Combattere il sistema dall’interno o restare a guardare ? Gli 8 motivi per accettare una candidatura dal sistema.

si o no

Quando ti esponi tanto sul alcune tematiche e contro i poteri forti che hanno voluto questa Europa e questo euro devi farlo con la consapevolezza che prima o poi dovrai fare i conti con il sistema che da una parte cercherà di combatterti e dall’altra cercherà di allearsi con te quanto le tue battaglie saranno diventate popolari.

L’offerta del sistema è sempre provocatoria ed allettante nel rispetto delle strategie di chi offre il frutto del peccato e al tempo stesso una grande possibilità. Nel caso mio e di altre persone che stimo profondamente quel frutto da oggi  ha un nome ed un simbolo ed  una proposta di candidatura alle europee racchiusa in poche lapidarie frasi: “ le vostre battaglie contro l’euro coincidono con i punti del nostro programma,  assumetevi la responsabilità di metterci la faccia per portarle avanti nelle istituzioni. Se come dite  il momento della delega è finito. Non delegate nessuno. Venite voi”.

Questo monito, questa provocazione, questa sfida, o forse questa opportunità proviene da chi è nato dal sistema che noi combattiamo,  da chi è stato allattato da quel sistema, da chi è cresciuto con quel sistema ma che oggi dimostra con azioni concrete che in quel sistema non si riconosce più anche se nulla esclude che in futuro, da quel sistema farà ritorno.

Benissimo ! detta così la risposta è semplice ed il problema non si pone. RIFIUTIIAMO. Ci proviamo tra 5 anni quando ci saremo organizzati da soli.

Ma chi combatte certe battaglie, sa che 5 anni sono letali. Chi da anni studia le logiche, le dinamiche ed il modus operandi di chi vuole toglierci tutto, sa bene che questo sistema, al di la delle organizzazioni di cui si dota o dei politici di cui si serve, porta avanti un’ideologia e la diffonde come un virus. La loro ideologia prevede la dissoluzione degli stati nazionali, la spoliazione delle sovranità, il ripudio della democrazia partecipativa, si serve di governi esautorati e trasforma i cittadini in schiavi inconsapevoli e consumatori compulsivi. Questa ideologia promuove le oligarchie( governi di pochi) le sinarchie (governi ombra) le tecnocrazie ( governi di tecnici non eletti) e si diffonde come metastasi nello Stato, nella società, nella politica, nei media, manifestandosi all’esterno solo quando ormai è troppo tardi per essere debellato.

     ECCO INVECE LE RAGIONI PER DIRE SI

1) Queste persone hanno la grave responsabilità di non essersi opposti alla firma di trattati che oggi dicono di voler rescindere.

Assolutamente vero ma è pur vero che noi quando parliamo di trattati Europei e di euro parliamo sempre in termini di truffa.  E quando c’è una truffa, vuol dire che ci sono dei truffatori e dei truffati . Senza dubbio è una colpa essersi fatti truffare quando si era chiamati a rappresentare i cittadini ma è pur vero che quando la truffa è così ben congeniata e supportata da media ed organizzazioni internazionali è facile che a cascarci siano in tanti fin quando la situazione non  diventa palese ed insostenibile ed a quel punto mentre il truffatore continuerà a nascondere la truffa  il truffato proverà a fare di tutto per rimediare al danno.

2) Chi apre le porte del proprio partito a dei rappresentanti del mondo No euro e anti sistema sa che sta dando la possibilità a quelle persone di sfruttare la visibilità mediatica concessa obbligatoriamente ad un partito in campagna elettorale per portare dei temi in Tv che altrimenti non troverebbero mai spazio nei media tradizionali.

3) Qui non si tratta di appoggiare un partito che professa semplicemente  l’uscita dall’euro con il rischio che sia solo uno slogan elettorale. Qui stiamo parlando di un partito che si è assunto la responsabilità di mettere insieme alcuni tra i principali esponenti indipendenti del mondo NO EURO estranei alla politica e seguiti sul web dandogli carta bianca per portare avanti le loro denunce.

