Amodeo: Intervista esclusiva all’ex Kgb Daniel Estulin sui legami tra i politici italiani e il Gruppo Bilderberg

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(Tratta dal libro Azzannate le iene di Francesco Amodeo)

Nel 1996 cercarono di uccidermi, nel 1998 di sequestrarmi, nel 2000 di arre- starmi; l’anno dopo mi offrirono un assegno in bianco se avessi taciuto una volta per tutte.                  (Daniel Estulin)

Lo scrittore e giornalista Daniel Estulin, ex collaboratore del KGB, è la persona che ha dedicato e dedica la sua vita all’investigazione sulle trame sporche dei “capi del mondo”; è considerato, su questi temi, tra i principali giornalisti d’investigazione del mondo, tra gli unici ad essere riuscito ad avere fonti interne al Club Bilderberg, grazie alle quali ha cercato di fare luce sull’agenda segreta del gruppo. Il suo libro ha venduto milioni di copie in settanta paesi, e persino il presidente cubano Fidel Castro lo ha citato in un suo controverso articolo sul Bilderberg, descrivendo Estulin come un giornalista “onesto e ben informato che ha scritto una storia fantastica e reale”. Lo stesso Fidel Castro infatti ha confermato che il gruppo in questione rappresenta una sorta di “go- verno mondiale che non solo controlla la politica e l’economia internazionale, ma che ha come scopo quello di controllare le popolazioni e le culture.”

“Salve, Mr Estulin! Io sono Francesco Amodeo, io ed i miei colleghi siamo venuti a cercarla perché siamo molto preoccupati per quello che sta accadendo nel nostro Paese.”

Estulin mi guarda fisso ed annuisce.

“Abbiamo ragione di credere che l’Italia non sia più un paese sovrano. Sembra che non siano più gli italiani a scegliere i propri governanti, ma che a farlo sia invece un’élite di potenti che sta minando la nostra democrazia. Abbiamo avuto modo di constatare che i media stanno contribuendo a nascondere la verità. Noi, infatti, abbiamo personalmente provato a denunciare alle TV ed ai giornali questo stato di cose, ma loro si sono rifiutati di trattare ed approfondire determinati argomenti.”

“Mi sarei meravigliato se fosse avvenuto il contrario”, risponde Daniel Estulin facendo spallucce.

“Uno di questi gruppi di potere, che sembra stia prendendo le decisioni al nostro posto, è il Club Bilderberg, a cui lei ha dedicato anni di ricerche ed indagini. Mi può spiegare in poche parole che cos’è questo gruppo? Ho bisogno di sentirmelo dire da lei.”

“Prima di tutto bisogna chiarire che il Bilderberg non è una teoria della cospi- razione, ma è una realtà. È stato il mezzo usato da una élite politica e finanzia- ria per promuovere il controllo dei governi sovrani. Il Bilderberg è un’organiz- zazione che si trova ad un livello intermedio, e serve per smistare le informazioni e le decisioni prese segretamente a livelli più alti. Per questo i partecipanti cambiano spesso, perché le informazioni vanno passate di volta in volta a chi è nella posizione di poterle mettere in pratica. Ecco perché la maggior parte delle volte è proprio in queste riunioni che vengono indicati o scelti coloro che dovranno ottenere incarichi ai vertici dei diversi governi. Incarichi che per- metteranno poi di realizzare quanto deciso dai livelli più alti di potere. Questo è per esempio quello che è successo in Italia ed in Grecia, dove i primi ministri dei due governi tecnici sono stati scelti segretamente per gli interessi delle élite, ed imposti nei rispettivi paesi. Quello che i membri di queste organizzazioni stanno progettando e realizzando per il futuro del pianeta è un governo unico mondiale – con un singolo mercato globale, un solo esercito ed una moneta unica – governato da una ristretta élite che quindi deciderà da sola, per i propri interessi, le sorti dell’intera popolazione.

Lei ha parlato di quanto è successo in Italia; quindi mi conferma che Mario Monti, il nostro ex primo ministro, non eletto dal popolo ma scelto come tecnico, proviene dal gruppo Bilderberg e dalla Commissione Trilaterale, e che ha partecipato all’ultima riunione nel 2011 prima di ricevere l’incarico come Presidente del Consiglio nel 2012 da Giorgio Napolitano?”

“Assolutamente sì”, conferma il giornalista. “Mario Monti ha partecipato al Bilderberg quasi ogni anno, io l’ho anche più volte fotografato ai meeting”; e, sfogliando la mia copia del suo libro, mi mostra tutte le foto che lui stesso ha scattato nei luoghi dove si svolgevano le riunioni del gruppo, fino ad indicarmi quella scattata nel 2005 proprio a Monti.

