acqua ed uno stato con 60 milioni di parlamentari collegati tra di loro con 60 milioni di computer. Sono quelli più amati e supportati dal sistema stesso perché non concludono un cazzo, smanettano su un computer con degli pseudonimi da guerre stellari alla ricerca dell’infiltrato del sistema da smascherare. Niente politica. Niente proposte. Niente di niente.

In questa fase non servono neanche i fondamentalisti grillini che dai complottisti fobici hanno ereditato quasi tutto ma in più ci aggiungono una forte dose di ipocrisia che li spinge a vedere con attenzione maniacale il marcio che c’è all’esterno diventando però miopi verso quello che hanno in casa. Sono quelli per cui se va Letta al Bilderberg è un massone deviato del cartello finanziario se invece va Casaleggio all’Ambrosetti ci va per tenerli sott’occhio. Sono quelli che fino a tre mesi fa si volevano tenere l’euro ma volevano stracciare il fiscal compact ignorando che il fiscal compact ce lo impongono proprio perché siamo schiavi di una moneta non sovrana. Sono quelli che hanno voluto l’abolizione del reato di immigrazione clandestina e poi però poi smanettano su internet denunciando un piano (con molte probabilità veritiero) che si prefigge di creare in Italia un popolo di meticci che sostituisca quello italiano. Sono in continua contraddizione con se stessi perché dicono sempre tutto ed il contrario di tutto. Sono quelli che accusano Claudio Borghi di essere andato con la Lega ma non si sono mai chiesti perché il noto economista non sia stato fatto diventare parte integrante del Movimento al quale inizialmente ha dato supporto assoluto. Sono quelli che propongono Bagnai e Rinaldi alla presidenza del consiglio però poi accettano che lo stesso Rinaldi venga escluso dalle candidature penta stellate solo perché non è iscritto al movimento fin dalla notte dei tempi. Sono quelli che accusano Paolo Barnard di dire parolacce ai grillini e non si sono mai chiesti come mai il miglior giornalista d’inchiesta promotore di una teoria economica che (giusta o sbagliata che sia) è la più votata sul loro stesso blog, sia stato allontanato dai leader del movimento.  Sono quelli che non si chiedono come mai si sia aspettato di perdere le elezioni europee prima di dichiarare la volontà di uscire dall’euro pur sapendo che questa inutile attesa avrebbe fatto perdere tempo e soprattutto consensi.

Oggi al paese servono i Cinquestelle pensanti (per fortuna sono tanti)  ma che sono purtroppo vittime della frangia estremista del loro stesso Movimento che da mesi fa di tutto per perdere consensi. Servono quei pentastellati con i contro coglioni che purtroppo si vedranno il movimento implodere tra le mani se non saranno in grado di imporsi ed emergere.

Sono quelli che devono capire che nella battaglia contro l’euro devono unirsi con chi di quella battaglia ha fatto per prima la loro bandiera. Il mondo antisistema o si unisce o si autodistrugge. Non può esistere la Lega, il cinque stelle, i sovranisti o si crea una sinergia o si resta irrilevanti. Ma per fare questo bisogna una volta per tutte smetterla di lasciarsi ipnotizzare dalle sirene incantatrici della frangia dei complottisti fobici o di quella dei fondamentalisti a cinque stelle. Per combattere il sistema, nel sistema bisogna penetrare, passando per il fango mettetevelo bene in testa. I nemici si contano oggi per quello che vogliono fare domani e non per quello che hanno fatto ieri. Altrimenti sono tutti nemici e bisogna solo battere in ritirata. Nessuno è perfetto. Ma ora dobbiamo diventare operativi, salvare il salvabile. Unire ma non dividere. Dobbiamo essere perfettibili ma non perfetti perchè non c’è tempo per guardare al dettaglio che non ci piace della scialuppa di salvataggio di un paese che affonda.

Io mi rivolgo ai Cinquestelle, quelli che si sono dimostrati dei veri cani da guardia in Parlamento e mi rivolgo alla Lega che oggi porta avanti molte delle mie istanze. Da soli la battaglia contro l’euro non si vince.