4) Non esiste un solo partito o movimento che abbia fatto lo stesso. Ossia assumere una netta posizione Anti euro e anti trattati europei e offrire la candidatura a chi da sempre porta avanti quelle istanze.                                                                                                       Cos’è più utile alla lotta al sistema. Il rifiuto di renderla concreta se il simbolo che ce lo propone non è tra i nostri preferiti o la possibilità di poter informare su quei temi milioni di italiani attraverso tv e giornali che sarebbero obbligati a trattare i temi proposti dai candidati?

5) Ogni batterio ha un suo antibiotico, ma nessun batterio può essere debellato se l’antibiotico non entra nell’organismo. E’ solo li che agendo in maniera efficace può favorire la guarigione. Pensare di poter cambiare il sistema senza penetrare nel sistema stesso è come pensare di guarire un malato somministrando la medicina ad un altro paziente sano per paura di essere contagiati.

Per difendersi il sistema ha creato delle barriere che impediscano a chiunque  di avvicinarsi ad un sistema sporco senza macchiarsi di fango. Questo fango è formato da etichette, pregiudizi, preconcetti (il “pre” sta proprio li ad indicare che lo hanno pianificato prima)  e si è formato con un lavoro lungo decenni per far si che sia il popolo stesso, in un atto di inconsapevole autolesionismo a gettarlo addosso a chi prova ad avvicinarsi al sistema per cambiarlo.                                                                                                             Più o meno funziona così: se ti avvicini al sistema da destra, sei fascista, se lo fai da sinistra, sei comunista, se lo fai accompagnandoti con il popolo sei populista ed eversore, se lo fai nelle piazze, sei golpista, se lo fai nelle istituzioni sei colluso, se lo fai con i vecchi partiti sei venduto. Il sistema lo sa che non è così ma ha fatto in modo che i cittadini rimanessero essi stessi imbrigliati in queste reti.

Si sono resi inavvicinabili, intoccabili.

6) Questo crea frustrazione tra chi è vittima del sistema e la frustrazione, unita alle provocazioni che il sistema stesso fa di continuo rischia spesso di trasformarsi in rivolta popolare.In tanti, infatti, pensano che andrebbero lasciate da parte le istituzioni per cambiare il sistema partendo dalle piazze.

Qui si cade nella seconda trappola e si va in bocca al leone.  C’è soltanto una cosa, infatti che il sistema ha sempre previsto e contro la quale si è sempre fatto trovare organizzato ed è proprio la rivolta popolare. Il sistema ha imparato ad infiltrarsi nelle rivolte, a strumentalizzarle a demonizzarle a favorire l’inserimento di gruppi eversivi  per rendere indispensabile e giustificato l’inasprimento dei metodi repressivi da parte delle forze dell’ordine nazionali . Ma non solo, il sistema ha previsto anche che i rappresentanti delle forze dell’ordine potrebbero riconoscersi nella protesta di altri cittadini come loro ed optare per la disobbedienza ed hanno già creato una gendarmeria europea con poteri superiori  a quelli della polizia nazionale e nel caso in cui la situazione dovesse degenerare ancora perché il popolo è compatto ed arrabbiato hanno già inaugurato una polizia della Nato. Entrambi questi due nuovi corpi ce li hanno piazzati in casa nostra con le loro centrali operative nella città di Vicenza.  In ultima analisi ci sono gli eserciti. Chi si assume la responsabilità di mandare gente al macello conoscendo queste dinamiche ?

Qualcuno potrebbe obiettare che esistono esempi di popoli che si sono ribellati e che hanno cambiato definitivamente le regole del sistema ma basterà fare un’analisi più attenta per capire che le uniche rivoluzioni popolari che hanno avuto successo sono state quelle fomentate, indotte, alimentate, dirette e sponsorizzate dal sistema stesso perché funzionali al raggiungimento dei loro obiettivi.  Ne sono un esempio la rivoluzione francese, quella americana, quella garibaldina, ma anche le recenti primavere arabe, le rivoluzioni arancioni o in ultimo quella di Crimea.