“È una coincidenza che anche Enrico Letta abbia partecipato al Bilderberg nel 2012, e sia stato poi incaricato – sempre da Napolitano – Presidente del Consiglio nel 2013 ?”

“Assolutamente, non credo che qualcuno possa ritenerla una coincidenza, è piuttosto evidente che anche lui sia stato messo in quella posizione per eseguire degli ordini per conto dei gruppi di potere di cui fa parte. Questo sta succedendo nella maggior parte delle nazioni europee in crisi. In Grecia è successo esattamente lo stesso con Papademos. Quello che hanno in comune le personalità che mi hai appena nominato, e tanti altri come Prodi, per esempio, altro membro del Bilderberg e della Trilaterale, è che sono tutti dei fedeli maggiordomi di questi potenti mondialisti. Prodi è stato un loro maggiordomo, Monti è un loro maggiordomo, Letta è il loro nuovo maggiordomo. Loro vengono messi nelle posizioni che occupano solo per eseguire degli ordini, e ci rimangono fino a quando sono in grado di eseguirli. È importante, per capire bene questi mec- canismi, essere consapevoli del fatto che organizzazioni come il Bilderberg o la Commissione Trilaterale non sono i luoghi dove le decisioni vengono prese, ma sono i luoghi dove le decisioni precedentemente prese da organizzazioni a livelli superiori, vengono poi trasmesse a chi deve eseguirle.”

“Ma qual è il piano del Bilderberg in Italia?”

Vogliono togliere potere al Governo. Ed è quello che sta accadendo proprio adesso. L’idea dietro tutte queste organizzazioni è quella di distruggere gli stati nazionali per creare un governo unico che funzioni come una multinazionale. Questo è il comune denominatore di tutte queste società segrete da centinaia di anni.”

“Lei che ha avuto addirittura la possibilità di fotografare i partecipanti alle riunioni, e mi ha confermato che Prodi è stato invitato varie volte, Mario Draghi è stato invitato più volte, Mario Monti ha sempre partecipato, la Bonino ha partecipato, Enrico Letta ha preso parte alla riunione, se la sente di poter affermare con certezza che esistono poteri sovranazionali che hanno messo i propri uomini nelle posizioni di potere all’interno degli stati, per fare in modo che questi possano eseguire le decisioni precedentemente prese a livelli più alti dai membri che promuovono e finanziano queste organizzazioni stesse?” 

“Ma certo! Ed è ampiamente dimostrabile: le persone che mi hai appena nominato, infatti, hanno tutte dei ruoli chiave nel vostro attuale governo. Chi non esegue gli ordini, o non è in grado di far accettare determinate cose nei Paesi che governa, allora viene messo da parte. Ma stai sicuro che Monti vuole continuare a fare parte di questo gruppo, Prodi ha sempre voluto fare parte di questi gruppi, Letta vuole fare lo stesso, ed è per questo che la loro priorità al governo sarà sempre e solo quella di riuscire a fare quello che gli chiedono.”

“Mario Monti, proprio come Romano Prodi in passato, è membro del Comitato Direttivo del Gruppo Bilderberg e quindi non un semplice invitato.”

“Sì, è vero, Mario Monti è uno dei pochi membri italiani del Comitato Direttivo del Gruppo.”

“Èstato anche Presidente europeo della Commissione Trilaterale. Un ruolo assolutamente di enorme prestigio, perché in pratica ha rappresentato l’Europa in quella importante Commissione.”

“Esattamente. Fu nel Bilderberg del 1972 che Rockefeller, su suggerimento di Brzezinsky, che vedeva la necessità di far nascere un movimento che avesse come scopo principale quello di limitare le sovranità nazionali, propose a Kissinger di istituire la Commissione Trilaterale; infatti, questa fu istituita due mesi dopo quella riunione, e ti confermo che Monti ne divenne, dopo tempo, il Presidente europeo, come dichiarato anche sul sito ufficiale della Commissione stessa.”

“Anche Enrico Letta, che ha partecipato al Bilderberg nel 2012, è membro della Commissione Trilaterale.”

“Sì, è vero, e non credo sia una casualità.”

“Lo stesso è accaduto in passato con Prodi, ossia membro del Bilderberg Group e membro della Commissione Trilaterale, e lo stesso è accaduto con Mario Draghi, anch’egli appartenente ad entrambi questi gruppi. In più c’è da aggiungere che sia Draghi che Prodi che Monti provengono incredibilmente anche dalla Goldman Sachs, la banca d’affari americana che secondo molti analisti avrebbe indotto la crisi sui mercati. Letta non ha avuto ruoli ufficiali nella Goldman Sachs, ma solo contatti; però c’è suo zio, Gianni Letta, che ha invece ricoperto ruoli di prestigio proprio in quella controversa banca.”