Poi mi rivolgo ai fobici e ai fondamentalisti ed a loro do una brutta notizia: La Lega è stato l’UNICO partito a votare contro Fiscal Compact e Mes; è stato l’UNICO partito a subordinare il si al trattato di Lisbona ad un referendum confermativo (scoprendo quindi che purtroppo il referendum era una presa in giro. Cit. Borghi)) ed è stato L’UNICO partito in parlamento a contrastare Monti . E’ stato un parlamentare europeo della lega l’unico a farsi picchiare e arrestare fuori ad una riunione del Bilderberg ben diverso dalle passerelle in giacca e cravatta fatte poi anni dopo da altri parlamentari “anticasta”. Rammento che l’informazione politica sull’Euro fino a prova contraria l’hanno iniziata in questo paese il trio Borghi/Rinaldi/Bagnai e si è poi concretizzata solo con la Lega e il bastaeurotour di Salvini. Di cazzate ne hanno fatte e dette una miriade negli anni un po’ come tutti, ma su certe cose va fatta chiarezza.

A me personalmente non fa impazzire quello che è diventato il Cinquestelle oggi, ne mi fa impazzire quello che era la Lega fino a ieri. Non sposo in pieno neanche l’operato degli economisti anti-euro che hanno lasciato incompleta la loro battaglia denunciando l’arma del delitto ma  tacendo sugli assassini della democrazia e delle sovranità. Ma oggi non abbiamo nient’altro tra le mani ed io sono un concreto, non un utopista. O ci affidiamo a quello che c’è di buono in questi partiti o facciamo emergere quanto c’è di buono in questi movimenti o restiamo ancorati al sogno del movimento sovranista e anti-sistema, che arrivi sul cavallo bianco consegnandoci la sovranità, le chiavi dei caveau delle banche, e la stampante per fare la nostra moneta ed intanto lasciamo che nel mondo reale i soliti noti si gestiscano il potere con un paese che viene invaso, aziende che chiudono, imprenditori che falliscono, lavoratori che si suicidano e famiglie che vanno sul lastrico. Io non ci sto. Ho solo bisogno di vedere se i Cinquestelle pensanti saranno in grado di imporsi con una linea propria che prescinda dai leader e dai fondamentalisti o se la Lega sarà in grado di rinnovarsi abbandonando la matrice nordista ed i vecchi legami col sistema. Tutto il resto è noia.  Mi perdonino i fobici ed i fondamentalisti.

Francesco Amodeo

 

Nel libro “La Matrix Europea” feci un appello a Grillo: Ora la realtà mi da ragione ma si è perso un anno e le elezioni europee.

Grillo Referendum sull Euro

Appello a Grillo: chi rimane nell’euro non può stracciare il Fiscal Compact.

