Lettera di un napoletano al giornalista di Bloomberg: Il clan più spietato è il cartello finanziario.

Gentile giornalista di Bloomberg,

Mi chiamo Francesco Amodeo sono un blogger, giornalista pubblicista e autore del libro “La Matrix Europea” ma le scrivo semplicemente in veste di cittadino napoletano per rispondere al suo articolo che riguarda la mia città in riferimento alla riunione dei banchieri centrali che si svolge oggi nel capoluogo campano.

http://www.bloomberg.com/news/2014-09-30/draghi-takes-ecb-to-lond-of-gomorrah-as-naples-prays.html

Città che lei nel titolo definisce “Terra di Gomorrah” usando un termine più soft e cinematografico per lasciare intendere “Terra di camorra” (rendiamo grazie a Saviano).  Ho ragione di credere che lei sia italiano e prendo atto che nonostante la massiccia fuga di cervelli che ha investito il nostro paese, lei abbia deciso di lasciare qui da noi proprio il suo e di metterlo al servizio dello straniero con dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti.    Non mi dilungherò sul contenuto del suo articolo intriso di luoghi comuni e frasi fatte, le riconosco un tocco di originalità nella scelta di citare il miracolo di San Gennaro invece della solita “pizza e mandolino” ed un pizzico di confusione storica nella scelta di paragonare Napoli alla Grecia dando a quel paragone una valenza negativa, ignorando che quella greca è stata la culla della civiltà occidentale e che Napoli è stato un fulcro della cultura greca in occidente in quella che fu definita Magna Grecia. Era questo l’unico paragone possibile per chi è in buona fede o semplicemente informato.                                                                                                                           Voglio invece porre la mia attenzione su quelli che sono alcuni punti non toccati dal suo articolo ma indispensabili per non dare una visione distorta o incompleta della realtà. Riporterò in virgolettato alcune frasi del suo articolo: “Located in one of Italy’s poorest and most crime-ridden areas”. Non credo che Napoli sia collocata in una delle aree più povere d’Italia ma dato che lei menziona la nostra povertà in un articolo sul meeting dei banchieri centrali, le ricordo che i due eventi hanno una netta consequenzialità che forse è meglio che io le ricordi.                                                         Le maggiori banche centrali rappresentate al meeting di Napoli hanno quasi tutte tra i maggiori azionisti il gruppo che fa capo alla dinastia dei Rothschild.                                 Cosa c’entrano i Rotschild con Napoli ? Glielo spiego subito: “Cavour e i Savoia avevano messo in ginocchio l’economia piemontese, si erano indebitati verso i Rothschild per svariati milioni e divennero in breve due burattini nelle loro mani dovendo trovare il modo per ripagarli. Fu così che i Savoia presero di mira il bottino dei Borbone. La rinascita economica piemontese avvenne mediante un operazione militare espansionistica a cui fu dato il nome in codice di Unità d’Italia, un classico esempio di colonialismo sotto mentite spoglie. In realtà l’impresa di Garibaldi riuscì solo grazie ai finanziamenti dei Rothschild, con i loro soldi, infatti, i Savoia corruppero gli alti ufficiali dell’esercito borbonico che alla vista dei Mille batterono in ritirata, consentendo così la disfatta sul campo.” I fondi della massoneria (deviata) inglese, come documentato in diverse ricostruzioni storiche servirono anche a Garibaldi per acquistare a Genova i fucili di precisione, senza i quali non avrebbe potuto affrontare l’esercito borbonico. Tutto questo trova riscontro nelle parole dello stesso Cavour che In un intervento alla Camera del primo luglio 1850, quando ancora la sua carriera di ministro non era cominciata, descrive con franchezza la pensosa situazione finanziaria del regno sardo: “Io so quant’altri che, continuando nella via che abbiamo seguito da due anni, noi andremo difilati al fallimento, e che continuando ad aumentare le gravezze, dopo pochissimi anni saremo nell’impossibilità di contrarre nuovi prestiti e di soddisfare agli antichi”.                                                                                                                            Le finanze borboniche, invece, al momento della conquista godevano di splendida salute. Ed il sud fu perciò depredato del suo oro e delle sue ricchezze diventando quella landa di povertà che lei oggi descrive con molta enfasi.                                                   “…and most crime-ridden areas”: Senza dubbio a Napoli c’è una criminalità diffusa ma cerchiamo di analizzare da dove ha origine il potere della Camorra: “Con l’approssimarsi di Garibaldi a Napoli e lo spostamento di re Francesco II ed esercito a Gaeta, Liborio Romano, Prefetto di polizia passato alla fazione filounitaria, provvide ad inquadrare i malavitosi nella guardia cittadina, facendo in modo che i camorristi diventassero i “veri padroni” della città. Romano,massone e mazziniano assegnò alla camorra il compito di “corpo speciale di potere”: i delinquenti furono nominati poliziotti, “con tanto di coccarda”, e, in quanto polizia ufficiale, venivano stipendiati dallo Stato. Napoli fu consegnata nelle mani della camorra. Dunque, al fine di mantenere l’ordine all’arrivo di Garibaldi in città Romano provvide a far scarcerare i camorristi detenuti per ottenere un maggior appoggio.” Il tutto ovviamente avvenne sempre con la supervisione dei Rothschild che oggi inviano i propri dipendenti al meeting di Napoli.                           Io ho lavorato per anni per un quotidiano locale occupandomi di cronache di camorra, quindi quello che le dico, lo dico con cognizione di causa e con la piena conoscenza della piaga del fenomeno camorristico. Le assicurò però che nessun clan che opera in questa città è forte, organizzato, spietato, e capace di creare gli stessi danni di quelli causati dai membri del cartello finanziario che si riuniscono oggi nella reggia di Capodimonte. Analizziamo insieme come sono arrivato a questa conclusione: Lei scrive: “Criminal activity is among issues that distort the behavior of economic agents and market prices, reduce the effectiveness of government action, increase the tax burden on those who do their duty, and restrict productive investment and job creation”. Se come dice lei, le attività criminali della camorra fossero responsabili del calo della produttività, del calo degli investimenti, delle distorsioni dell’economia e dell’inefficacia delle azioni di governo, questi fenomeni dovrebbero riguardare solo la mia regione e qualche altra regione del sud. Invece le conseguenze di cui lei parla hanno poco o nulla a che fare con la camorra locale e molto invece a che fare con le azioni del cartello finanziario europeo come dimostrato dal fatto che esse non solo investono tutte le (ex ricche) regioni del nord Italia ma soprattutto gran parte delle nazioni del sud Europa.       Le distorsioni dell’economia si chiamano speculazioni finanziarie. L’inefficacia delle azioni del governo si chiama perdità di sovranità. La mancanza di investimenti si chiama fiscal compact e pareggio di bilancio. L’aumento delle tasse e il dilagare della disoccupazione si chiamano politiche di austerity. Come vede la camorra è una goccia in un oceano di scelte criminali da essa indipendenti ma operate in piena autonomia dal cartello finanziario.