“Sì, tutto esatto; e come vedi è tutto collegato. È un sistema chiuso.”

“Perché Berlusconi non ha mai partecipato al Bilderberg?”

“Perché per loro non è affidabile. Non è una persona prevedibile, e non è uno che seguirebbe le regole imposte, non credo che farebbe quello che gli chiedono di fare, ma come sempre farebbe solo quello che è meglio per lui. Berlusconi lavora per Berlusconi, e questo non è il tipo di persone che quelli del Bilderberg vogliono avere tra di loro.”

“Ma quindi non è mai stato invitato?”

“Credo che non sia mai stato invitato personalmente, e che non goda delle simpatie di questa élite”.

“Però lui possiede i media: perché non ha mai usato le sue TV o i suoi giornali per denunciare queste riunioni, alle quali lui non ha neanche preso parte?”

“I media sono di proprietà di multinazionali quotate in borsa, e se lui comin- ciasse a fare questo tipo di cose, i poteri forti che hanno la possibilità di mani- polare il mercato azionario farebbero in modo di far crollare i suoi titoli. Lui non è il tipo che si immola per la Patria.”

A sentire queste parole mi viene in mente la scena di un video che devo quindi assolutamente inserire nel mio lavoro, perché riguarda un vecchio intervento dell’ex presidente della Camera Luciano Violante, in cui denunciò una cosa gravissima in Parlamento con una frase che ora vedo in una prospettiva molto più chiara: “L’Onorevole Berlusconi – affermò Violante – sa per certo che già nel ‘94 gli era stata data la garanzia certa che non sarebbero state toccate le sue televisioni quando c’è stato il cambio di governo, e questa cosa la sa bene lui, e la sa l’Onorevole Letta.”

Estulin continua a spiegare:

“Kennedy e Moro li hanno eliminati perché disobbedivano alla volontà di questi gruppi, ma oggi non c’è più bisogno di ammazzare, perché hanno trovato altri sistemi per distruggere un politico e farlo fuori politicamente. Si servono dei media per creare dei falsi scandali su quella persona.”

Nel suo libro Estulin riporta anche le dichiarazioni di John Coleman, un ex agente dell’intelligence che rivelò che l’ex Presidente del Consiglio Aldo Moro fu ucciso perché si opponeva alle politiche pianificate dal Bilderberg per il suo paese. A questo proposito è da ricordare che la moglie del leader assassinato della Democrazia Cristiana ha sempre sostenuto che il marito, prima di essere ammazzato, aveva ricevuto minacce, e l’invito categorico a cambiare politiche proprio da un alto esponente del governo degli Stati Uniti. Dalle dichiarazioni di un intimo collaboratore della vittima, rilasciate al giudice inquirente, si evince che questo politico fosse proprio Henry Kissinger, uno dei padri fondatori di questa élite di cui stiamo parlando.

“Ho fatto bene, allora, nel mio libro a definire i media il braccio armato dei poteri forti.”

I media sono sicuramente parte di questa élite globale, ed i giornalisti, che la gente pensa che lavorino per informarli, in realtà lavorano per divulgare le informazioni utili a chi li paga, e chi li paga sono le multinazionali: è quindi soltanto a loro che essi sono leali, e non certo ai lettori, come purtroppo la gen- te crede. I direttori e gli editori dei principali media vengono invitati a quelle riunioni, e quindi sanno bene che di certe storie non ne devono parlare.”

“Infatti io ed il mio collega abbiamo fatto pressione su alcuni giornalisti per spingerli a chiarire alcuni aspetti del Bilderberg, ma non l’hanno fatto.”

“Non lo faranno perché non vogliono che la gente sappia cosa succede a quegli incontri. Non possono certo raccontarti cosa hanno detto in passato a Prodi, poi a Monti, poi a Letta a Van Rompuy, altrimenti ti accorgeresti che quello che gli hanno chiesto di fare è esattamente quello che loro hanno eseguito, fin- gendo che fossero azioni messe in campo per il bene del popolo. Le carriere di tutti i politici che hanno partecipato a questi incontri hanno immediatamente ricevuto dei benefici, ma loro ti continueranno a dire di votare perché il tuo vota conta; in realtà, il tuo voto non conta nulla, e credo che in Italia questo sia ormai sotto gli occhi di tutti.”