Abbiamo tutti salutato con grande entusiasmo la nascita ed il successo elettorale del Movimento Cinquestelle. Finalmente persone per bene espressione del popolo che avevano la possibilità di entrare nei “palazzi del potere” per essere i nostri cani da
guardia e di questo le sono grato. La situazione per voi è stata difficile fin dall’inizio, chiamati a fare una scelta importante tra le uniche due opzioni possibili: rendere politica la vostra battaglia – il che vi avrebbe costretti a sporcarvi le mani entrando in contatto con un mondo sudicio – e stringere alleanze strategiche indispensabili per chi vuole incidere all’interno di scenari politici consolidati da decenni. Oppure optare per la battaglia ideologica, di principio, sicuramente meno efficace da un punto di vista puramente politico, se l’obiettivo era quello di cambiare il paese, ma senza dubbio più etica, più ammirevole e più in linea con lo spirito del Movimento da lei creato. Personalmente credo che in parlamento la battaglia debba essere politica altrimenti si può restare a fare opposizione nelle piazze con grandi risultati ed avrei preferito vedere delle mosse strategiche mirate a destabilizzare il sistema dall’interno e ad incidere politicamente facendo
saltare gli schemi, le larghe intese, i programmi ed i progetti dei vecchi partiti anche al costo di sedersi attorno ad un tavolo con i rappresentanti del “vecchio e del marcio”. Non posso, però, non applaudire alla vostra scelta di rimanere fermi sui vostri principi, irremovibili sulle vostre posizioni, rendendo nei fatti la vostra battaglia parlamentare una battaglia prettamente ideologica, senza mai vagliare l’idea di alleanze politiche strategiche o aperture al dialogo con chi quel dialogo non lo merita neanche nell’evenienza che il confronto col nemico potesse servire a neutralizzarne l’ascesa. (Meglio un Bersani oggi che un Renzi domani)
Le vostre scelte erano mirate a far sentire la vecchia classe politica sotto osservazione, a mostrare al paese le scelte spesso definite criminali, dei nostri politici che finalmente si vedevano sbattere in faccia le proprie gravi responsabilità. Siamo rimasti tutti incollati ai monitor del computer davanti ai memorabili interventi dei parlamentari a cinque-stelle che hanno riempito d’orgoglio tutti noi, togliendo qualche sassolino dalle scarpe agli italiani. Ma la vecchia politica purtroppo è andata avanti, usando la strategia e non l’etica, quella non l’hanno mai avuta altrimenti avrebbero camminato col capo chino incontrandovi nei palazzi. Non voglio insinuare che i cinque-stelle non abbiano inciso politicamente, che sia chiaro, non mi permetterei di sminuire il lavoro di ragazzi onesti e volenterosi che di cose ne hanno fatte e tante, ma se ci soffermiamo ad analizzare le questioni cruciali per il paese, dobbiamo prendere atto, che troppe cose non hanno funzionato. I rappresentanti della vecchia classe politica sarebbero dovuti andare tutti a casa ed invece grazie alle scelte etiche dei pentastellati si sono trovati, ironia della sorte, tutti insieme al Governo (mai i vecchi partiti avrebbero immaginato, se non ci fosse stato l’avvento dei cinque-stelle di trovarsi tutti insieme così compatti, concordi e blindati al Governo.)             Ai vecchi politici e ai poteri forti che li manovrano, interessa solo riuscire ad imporre indisturbati i propri burattini alla Presidenza del Consiglio (ci sono riusciti
altre due volte). A loro interessa riuscire ad avere ancora un Presidente della Repubblica che risponda ai loro diktat anche al costo di riconfermare quello uscente (ci sono riusciti). A loro interessa che tutti i trattati europei vengano firmati, che tutti i vincoli vengano rispettati e che le banche vengano ricapitalizzate con i soldi dei cittadini. Una volta che sono riusciti ad ottenere questo (e ci sono riusciti) conta poco se nel frattempo qualcuno gli fa le ramanzine in Parlamento, o si batte su un tetto per evitare la modifica di un articolo di una Costituzione ormai già completamente esautorata. Tutto fa gioco, tutto è funzionale ai loro reali interessi. Se la gente si sente rappresentata in parlamento non scenderà nelle piazze. Se i propri rappresentanti rinunceranno anche ai loro rimborsi, li devolveranno alle aziende e si adopereranno per smascherare il politico ladro o quello che nell’auto blu porta con se anche il fidanzato, allora non solo si sentiranno rappresentati ma saranno giustamente fieri e orgogliosi dei loro rappresentanti. Tutto perfetto. Tutto secondo i loro piani.
I Cinque-stelle dovevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno ed invece sono finiti in un barattolo sotto vuoto con un ruolo marginale in una opposizione costantemente censurata.
I vecchi politici, invece, nonostante fossero circondati da sentinelle salite persino sui tetti di Montecitorio, di battaglie ne hanno perse ben poche e anzi, a furia di sentirsi chiamare ladri c’hanno preso gusto abbassando definitivamente le maschere e facendo
sfoggio delle loro scelte criminali.
Non voglio che i parlamentari pentastellati si sentano responsabili per questo; hanno mantenuto i loro principi, la loro integrità, la loro moralità. Vanno ringraziati e sostenuti. C’è qualcosa però che ora non mi quadra. Nel parlamento europeo avete avuto accesso
al quartier generale, non dei criminalotti nostrani ma dei loro mandanti. I veri criminali. Coloro che muovono le fila di quelli con cui voi non avete mai voluto trattare. Quelli che c’hanno tolto tutto, che attentano alla nostra costituzione e alla nostra