Il sistema alimenta le rivoluzioni quando gli servono e le reprime quando non gli servono più avendo tutti i mezzi per farlo.

7) Qual è la rivoluzione che il sistema non può reprimere ? E’ quella ideologica.                   Il segreto è trovare un’ ideologia che si contrapponga alla loro ed essere capaci di diffonderla come un virus proprio come fanno loro, sfruttando le loro istituzioni, le loro organizzazioni, i loro partiti i loro media. Penetrando e diffondendo.                                       Hanno anestetizzato una società utilizzando tutti i canali che questa metteva a disposizione.  Le televisioni, le radio, il cinema, la musica, i movimenti, i partiti le organizzazioni. Ogni anestetico ha un suo antidoto ma deve penetrare negli stessi canali per far si che il risveglio sia completo. Bisogna essere capillari e camaleontici proprio come loro.                                                                                                                               Cosa fanno loro ? Se si incontrano in Giappone si fanno chiamare (commissione trilaterale) se si incontrano in America o Europa si fanno chiamare (Bilderberg) se si incontrano nei pressi delle caserme si fanno chiamare (Cfr o Pnac) se si incontrano a Bruxelles si fanno chiamare Troika, ma alla fine l’ideologia che portano avanti è sempre la stessa, gli obiettivi sono gli stessi, basta leggere quello che scrivono, basta guardare la lista dei membri delle diverse organizzazioni e la loro provenienza per capire che sono omogenei, compatti fingono di essere tutto ed il contrario di tutto per diffondere il loro virus ovunque ed infettare i nostri diritti e le conquiste democratiche dei nostri paesi.  E noi invece come rispondiamo a questo attacco ? Noi abbiamo solo due alternative e le abbiamo rese incompatibili tra di loro. Se siamo in piazza siamo popolo se entriamo nelle istituzioni siamo venduti. La nostra ideologia ha le mani legate, è imbavagliata e siamo proprio noi i suoi  carcerieri. Abbiamo perso. Continueremo a perdere. Caduti nella trappola del sistema che ad ogni passo fa scattare la sua molla per impedirti di avvicinarti a lui.

Torniamo alla mia situazione concreta e a quella di altri come me.

Se rifiutiamo la candidatura per paura della macchina del fango, dei pregiudizi e delle etichette, avranno di nuovo vinto loro, si sfideranno tra di loro, si ritroveranno tra di loro e potranno continuare ad agire indisturbati.

Se accettiamo la candidatura “col sistema” saremo considerati dei venduti, costretti a scivolare nel fango ed il sistema stesso avrà fatto altre vittime.

Alternativa non c’è.  Ci sarebbe stata ma non l’hanno voluta adottare. Esiste un Movimento del popolo che è già nelle istituzioni ma che ha deciso di depotenziarsi. Ha deciso che il malato va curato ma senza avvicinarsi al malato, ha deciso che l’antibiotico va usato ma solo esternamente per evitare che entri in contatto con il batterio. Ma così il batterio cresce, continua ad avere la possibilità di riprodursi, di scegliere i propri presidenti del consiglio, di scegliere  la propria legge elettorale, di privatizzare le banche , fa i condoni ai suoi amici e non è vero che vanno tutti a casa, anzi, si ritrovano per la prima volta tutti insieme in Parlamento. Perché se l’antibiotico è esterno i batteri non li arresti.

Questo Movimento, pur nella consapevolezza che siamo in guerra,  ha deciso di continuare un’insensata ostentazione di aplomb  democratico anche se la democrazia non può essere considerata più un dato acquisito ma qualcosa da riconquistare.

Questo Movimento ha deciso di creare una vera e propria diaspora dei No Euro, di consegnare i migliori guerrieri di questa battaglia ad altri partiti meno meritevoli (Borghi, Bagnai, Rinaldi, Barnard, ecc ecc..) Li avrebbe potuti mettere tutti insieme, in un attimo, avrebbe potuto fare sua la più nobile delle battaglie, avrebbe potuto polverizzare i figli e i figliocci del sistema ma non l’ha voluto fare. Non ci sono più scuse, non c’è più tempo, non ci sono più alternative. L’alternativa ora può essere solo dire No e scegliere di non sporcarsi le mani sperando di non farsi corrodere dal rimorso di coscienza per non aver tentato.