Estulin unisce le mani, si ferma per qualche secondo, poi riprende a parlare:

“La NATO è uno dei maggiori strumenti nelle mani degli uomini del Bilderberg, in quanto dà loro la possibilità di realizzare i loro piani di guerra permanente e le loro politiche di ricatto nucleare. Dal 1971, infatti, praticamente tutti coloro che hanno ricoperto l’incarico di segretario generale hanno partecipa- to al Bilderberg, e quasi ogni Presidente degli Stati Uniti ha fatto parte del Bilderberg Group, magari non tutti hanno partecipato, ma quasi tutti hanno inviato almeno uno dei loro rappresentanti, ed è tutto documentato.”

Nel suo libro Estulin ha infatti scritto che hanno partecipato alle riunioni Hillary e Bill Clinton, John Kerry, l’ex segretario della Difesa degli Stati Uniti Donald Rumsfeld, ma anche personaggi come Bill Gates. Altri suoi membri eccellenti sono l’ex primo ministro britannico Tony Blair, e buona parte dei mem- bri del governo britannico ed i magnati dell’editoria, come Rupert Murdoch e Summer Redstone, direttore esecutivo della Viacom, una multinazionale che copre ogni segmento del mercato mondiale di tutto quello che vediamo e che leggiamo. Quindi la segretezza del gruppo è stata portata avanti proprio gra- zie alla collaborazione di questi personaggi. Nel suo bestseller, lo scrittore di origini russe spiega anche che le prime riunioni del Bilderberg erano state fi- nanziate dalla CIA, lo dimostra citando un articolo di una agenzia di stampa olandese, ma pone anche l’accento sul fatto che le riunioni del Gruppo violerebbero il Logan Act valido negli Sati Uniti, che fa esplicito divieto, ai rap- presentanti del popolo in carica, di incontrarsi segretamente con importanti uomini d’affari per discutere gli indirizzi della vita politica pubblica. Cosa che nella riunione Bilderberg avviene, invece, puntualmente, senza che nessuno abbia mai fatto appello alla continua violazione di questo Atto.

“Lei come ha tutte queste informazioni?”

“Io seguo il Bilderberg da anni ed anni.”

“Sì, ma queste informazioni, così circostanziate, può averle solo chi ha preso parte a queste riunioni.”

“Io, infatti, ho informatori interni al gruppo che mi passano le notizie.”

“Allora devo farle una domanda su una questione che non sono riuscito a chiarire da altre fonti. Riguarda Franco Bernabè, l’amministrarore delegato di Telecom Italia, che è membro anch’egli del Comitato Direttivo del Bilderberg: a novembre 2012 a Roma, l’allora primo ministro Mario Monti ed alcuni ministri del suo governo sono stati invitati ad una riunione proprio da Bernabè. Potrebbe trat- tarsi di una riunione Bilderberg, come pensano in tanti, vista anche la segretezza dell’evento? È molto strano che un Presidente del Consiglio ed i suoi ministri vadano ad una riunione di un’azienda privata, e soprattutto è strano che i media non ne abbiano parlato né prima, né dopo.”

Bernabè non è soltanto membro del Comitato Direttivo del Bilderberg da molti anni, ma è stato anche vicepresidente del Gruppo Rothschild in Europa, egli è stato quindi a contato diretto con questi potenti di cui abbiamo parlato, anche perché Bernabè è forse l’unico italiano ad essere membro anche del CFR. Quella di Roma, però, non è stata una riunione ufficiale del Bilderberg.”

Estulin sembra esserne sicuro, però precisa:

“Con molte probabilità – trattandosi di due personalità come Monti e Bernabè, che sono proprio membri del Comitato Direttivo del Gruppo – non è stata, come vogliono far credere, una riunione Telecom, bensì una riunione di persone vicine al Bilderberg per discutere di qualche tematica urgente d’interesse per il gruppo.”

Qualche mese dopo quella strana riunione che si è svolta in Campidoglio, ci sono state le dimissioni del Papa proprio da Roma. Non ci sono elementi per collegare i due eventi, ma questo ha sicuramente agitato i complottisti gettan- do nuove ombre sulla riunione. Daniel Estulin continua a spiegare:

“Mario Monti e Giorgio Napolitano nel 2012 hanno ratificato il MES, ossia il meccanismo europeo di stabilità; cosa puoi dirci a riguardo?”

“Quello che vogliono fare è trasferire i debiti da istituzioni private ai governi, e questi debiti sono assolutamente impagabili, perché, come ti dicevo prima, stanno distruggendo i governi di proposito. Lo stanno facendo in Italia, in Spagna, lo hanno fatto in Grecia, in Portogallo, e continueranno a farlo ovunque. Questo meccanismo di stabilità è l’esempio di come voglio distruggere gli stati nazionali, facendo in modo che i governi di questi paesi siano talmente indebitati da non poter più funzionare in maniera autonoma. Vedi quello che è successo in Spagna, dove la Troika (BCE, Unione Europea e FMI), non eletta da nessuno, è andata a dire al presidente eletto dagli spagnoli come doveva organizzare la propria economia, e questo concetto verrà esteso a tutti i paesi europei.”