democrazia. Quelli che hanno imposto i trattati che i burattini al nostro governo hanno dovuto firmare. Brutta gente, che ci si sporca le mani solo a guardarla. Era quindi logico credere, che se non avevate mai voluto trattare con i nostri farabutti, mai avreste pensato
di farlo con i loro mandanti. Ed invece qualcosa è cambiato. In Europa vi siete presentati con ben 7 punti alle trattative. Quelle trattative che non avete mai imposto a Bersani, quelle che lei non ha mai offerto a Renzi, nonostante fosse il desiderio di molti della
base del Movimento, che hanno spinto e votato per un vostro incontro.
Quelle trattative che gli integerrimi cinquestelle non hanno mai voluto fare con nessuno, le propongono adesso ai capi della cupola europea. La realtà è questa, caro Grillo, finché si usa la parola “abolire”, come nel punto 2 del vostro programma, non c’è bisogno di trattative, ma se si parla di adozione di eurobond la situazione cambia; vuol dire accettare il sistema monetario vigente ed essere costretti a trattare con tutti, ma proprio tutti. Dovrete ascoltare le loro condizioni, accettare le loro richieste. Dovrete, in pratica, fare tutto quello che non avete voluto fare con i fantozziani Bersani, Letta, Renzi con la giustificazione che rappresentavano un sistema che voi giustamente reputavate “criminale” e col quale non si può trattare senza diventare complici. Perché ora vi presentate con dei punti da sottoporre ai veri artefici di quel sistema stesso? la frase che va per la maggiore e che le ho sentito ripetere spesso è che “se non accettano i nostri punti andremo via dall’euro e dall’Europa”. Questo vuol dire che se invece li accettano diventerete complici dei “criminali”? Nei vostri punti in Europa si parla di richiedere “investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio”.Una richiesta del genere implica una trattativa proprio su quel fiscal compact che volevate stracciare. Avete sempre detto che quei vincoli sono una sorta di racket e cosa fate adesso, invece di prendere le distanze dall’estorsore gli chiedete uno sconto sul pizzo? ma così non diventate complici? Se lei vuole proporre una alleanza tra i paesi mediterranei, che è una bellissima idea, perché la inserisce nel programma delle europee per proporla in quei palazzi di Bruxelles, invece di parlarne direttamente con i paesi del mediterraneo? Quel tipo di alleanza deve essere funzionale
ad un piano di fuga dall’Europa, non può nascere in quella sede altrimenti diventa una sorta di associazione antiracket, utile solo a mettere insieme le vittime di uno stesso carnefice.
Cosa è cambiato nel Movimento? Perché non si è deciso di andare in Europa con un solo punto e cioè con la volontà di rescindere quei trattati europei firmati senza legittimazione popolare per favorire gli interessi delle lobbies finanziarie e sottrarre sovranità ai popoli. L’unico punto che andava proposto in Europa e che racchiude tutto, ma soprattutto che ribadisce la volontà di non voler trattare, di non poter discutere con quella gente, di non poter scendere a patti. Per coerenza con i principi espressi finora dai cinquestelle, in Europa mi sarei aspettato un “non programma”, proprio come il vostro “non statuto”. Non ci può essere trattativa con quei personaggi li a maggior ragione, se non la si è voluta con i loro discepoli in Italia. Il programma europeo dei pentastellati doveva essere racchiuso in un semplice slogan : In Europa per portarvi via da QUESTA Europa. Dove “questa”
avrebbe detto tutto. Avrebbe significato intrinsecamente l’Europa dell’euro, inteso come moneta debito da prendere in prestito e da restituire con interessi, avrebbe significato l’Europa del tirannico fiscal compact, dell’insensato Mes, del folle pareggio di bilancio,
dell’assurdo eurogendfor, del distruttivo Ttip, dell’anticostituzionale six pack. Ma anche l’Europa delle lobbies assolutiste della finanza speculativa, degli uomini imposti dal Bilderberg, dalla Commissione Trilaterale e da altri governi ombra. Tutto racchiuso in una sola parola senza bisogno di scendere nei dettagli, senza dare spazio a trattative. Bastava dichiararsi contro tutti i trattati imposti e firmati senza il consenso popolare e la legittimazione democratica. Perché le cose sono andate diversamente? dov’è finita l’ideologia, il principio che ha scandito ogni scelta dei pentastellati in Italia? avete scelto di sporcarvi le mani per diventare più efficaci? avete scelto che fanculo l’etica ora volete entrare nei parlamenti, fare alleanze anche da voltastomaco ma acquisire il
potere necessario per dettare anche voi le regole? Va bene, personalmente
mi trovate d’accordissimo ma allora dovete rivedere e aggiornare tutta la linea del Movimento. Se i vostri esponenti dovranno alzarsi in piedi in Parlamento semplicemente per fare la ramanzina al Presidente di turno, oppure lottare per migliorare qualcosa ma all’interno di quel sistema stesso, allora va benissimo che quel parlamentare venga scelto sulla rete tra gli iscritti, tra i registrati al blog o tra i fedeli perché così porterà la vera voce
del Movimento. Ma se, invece, avete deciso di andare in Europa per sedervi con quelle persone li, per trattare con quelle iene, per sbattere i pugni usando tecnicismi politici, giuridici e costringerli a cedere qualcosa come scritto nel vostro programma, allora avreste dovuto mettere un attimo da parte la fiabesca democrazia diretta e riservare almeno un 30% delle candidature a dei tecnici con esperienza e preparazione, per formare una squadra di guerrieri che non dovevano essere selezionati in base al numero di click sul vostro blog.

