Governo popolare e democrazia diretta: così le elites al potere si prendono gioco di noi.

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Mi arrivano proposte di ogni genere e con i nomi più fantasiosi “governo popolare”, “parlamento del popolo” “governo dei cittadini mediante democrazia diretta”.

Lo dico ancora una volta in un post pubblico che potrà in qualsiasi momento essere usato contro di me. Il popolo deve fare il popolo. I governati devono fare i governanti.

Non credo che un popolo possa mai essere in grado di guidare una nazione, organizzare uno Stato, prendere decisioni strategiche di geopolitica. Se oggi siamo in questo stato la maggior parte della colpa ce l’hanno proprio quei popoli a cui voi vorreste dare il comando di tutto. Sono loro che per decenni si sono affidati sempre agli stessi rappresentanti, sono loro che hanno elevato i media a messia della verità. Sono loro che sono stati incapaci di opporsi, di reagire. Da decenni si fanno usare come spauracchi dai sindacati e come burattini dai politici. Il popolo è quello che per 80 euro abbassa le braghe. E’ quello che recita il mantra de “l’ha detto la televisione”. E’ quello che vota da sempre gli stessi politici perché sa che adoperarsi per il cambiamento vuol dire assumersi la responsabilità dello stesso. Questo è il popolo al quale voi ipocritamente volete consegnare le redini del governo, dello Stato, della moneta.           Io non ci sto.

Sono tre le cose fondamentali che vanno garantite al popolo e per le quali io mi batterò ogni giorno.

  • Avere la possibilità di scegliere i propri governanti tra quelli che interpretano la politica come missione, come obiezione di coscienza, come la più alta forma di carità al servizio del popolo. Uomini visionari, sognatori pragmatici, con competenze specifiche. Individui con la naturale inclinazione alla responsabilità. La parola Individuo deriva da indivisibile, indica un uomo capace di indipendenza psicologica, di integrità, un uomo che ha fatto grandi sforzi per superare in sé le dualità, le contrapposizioni ed ogni forma di divisione di credo, di razza, di religione. Il popolo, invece, è di per se già diviso, frammentato per classi sociali e ideologie. Chi è diviso non può guidare altrimenti disperde.
  • Avere la possibilità di monitorare il lavoro dei suoi governanti e di conseguenza gli strumenti a disposizione per mandarli via qualora non rispettassero gli impegni presi o adottassero politiche che vanno contro gli interessi del popolo.
  • Avere una repubblica democratica fondata sulla felicità e sul benessere e non sul lavoro. Il lavoro è un mezzo per raggiungere felicità e dignità non può essere il fine ultimo ne di un uomo ne di uno Stato o diventa qualcosa di alienante.

Se il fine è la felicità è tacito che il lavoro dovrà essere un diritto imprescindibile.

La democrazia diretta, invece,  deve servire unicamente come supporto per selezionare i propri rappresentati, per dare indirizzi politici su tematiche che di volta in volta risulteranno essere maggiormente sentite dalla popolazione. Serve per mandare via i rappresentanti che non hanno svolto il proprio lavoro. STOP. Nulla di più o diventa anarchia.

Se io prendo un mezzo pubblico devo pretendere che esso sia puntuale, pulito, che l’autista sia scrupoloso e che magari ci sia un sistema che mi permetta di esprimere il mio giudizio o il mio disappunto sulla qualità del servizio. Non posso pretendere, invece, che sia data anche a me la possibilità di guidare il bus, solo perché sarebbe più democratico se guidassimo tutti ognuno verso casa propria.

Da che parte andrebbe il bus ? Se anche riuscissimo a metterci d’accordo sul tragitto, non abbiamo le competenze per guidare quel mezzo, non siamo stati selezionati per farlo, non sarebbe sicuro ne per noi ne per gli altri passeggeri se lo facessimo.