“Ci chiedono di pagare tutti questi soldi per un fondo per salvare i paesi in crisi, ma poi l’Italia, che è oggettivamente in crisi, non ne beneficia.”

“Il loro reale motivo è quello di mandare i paesi in bancarotta, e come vedi ci stanno riuscendo. Stanno distruggendo gli stati nazionali. Nessuna nazione è ormai più indipendente.”

“La gente non lo sa neanche che sta pagando per il MES.”

La gente non s’informa. La colpa è sicuramente dei media che ci tengono all’oscuro di tutto, ma anche della gente che ancora non ha capito che deve informarsi indipendentemente da quello che dicono i media tradizionali. Perché io e te lo sappiamo, e loro no? Perché la maggior parte delle persone preferi- scono seguire gli scandali e tutto quello che gli propinano per distrarla. Facci caso, tutti conoscono le riunione che Berlusconi organizzava a casa sua per divertirsi, ma nessuno sa nulla delle riunioni organizzate, invece, da questi potenti per decidere le sorti dei cittadini e delle nazioni. Il fatto che tu sia qui, e che presto a Londra ci saranno migliaia di manifestanti fuori all’albergo dove si svolgerà la nuova riunione, dimostra che, anche se i media tradizionali non ne parlano, le notizie si possono trovare, ma bisogna avere la volontà di farlo. Le vere società segrete, in cui pochi uomini prendono realmente le decisioni al posto dei governi, sono riunioni che continuano a rimanere nella massima segretezza. Puoi forse conoscerne i nomi, ma non saprai mai quando si riuniscono.                                                                         Il Bilderberg non è una società segreta, come lo è per esempio la Skull & Bones, con sede nella università di Yale, della quale fanno parte alcuni degli uomini più importanti del mondo.”

Torno, quindi, a rivolgermi ad Estulin:

“Quando i nostri politici promettono di cercare le soluzioni per uscire dalla crisi, bisogna credergli?”

“Assolutamente! Faresti meglio a non credergli.”

“Cosa possiamo fare noi per contrastare questo sistema di cose?”

“La prima cosa importante è che le persone capiscano e diventino consapevoli di quello che stanno subendo. Devono capire che quello che noi ci stiamo dicendo sono realtà che vengono tenute nascoste.”

“Ma avremmo bisogno dei media per informare la gente, ci sarebbe bisogno di parlarne in TV, che entra nelle case di milioni di persone.”

“Il problema è proprio questo potere che ha la televisione, e da chi viene gestito. Il ruolo dei media è stato sempre quello di convincere la gente che ciò che dicono loro corrisponde alla realtà, e di conseguenza tutto il resto è falso. Ecco perché la gente non crede che queste cose siano reali. Se la realtà che noi raccontiamo è diversa da quella che raccontano in TV, allora nella concezione della maggior parte della gente quello che io dico nei miei libri è falso, quello che tu dici nei tuoi video è falso, perché se fosse vero allora lo troverebbero anche scritto sulla prima pagina del “Corriere della Sera”, sulla prima pagina di “Le Monde” in Francia, e sulla prima pagina del “New York Times”. Se invece non è su questi giornali, allora vuol dire che non è una notizia vera, ma una teoria da complottista.”

“Come fare allora per informare ed essere creduti?”

“Esattamente come state facendo voi: usando You Tube o internet in generale. Oggi fortunatamente, rispetto al passato, c’è la possibilità di bypassare i media tradizionali e lanciare comunque un messaggio. Avete visto i risultati che avete raggiunto voi stessi. Fino a dieci anni fa sarebbe stato impossibile mandare il vostro messaggio a oltre due milioni di persone, come siete invece riusciti a fare.”

“Quindi è inutile continuare a chiedere ai media di aiutarci…”

“Puoi chiedere ai media di aiutarti, ma ti consiglio di fare come hai già fatto in precedenza: ossia devi chiederglielo e devi filmare le loro risposte, così potrai dimostrare alla gente che essi mentono per nascondere la verità.”

“Sì, questa è proprio la strategia che ho intenzione di portare avanti.”

“Bisogna capire che i media, le multinazionali ed i politici al governo sono concatenati tra loro ed interdipendenti. Nessuno farà mai nulla a discapito dell’altro.”

“Quindi non ci racconteranno mai le vere cause della crisi?”