Il periodo è di estrema emergenza, la gente rischia di scoprire la truffa europea, il gioco rischia di saltare e l’Italia potrebbe avere un ruolo chiave per fare implodere l’euro sistema.
Dalla Francia stanno arrivando guerrieri guidati da una signora sanguigna che fa di cognome Le Pen eppure i francesi hanno avuto abbastanza da questa Europa; dall’Olanda stanno arrivando gli uomini di un folle di nome Wilders eppure anche l’Olanda ha avuto abbastanza da questa Europa; dall’Inghilterra stanno arrivando i guerrieri del mitico Farage, col quale per fortuna vi siete alleati, ma loro l’euro non ce l’hanno mentre voi sulla questione continuate a mantenere una posizione troppo ambigua, troppo
blanda. Io ho l’impressione che chi dice di voler stracciare il fiscal compact rimanendo nell’euro stia solo barando la partita.
Il Patto di stabilità e crescita (PSC) è un accordo, stipulato e sottoscritto nel 1997 dai paesi membri dell’Unione Europea, inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio pubbliche, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all’Unione Economica e Monetaria dell’Unione Europea (Eurozona) e cioè dare continuità al percorso d’integrazione monetaria intrapreso nel 1992 con la sottoscrizione del Trattato di Maastricht. In base al PSC, gli Stati membri che, soddisfacendo tutti i cosiddetti parametri di Maastricht, hanno deciso di adottare l’euro, devono continuare a rispettare nel tempo quelli relativi al bilancio dello stato, ossia: un deficit pubblico non superiore al 3% del PIL; un debito pubblico al di sotto del 60% del PIL. Questi sono i parametri che oggi rientrano nel Fiscal Compact e che sono stati resi ancora più restrittivi dal pareggio di bilancio.
Questo dimostra che il fiscal compact, altro non è che la serie di regole del “gioco euro”, al quale “noi” abbiamo chiesto di giocare.
E’ stata l’Italia a richiedere l’adesione all’eurozona non c’è stata imposta con i carri armati. Siamo “noi” che abbiamo deciso di adottare quei parametri impegnandoci a mantenerli per restare nella moneta unica. Siamo stati truffati nel 1992? senza dubbio.
Non sapevamo che questi fossero i risultati? Sono d’accordo. Ma allora dobbiamo abbandonare il gioco ora che abbiamo conosciuto le sue regole e ci siamo resi conto che non ci piacciono.
Non possiamo pretendere di rimanere in partita ma che siano le regole a cambiare. Queste regole non sono state imposte in un secondo momento, ma sono state messe nero su bianco prima che noi entrassimo nella moneta unica, ed è ovvio, che ci sarebbero
stati trattati e vincoli per fare in modo che tutti i paesi continuassero a rispettare il regolamento della partita alla quale avevano scelto di giocare. Non ci stanno più bene? i nostri politici ci hanno ingannati per far si che le accettassimo, nascondendoci la verità? perfetto ! allora dobbiamo uscire dall’eurozona. Punto.
Non ha senso dire “rimaniamo nell’euro ma stracciamo il fiscal compact”. E’ come se durante una partita di calcio, uno dei giocatori decidesse di continuare a giocare ma senza rispettare il regolamento calcistico e senza ascoltare l’arbitro solo perché si è reso conto che altrimenti perderebbe la partita. Non ha senso. Che andasse a giocare a tennis o a basket. Non può pretendere di continuare a giocare a calcio a patto che gli permettano di prendere il pallone con le mani.
Smettiamola di continuare a dire che il problema è il fiscal compact. Con l’euro siamo entrati in un gioco al massacro ed abbiamo accettato le regole di quel gioco per poi capire troppo tardi che non possono più starci bene. La soluzione unica è abbandonare la partita ed uscire dal campo senza se e senza ma. Non perda tempo. Non rischi di bruciare una campagna elettorale. Comunichi la volontà di tornare sovrani uscendo dall’euro. Chi dice il contrario vuole solo barare.
Lei Grillo, a che gioco gioca?

Tratto dal libro “La Matrix Europea” di Francesco Amodeo