Chi vi promette il governo del popolo, chi vi promette la democrazia diretta a 360 gradi,  vuole farvi guidare il bus anche se nella vita avete acquisito competenze per fare tutt’altro. Perché sa che in questo modo finirete fuori strada e non potrete che incolpare voi stessi.  Io non ci sto. Fatemi scendere.

Io pretendo un conducente di professione e magari dei test di idoneità sempre più scrupolosi prima che gli sia data l’abilitazione a guidare quel pulman. Pretendo di sapere a chi rivolgermi per mandarlo via se lo becco a guidare parlando al cellulare o cambiare improvvisamente senso di marcia. Non posso pretendere altro. Non posso pretendere di mettermi alla guida. Allora perché voglio guidare il governo senza avere le competenze per farlo.

Sono pronto a sentirmi dire che sono più elitario delle elites che denuncio e combatto. Con una sola differenza: l’elite che io sogno è formata di leader capaci di armonizzare gli apparenti antagonismi di sempre: economia ed etica, azione e contemplazione, potere finanziario e amore e metterli tutti al servizio del popolo e non il contrario come fanno le elites che hanno preso il potere.

Un popolo non potrà mai sconfiggere una elite perché non ne conosce i meccanismi. Non può contrastarla perché ne ignora la natura. Verrebbe sempre anticipato nelle decisioni e nelle azioni da chi ha una struttura più snella, più reattiva.

Solo una elite proiettata al bene dell’umanità può contrastare una elite consacrata al suo male. Solo una oligarchia di uomini integri al servizio dei popoli può contrastare una oligarchia di uomini malvagi che quei popoli li disprezzano.

Esistono gli eserciti ed esistono i generali. Quando tra i due c’è sinergia, fiducia, e lealtà. Le battaglie si vincono. Provate, invece, a lasciare ai singoli soldati la facoltà di scegliere le strategie di guerra. Diventeranno prevedibili, lenti, scordinati, litigiosi ed in balia del nemico.

Sapete perché nella foresta la preda cade sempre vittima del predatore ? Perché il predatore ha imparato a conosce la sua routine, le sue abitudini. Sa quando e dove colpire. Il popolo è così. E’ prevedibile.

Nasceranno sempre più movimenti di persone che si ergono a paladini della giustizia e che sbandierano il popolo come guida suprema. Jihadisti del nulla, condottieri dell’utopia armati di moralismo e ipocrisia. Funzionali ed indispensabili proprio al sistema che fingono di combattere.                                                                               Non pretendo di essere capito e non sono certamente io, nella maniera più assoluta, uno di quelli da seguire, ma smettetela di parlarmi di governi popolari, democrazia diretta (se non siete riusciti a conservare manco quella indiretta), rivoluzioni varie ed eventuali.

Leader fatevi avanti. Popolo fai il popolo.

Francesco Amodeo

 

 

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2 thoughts on “Governo popolare e democrazia diretta: così le elites al potere si prendono gioco di noi.

  1. “Solo una elite proiettata al bene dell’umanità può contrastare una elite consacrata al suo male. Solo una oligarchia di uomini integri al servizio dei popoli può contrastare una oligarchia di uomini malvagi che quei popoli li disprezzano”
    Concordo su “quasi” tutto.
    Concordo sul ritaglio che ho citato qui sopra. E sulle finalità che dovrà perseguire chi domani guiderà il popolo. Ovvero, felicità e benessere.
    Sono meno propensa ad usare termini come “combattere”, “lottare contro” eccetera. La via dello scontro è una via erta di insidie. In questo terzo millennio chi farà la “vera” politica secondo me dovrà “agire col cuore” e con coraggio. Creando piccole realtà virtuose, guidate dai più “evoluti” ma fondate sulla crescita di tutti, sull’assunzione di responsabilità, su economie di scambio. Cominciare col “generare” mondi nuovi, anche molto piccoli. E lavorare perché si diffondano.
    Rey

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