“Nono solo non spiegheranno mai le vere cause della crisi, ma terranno sempre nascoste cose ben più gravi, come il fatto che tra i punti dell’agenda di queste élite mondialiste c’è la precisa volontà di ridurre drasticamente la popolazio- ne mondiale, ed hanno tutti i mezzi per farlo. Il controllo demografico della popolazione avviene infatti anche distruggendo le economie di proposito. Un paese che sviluppa il progresso e le tecnologie, diventando un paese avanzato, avrà anche una popolazione in crescita: ecco perché loro stanno lavorando per distruggere appositamente le economie ed ostacolare questa crescita demografica.”

Estulin espone un esempio concreto riferito al passato, ma attinente anche alla crisi attuale:

“Se pensi al periodo della grande depressione in America, ti accorgi che esso non è stato un periodo che ha visto la distruzione del capitalismo americano: al contrario i veri capitalisti si sono arricchiti proprio in quegli anni. La crisi del ‘29 in America ha distrutto il popolo, le classi medie ed ha affamato i poveri, perché altro non è stato che un trasferimento di ricchezze da coloro che hanno perso tutto, a coloro che erano nelle condizioni di poter rilevare tutto quello che la gente perdeva. Anche le banche si sono sviluppate in questo modo. La stessa Banca d’America è nata in quel periodo.”

Estulin continua a spiegare:

“Se guardiamo la situazione dal punto di vista strettamente americano, ci ac- corgiamo che la politica estera (e non solo) è decisa dal Council on Foreign Relations, ossia il CFR – com’è stato dichiarato anche sul “Newsweek” –, così come il RIIA, Royal Institute of International Affair, è il braccio esecutivo della monarchia britannica in politica estera. Quasi tutti quelli che stanno al governo, presidenti compresi, provengono puntualmente dal CFR, i cui mem- bri e finanziatori coincidono spesso proprio con quelli del Bilderberg e della Trilaterale, perché è sempre tutto concatenato. Il sistema è unico, l’ideologia è unica, l’obiettivo è unico, ma le varianti possono essere diverse a seconda del raggio d’azione. Anche se cambiano i nomi di queste organizzazioni, esse hanno sempre ai vertici le stesse persone e la stessa mission, che è quella di distruggere gli stati nazionali e creare un governo mondiale che operi come operano le multinazionali. Bilderberg, CFR e Trilaterale hanno come scopo quello di arrivare ad un capitalismo di stato con un’unica società per azioni mondiale. Ora con l’Europa Unita e la Banca Centrale Europea con poteri enormi sono in parte riusciti a realizzare questo punto del programma. Non si tratta di intenti isolati di un piccolo gruppo di individui potenti, ma di un vero e proprio movimento di ideali in evoluzione con dinamiche di processi sociali, che nel corso di generazioni stanno plasmando la storia. Per loro il progresso e lo sviluppo degli individui e delle singole nazioni sono da combattere. La riduzione demografica, la crescita zero, il libero commercio in forma radicale ed il nuovo ordine mondiale sono i veri obiettivi, e per la maggior parte oggi sono stati già completamente realizzati, come l’eliminazione degli stati nazionali, la distruzione delle costituzioni, dei confini, delle diverse monete e delle bandiere, a favore di una società costruita intorno a trattati vincolanti: tutte cose che sono assolutamente dimostrabili, e che nulla hanno a che vedere con semplici- stiche visioni cospirazionali”.

“Perché si parla poco del CFR, nonostante il suo ruolo di primo piano nella politica estera americana, e quindi nelle scelte che influenzano il mondo?”

“Il CFR è rimasto per molti anni nel totale anonimato, e questo perché nella lista dei suoi membri ci sono i dirigenti di tutti i principali media americani e di tutte le principali testate giornalistiche. Uno dei segreti meglio custoditi riguarda l’accordo con cui un gruppo di grandi multinazionali, tutte appartenenti al Bilderberg, alla Trilaterale o al CFR, controlla il flusso mondiale di informazioni, decidendo quello che vediamo in televisione, ascoltiamo alla radio, leggiamo sulle riviste, sui libri o su internet. Il CFR coinvolge quasi esclusivamente membri americani, ed è finanziato sempre da Rockefeller, che ne è il presidente emerito. I membri del CFR occupano quasi tutti i posti di potere all’interno della Casa Bianca, com’è successo per esempio con Clinton, ma il CFR annovera anche tra i suoi membri quasi tutti i direttori della CIA. Ècapitato spesso che entrambi gli sfidanti alla presidenza degli Stati Uniti fos- sero membri del CFR , così come i rappresentanti di tutte le maggiori multina- zionali del mondo, come la Monsanto degli OGM. Ci sono stati anche – dal 1947 ad oggi – quattordici segretari della Difesa appartenenti al CFR, ma anche diversi membri della Corte Suprema e di segretari del Tesoro, tant’è vero che Gary Allen, nel suo libro The Rockefeller file, ha scritto che «Rockefeller ha tra- sformato il Dipartimento del Tesoro in una filiale della sua Chase Manhattan Bank».”