8) O l’alternativa è dire “SI ci metto la faccia e mi sporco le mani” indipendentemente da chi mi da la possibilità ed il megafono per farlo.  Ma bisogna essere pronti a passare attraverso la macchina del fango, a subire le critiche e gli attacchi di chi per comodità o per interessi non si è voluto schierare, bisognerà essere pronti a passare nel girone dei moralisti, degli ipocriti e di quanti vivono in un modo fatto di virtualità ed utopie.                     Solo così si potrà avere accesso alla possibilità di innescare una rivoluzione psicologica, dove la scelta di coscienza diventa l’unica scelta possibile con la consapevolezza che un’ideologia che vuole toglierci tutto la possiamo disinnescare solo essendo pronti a tutto.

Chi pensa che sia il caso di accettare senza se e senza ma, mettendo al centro l’uomo, gli obiettivi comuni e non un simbolo, lo dica. Chi pensa, invece, che debba continuare a passare la logica di un simbolo che prevale sull’uomo e sulle idee e quindi sia meglio lasciar perdere se la proposta non arriva dal migliore dei simboli, ci metta la faccia e lo dica pubblicamente.

Francesco Amodeo

 

 

 

 

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5 thoughts on “Combattere il sistema dall’interno o restare a guardare ? Gli 8 motivi per accettare una candidatura dal sistema.

  1. C’e’ un unico sistema di lotta contro questi vampiri abituati a succhiare il sangue degli schiavi, rubando loro il denaro: una lotta finanziaria che tolga loro l’apporto del sangue denaro. E’ molto,semplice, basta bloccare il pagamento di tutte le tasse tutti assieme per un anno, e se non basta a oltranza. Li faremo crollare verticalmente come loro hanno fatto con la dinamite facendo crollare le torri gemelle.

  2. UOMO IN PRIMA LINEA, poche parole e soprattutto CHIARE, ai più, consapevolezza che delle decisioni vanno prese, anche se impopolari, e dritti verso la meta, nulla perdendo di tempo ad ascoltare quelli venduti che arriveranno ad offrirti l’universo, pur che tu passi dalla loro.
    Un uomo così, PASSERA’ ALLA STORIA, e questa volta non solo quella Italiana.

  3. Caro Francesco partecipa comunque ..accetta..chiunque sia a chiedertelo perch tu hai gi espresso chiaramente il tuo pensiero nelle cose che ti stanno a cuore e che ci stanno a cuore..: sovranit nazionale e sovranit monetaria..su altri argomenti o tematiche in cui non sei d’accordo glielo dici subito e avete stabilito un rapporto corretto di collaborazione e lavoro E da poco che ti conosco ma vedo che hai tutte le carte in regola : bella presenza ..chiarezza espositiva ..tempi ritmi sempre migliorabili..molte doti per assumere grandi responsabilit..un anello in pi nella foto di presentazione del tuo blog…comunque hai in me un sostenitore. Se i tuoi intenti coincidono nella sostanza con gli intenti di chi chiede la tua partecipazione

  4. Seguo da poco tempo questo blog ma ammiro molto la lucidità di ciò che scrivi. Avendo visto anche alcuni tuoi video posso dirti che hai i numeri per rappresentare i tantissimi che la pensano come te, come noi.

  5. Io credo che in questo momento non siano molte le persone disposte a “metterci la faccia e sporcarsi le mani”…..penso però che moltissimi possano far risuonare l’eco di queste giuste cause in rete, una volta compresi gli argomenti. E’ su queste persone comuni che si dovrebbe puntare: la rete è per definizione una serie di “componenti” interconnessi tra loro….creando una rete di persone sempre più fitta e numerosa tramite il web, (che oggi potrebbe offrire una valida contrapposizione al braccio armato dei mass media), si costituirebbe una “rete in rete” , volta a sviluppare, condividere e far conoscere gli argomenti trattati nel lavoro eccelsamente intrapreso da te, Francesco.

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