Facciamo qualche esempio: Cosa fa la camorra ? La camorra è dedita al racket. In pratica presta i soldi a persone che non ne hanno ma che ne hanno un bisogno impellente per salvare la propria attività o per provare a crearsene una. Se i soldi non vengono restituiti, il camorrista punisce il debitore. Nel peggiore dei casi si è arrivati anche a veri e propri omicidi.                                                                                               Cosa fanno i banchieri centrali ? Negano il credito a persone che non hanno i soldi e che ne hanno un bisogno impellente per salvare la propria attività o per provare a crearsene una se non hanno la piena garanzia di poterlo recuperare (non rischiano mai di perdere il credito come fanno gli strozzini). Quando capita che lo prestano e non lo recuperano, l’imprenditore viene punito legalmente e gli viene tolto tutto quello che ha. Nel peggiore dei casi l’imprenditore si suicida.

Cosa fa la camorra ? Spesso falsifica i soldi. Gli euro falsi vengono venduti mediamente a 2.50 euro per ogni 10 euro. I falsari non sono proprietari della moneta, non hanno alcun diritto di dare un valore a della carta straccia, ne di stamparli ne di prestarli. Vanno perseguiti legalmente per questa attività.                    

Cosa fa la Banca centrale?: Crea moneta senza valore e non convertibile, in pratica carta straccia se non fosse la popolazione a dargli un valore convenzionale. La quasi totalità di questa moneta è addirittura virtuale, quindi viene creata moneta dal nulla. La banca centrale prende 10 euro più interessi per ogni 10 euro che emette. I soldi utili per ripagare gli interessi verranno a loro volta prestati con l’aggravio di ulteriori interessi generando di fatto un debito pubblico inestinguibile. Gli azionisti delle banche centrali private non sono proprietari della moneta, non hanno alcun diritto di dare un valore a della carta straccia, ne di stamparli ne di prestarli. Vanno perseguiti legalmente per questa attività.

Nb: Se i falsari della Bce usassero le stesse tariffe dei falsari napoletani per la creazione della moneta, l’Italia risparmierebbe 80 miliardi all’anno di interessi sul debito pubblico e potrebbe risolvere tutti i problemi di spesa pubblica senza politiche di austerity.