Estulin, nel suo libro, cita una frase significativa di Richard Salant, ex pre- sidente della CBS News, che ha dichiarato:“ Il nostro lavoro non consiste nel dare alla gente quello che vuole, ma nel decidere cosa deve volere”; spiega an- che che molti dei giornalisti vincitori del premio Pulitzer sono stati sia membri del Bilderberg che del CFR, ed hanno sempre taciuto su quelle riunioni. Quello che ormai è chiaro, ma che è utile ribadire ancora una volta, è che, indipenden- temente dal fatto che si chiami CFR, Trilaterale o Bilderberg, quello che conta è che la loro comune ideologia mondialista e la loro idea di corporatocrazia, os- sia di un mondo dominato dalle grandi corporations, verranno sempre portate avanti. Si tratta, infatti, di una ideologia tramandata da anni, che ha come scopo quello di far sì che la sovranità sovranazionale dei banchieri mondiali possa cancellare l’autodeterminazione dei singoli stati. Questa è la base di que- sta ideologia, anche se i nomi di chi la porta avanti possono variare, così come i metodi per conseguirla. Sicuramente il metodo principale è, per il momento, quello di scaricare i governi eletti dalle democrazie rappresentative creando delle crisi economiche e politiche a tavolino tramite un terzo potere, che è quello delle banche centrali, che di fatto li finanzia. La Chase Manatthan Bank di Rockefeller, per esempio, attraverso il suo settore d’investimenti, controlla parte dei tre network come la NBC, la CBS e la ABC, che sono quindi solo apparentemente in competizione tra loro. Stessa cosa succede con la J.P. Morgan dei Rothschild. Così che, quando le banche di questi due colossi si sono fuse, il controllo dei media da parte loro è diventato totale. Estulin, infatti, fa notare che i dirigenti della triade Rockefeller-Rothschild-Morgan, che gestisce il network dei media ABC, sono gli stessi che siedono nel consiglio del network NBC, che dovrebbe essere sua concorrente.                    Anche Murdoch, che detiene un’altra fetta consistente dei media mondiali e dei canali Sky, è una figura importantissima all’interno del Bilderberg. Il più recente aggiornamento del libro Il nuovo monopolio dei media evidenzia che è sceso addirittura a cinque il numero delle multinazionali che controllano i media americani. A questo punto è da citare la frase scritta dal fondatore del CFR Edwar Mandell House: “La gente, i governi e le economie di tutte le nazioni devono essere al servizio degli interessi delle banche internazionali e delle multinazionali.”

In un recente consiglio del CFR, però, Zbigniew Brzezinski ha espresso l’avvertimento che un risveglio politico globale combinato con i conflitti interni all’élite, stesse minacciando di sabotare l’avanzata verso un unico governo mondiale.                       Questo dimostra che il nostro nemico è vulnerabile, e che dobbiamo con- tinuare a lavorare in questo modo, portando alla luce quante più cose possibili e coinvolgendo un sempre maggiore numero di persone. Invece di un’unione monetaria debole e disfunzionale, dobbiamo tornare ad essere stati nazionali indipendenti; una sola Europa può essere concepita, ed è l’Europa delle patrie, una fratellanza di nazioni sovrane che vedano nella diversità culturale il segno del progresso dell’umanità. Inizialmente, forse, l’intento del Bilderberg poteva anche essere nobile, ma non c’è dubbio che sia poi andato decisamente oltre i propri idealistici propositi, fino a deviare totalmente, diventando un vero governo ombra mondiale al servizio di pochi. Con Daniel Estulin voglio dare anche uno sguardo alla situazione europea, analizzando alcune frasi riportate nel suo libro: «Il nazionalismo britannico – scrive il giornalista – è spesso causa di tensioni all’interno del Bilderberg, ed in passato fu proprio il Bilderberg a volere la rimozione di Margareth Thatcher, ex primo ministro britannico, perché si opponeva al passaggio della sovranità nazionale britannica all’Unione Europea, come volevano i membri di questi gruppi di potere. Avvenne quindi la sua sostituzione con John Major, uomo di fiducia dell’élite.» Fu proprio la Thatcher a dichiarare al famoso giornalista investigativo Jim Tucker di aver “dovuto pagare un alto prezzo” al Bilderberg, che voleva dimostrare che né la Gran Bretagna, né nessun altro paese può difendere la propria sovranità. Se in queste organizzazioni, come abbiamo visto, si decide spesso chi deve es- sere deposto dal suo ruolo, è pur vero che è sempre in queste organizzazioni che viene scelto anche chi dovrà, invece, ricoprire incarichi di prestigio. Nella riunione del 2005, per esempio, organizzata proprio in Germania, si discusse delle strategie per cambiare l’immagine di Angela Merkel, quella che fu definita la futura leader della Germania dopo le imminenti prossime elezioni. Secondo Estulin, i membri del Bilderberg decisero di appoggiare la Merkel e di mollare Schroeder perché questi, insieme al presidente francese Chirac, era stato uno dei più accaniti critici dell’invasione statunitense dell’Iraq, creando grossi tensioni tra i membri americani ed europei del Gruppo.

Sfogliando il libro di Estulin in cerca delle principali informazioni che avevo sottolineato, trovo quelli che lui considera i punti principali dell’agenda del Gruppo:

1. Creare un’identità internazionale. Distruggere l’identità nazionale e la sovrani- tà degli stati, per costruire un unico governo mondiale [questo, a mio avviso, si è pienamente realizzato con la firma del Trattato di Lisbona, N.d.A.].

2. Disporre di un controllo centralizzato di tutta la popolazione. Lavare il cervello alla popolazione attraverso mass media, internet e farmaci, per renderci servi obbedienti alla loro volontà. Questo, che è l’argomento inviso ai più scettici, è invece ampiamente spiegato ed annunciato proprio nel libro di Brzezinski A cavallo di due epoche. Egli infatti ha previsto anche la scomparsa del ceto medio e l’affermar- si di due uniche categorie, quella dei padroni e quella degli schiavi. Tutto era stato scritto prima, e tutto si sta realizzando nel tempo.

3. Realizzare una società a crescita zero. Se c’è prosperità, c’è progresso, e questo impedisce d’esercitare la repressione.

4. Indurre uno continuo stato di squilibrio psicologico. Si creano crisi a tavolino che spingeranno gli individui verso una continua prigionia mentale ed emozionale, che li costringerà ad accettare passivamente qualunque decisione [e chi può negare che questo sia proprio quello che sta accadendo adesso in tutti i paesi europei?].

5. Disporre di un controllo centralizzato dell’educazione, sterilizzando e censuran- do il più possibile la storia del mondo.

6. Avere un controllo centralizzato di tutte le politiche nazionali ed internazionali e di tutti i sistemi educativi [questo si è pienamente concretizzato con l’avvento dell’Unione Europea].

7. Ottenere la concessione di un maggior potere all’ONU, per poi opera- re una tassazione diretta su tutti i cittadini, in quanto “cittadini mondiali”.

8. Determinare un mercato unico occidentale.

9. Espandere la NATO. Man mano che l’ONU continuerà ad intervenire sempre più nei conflitti bellici in Medio Oriente, Africa e così via, la NATO si conver– tirà nell’esercito mondiale, sotto comando dell’ONU [questo punto sta per essere pienamente realizzato in Europa con l’ormai prossimo impiego della Eurogendfor – la European Gendarmerie Force – ossia la Polizia Europea sotto la regia della NATO].

10.Creare un sistema giuridico unico. Il tribunale Internazionale di Giustizia diventerà l’unico sistema giuridico del mondo.

“Perché ha deciso di fare questo libro, con tutti i rischi che esso comporta?”

“Perché credo che la gente debba essere informata, o davvero sarà la fine per tutti. Chi ha queste informazioni deve trasmetterle, in modo che nessuno pos- sa avere la scusa di non sapere. Come ti dicevo prima, chi si vuole informare, ora ha la possibilità di farlo.”

“Lei crede sia utile quello che abbiamo fatto noi sul web? ”

“Assolutamente! Avete avuto un idea brillante, ed il numero di persone che ha seguito il vostro video ve lo dimostra.”

“Ha un appello da fare agli italiani?”

Estulin si avvicina alla telecamera e guarda fisso nell’obiettivo:

“Rendetevi conto che le persone che avete al governo non vi rappresentano e non faranno mai i vostri interessi: dovete cercare di liberarvene prima che sia troppo tardi.”

“Dire che ci sforziamo di arrivare a un unico governo mondiale è esagerato, ma non del tutto ingiusto. Nel Bilderberg abbiamo avvertito che non potevamo andare avanti per sempre combattendo l’uno contro l’altro per niente, e uccidendo persone e rendendone povere milioni. Così abbiamo ritenuto che una singola comunità che attraversa il mondo sarebbe stata una buona cosa.”       (Denis Healey – tra i più importanti ministri inglesi e Cancelliere dello Scacchiere; membro del direttivo del Bilderberg fin dalle sue origini – 2001)

Francesco Amodeo

 

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One thought on “Amodeo: Intervista esclusiva all’ex Kgb Daniel Estulin sui legami tra i politici italiani e il Gruppo Bilderberg

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