La camorra è responsabile mediamente di 60 omicidi all’anno. Si tratta quasi sempre di persone dedite al crimine.

Gli imprenditori che si sono tolti la vita a causa della crisi economica indotta dal cartello finanziario solo nel 2012 sono più del doppio. Si tratta quasi sempre di imprenditori che vantavano crediti nei confronti dello Stato.

Questo cosa vuol dire che la camorra va giustificata ed il cartello finanziario no ?             Non potrebbe mai essere questo il mio pensiero. La camorra è una piaga per la mia regione, va estirpata, combattuta e sbattuta fuori da Napoli.                                            Il cartello finanziario è una piaga per la mia regione, per il mio paese e per l’Europa intera. Va estirpato, combattuto ed i suoi membri sbattuti fuori da Napoli.                         Concludo augurandole una buona permanenza nella mia città. Spero assaggi la pizza lasciandosi cullare dal suono del mandolino così che potrà inserirli entrambi nel suo prossimo articolo sulla città.                                                                                                    

Porti i miei ossequi alla Regina. Mi saluti la patria dei Rothschild.

Cordialità,

Francesco Amodeo

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6 thoughts on “Lettera di un napoletano al giornalista di Bloomberg: Il clan più spietato è il cartello finanziario.

  1. se l usura la effettua il pesce piccolo,per es un privato o un appartenente al clan
    prima o poi l autorità e costretta ad intervenire
    mentre se l usura la effettua lo stato nelle sue amministrazioni o consociate
    e se lo effettua una banca o istituto finanziario?
    al momento possiamo dire che non vengono condannati
    esistono diversi percorsi nel processo penale?
    a voi la risposta

  2. Bellissima lettera, così capiscono che in Italia non siamo tutti grulli, come ci vorrebbe il mister Bean di Firenze!!!!!

    Inviato da iPhone

    >

  3. Grazie Francesco, condivido in toto il tuo ragionamento…. e per ricollegarmi ad esso aggiungo che uno dei 5 figli del patriarca Rothschild , Carl è stato mandato proprio a Napoli. Come sapete gli altri erano assegnati a Parigi, Londra, Vienna oltre che a Francoforte da dove originano. Questo per sottolineare che se uno dei rampolli della dinastia di “strozzini/banchieri” più importante d’Europa fu assegnato a Napoli è perchè Napoli era considerata la vera potenza industriale d’Italia..all’epoca infatti la capacità industriale del mezzogiorno, Napoli in testa, era superiore a quella del settentrione. A tal proposito consiglio a tutti quanti fossero interessati all’argomento di vedersi un video su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=P44hOSQulXk
    in particolare l’intervento del professor Nicola Zitara.
    Un saluto e un abbraccio dal “polentone” veneto.

  4. ciao Francesco, non mi cnosciamo perciò mi scuso se ttroverai un minimo di critiche, però potrai sempre renderle costruttive se vorrai; ho trovato la tua lettera su Faceboo e l’ ho commentata, ti copio ed incollo il mio commento perchè ci tengo che ti arrivi. ” poteva evitarsi l’ entrata alla “sono superman ma le scrivo da semplice abitante di Krypton” ma ha dato ottime risposte, non so perchè non ha sottolineato che la città con il più alto tasso di criminalità è Milano e sopratutto gli consiglio di riflettere sul fatto che il crimine è il maggior motore economico del mondo, che muove spaventosi capitali sia a livello industriale(casseforti,serrature,serrande,antifurti,telecamere,inchiostri speciali, antivirus ARMI, edilizia, mense etc.) sia umani (che campano sul crimine col pretesto di contrastarlo) magistrature (fino all’usciere) avvocati, forze dell’ ordine, legislatori, con tutti i loro sottoposti, medici, tutto l’ apparato televisivo e cinematografico, l’ indotto credo sia incalcolabile; certo la lista non è esaustiva e lascia fuori i criminali stessi ,ma credo sia importantissimo che le persone intelligenti come chi ha scritto quest’ articolo si rendano conto che se il crimine sparisse all’ improvviso l’ intera economia mondiale crollerebbe, ovviamente il mio non è un elogio al crimine, ma un bando all’ ipocrisia (spesso o quasi sempre involontaria) e credo che sia una riflessione necessaria ad aggiustare la mira quando si risponde al fuoco dei denigratori della nostra città”

  5. grazie francesco!!!!! come al solito hai colto nel segno.il giornalista prezzolato oltretutto sarebbe bene andasse a studiare un po’ di storia vera, gli farebbe bene alla penna, e sopratutto al cervello!

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