L’insostenibile leggerezza dell’essere pro euro.

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Sono quasi le 2 di notte, voi dormite, io scrivo. A quest’ora mi sento più calmo, più riflessivo e riesco persino a mettermi nei panni di quelli che chiedono “Più Europa” “Perché questa Europa si deve riformare” “Perché vogliamo l’Europa dei popoli”.
Ho dedicato alcune ore del giorno trascorso a chiedere a queste persone cosa intendessero dire con le tre frasi che ho virgolettato ammettendo di condividerle in pieno e di essere quindi pronto a barattare il mio accanito “No euro” qualora fosse possibile realizzare quei tre punti.

Procediamo per gradi: Mi hanno risposto che vogliono delle istituzioni elette dai popoli.
Tradotto in troikese vuol dire che non vogliono la BCE, non vogliono la Commissione Europea e non vogliono il Fondo monetario internazionale, ossia le principali istituzioni che hanno il potere decisionale ma i cui membri non sono mai stati eletti.
Credo a questo punto che vogliano cambiare anche il Parlamento europeo che, invece, viene eletto dai cittadini ma che non ha il potere e le funzioni che hanno avuto i parlamenti tradizionali in tutta la loro storia.

Mi hanno detto che vogliono che i trattati europei più importanti vengano votati o sottoposti a referendum.
In pratica mi hanno detto che non vogliono il trattato di Maastricht, quello di Lisbona, quello di Velsen…

Mi hanno detto che vogliono un Europa che si preoccupi di salvare i cittadini e non le banche.
Possiamo quindi dire che non vogliono il Mes (meccanismo europeo di stabilità) sia perché salva le banche sia perché è a sua volta un organismo non eletto. Vorrebbero un fondo salva popoli che non esiste, un fondo salva lavoratori che non esiste, un fondo salva disoccupati che non esiste. I fondi fino adesso li hanno sempre chiamati salvastati intendendo dire che lo Stato lo salvi solo salvando le sue banche.

Mi hanno detto che vogliono una politica fiscale comune, che in questa Europa non esiste.
Una politica del lavoro comune, che in questa Europa non esiste.
Un sistema contributivo comune, che in questa Europa non esiste.
Una banca centrale prestatrice di ultima istanza, che in questa Europa non esiste.
Un esercito comune, che in questa Europa non esiste.

Mi hanno detto che vogliono la mutualizzazione dei debiti che in questa Europa non esiste.
Una moneta più competitiva che in questa Europa non esiste.

Mi hanno detto che vogliono la tutela del consumatore, che in questa Europa non esiste e stanno facendo il Ttip che invece predilige i profitti delle multinazionali alla tutela della salute.

Mi hanno detto che vogliono una Europa che tuteli i prodotti e quindi le leggi sulle etichettature obbligatorie che invece l’Europa vorrebbe abolire.

In pratica mi hanno detto che vogliono l’Europa dei popoli. E quando io ho detto loro che voglio uscire dall’euro e da questa Unione Europea mi hanno risposto che chiedo cose che non otterrò mai.

Allora mi sono fermato un attimo ed ho pensato a tutte le volte che ho detto “No euro” e che ho chiesto cose che non otterrò mai, quando invece avrei potuto dire che voglio “Più Europa”; “Europa dei popoli” “Riformare l’Europa” e mi sono sentito piccolo e stupido.

Ora vedo le cose con occhi diversi. Grazie amici. Vado a dormire sereno.

Francesco Amodeo

L’Unione Europea spiegata ai giornalisti prezzolati. Sperando in una loro obiezione di coscienza.

Gentile Marco Esposito (Il Mattino) le assicuro che la logica degli avversari politici è una logica che non mi appartiene. Qui non si tratta di avversari ma bisogna tracciare una linea netta per capire chi sta davvero dalla parte dei cittadini e chi invece preferisce stare dall’altro lato della trincea.

La prima domanda che le pongo è questa: Lei davvero crede (o ha solo interesse a farlo) che oggi il meridionalismo possa prescindere dall’antieuropeismo, con una Unione Europea così perversamente strutturata ?
Davvero ritiene utile continuare a ridurre tutto alla questione perequativa tra Nord e Sud, tra chi paga di più e chi riceve di meno senza capire che questa logica oggi è stata superata e legata al palo dai vincoli europei ? Lo conosce il patto di stabilità interno quello imposto dal fiscal compact che obbliga le amministrazioni locali a poter spendere solo ciò che incassano con le tasse e se c’è un avanzo non lo si può usare per le emergenze perché si è obbligati ad estinguere anticipatamente i mutui in essere. Le posso far leggere il rapporto dell’Upi che ho pubblicato nel mio libro dove i sindaci da Nord a Sud raccontano dei milioni di euro fermi nel cassetto delle amministrazioni locali perché bloccati da quel vincolo. Questo significa che anche se arrivassero a quelle amministrazioni altri soldi resterebbero ugualmente bloccati e non utilizzabili se non c’è prima una entrata corrispondente. Per spendere di più devono tassare di più, questa è la perversa logica dei vincoli di quella Unione Europea che lei difende. Chieda a Caldoro perché hanno dovuto sospendere le convenzioni per 4 mesi ai centri medici accreditati impedendo anche i pazienti muniti di codici di esenzione per reddito o patologie di poter ricevere prestazioni sanitarie gratuite. Qualcuno si è visto costretto a rimandare per mesi prestazioni diagnostiche, anche per patologie dove la tempistica di diagnosi è fondamentale per poter intervenire.         Caldoro aveva quei soldi ma serviva un decreto per sbloccarli cosa che non è accaduta a causa dei parametri da rispettare. Questa Unione Europea obbliga a rispettare parametri ma non vite umane.

Lei davvero crede di poter continuare a parlare di autonomia e di indipendenza senza parlare di sovranità politica ma soprattutto monetaria. Come si può pensare di essere autonomi o indipendenti lasciando la proprietà della nostra moneta nelle mani di organismi sovranazionali privati che la gestiscono a proprio uso e consumo. La questione non è tra Lira ed Euro ma tra moneta sovrana e moneta non sovrana. Cosa crede che sia giusto ? che lo Stato possa spendere per i propri cittadini o che lo Stato debba prima prendere in prestito i soldi dalle banche private per poi poterli spendere per i cittadini a patto che però li restituisca con gli interessi. Non credo si tratti di complottismo ma di logica.

Perché le banche ricevono miliardi di euro da 3 anni ma nulla arriva all’economia reale ? perché quelli del Nord sono brutti e cattivi ? No. Perché l’Europa non ripristina la divisione tra banche commerciali e banche d’affari che in passato, per decenni, ha evitato le speculazioni, dato che le banche commerciali che ricevevano soldi erano obbligate a prestarle a cittadini e imprese non potendole usare per speculare sui mercati.                                                                                                                              Paghiamo 80 miliardi ogni anno di interessi sul debito pubblico. A chi ? A banche  private (solo un 10% a privati cittadini). Lo sa, invece, a quanto ammontano le insolvenze dello Stato verso aziende e cittadini che lavorano con la pubblica amministrazione ? La stessa cifra, circa 85 miliardi. Sa queste insolvenze quante aziende hanno fatto chiudere, quanti lavoratori hanno mandato per strada quanti imprenditori hanno fatto fallire e quanti si sono tolti la vita ? Numeri da guerra. in pratica la stessa cifra che diamo ogni anno di interessi alle banche, è stata negata a cittadini e aziende che per lo Stato avevano lavorato. Anche questo meccanismo appartiene alla perversa Unione Europea che lei difende.

Lei davvero crede che abbia senso essere indipendenti dall’Italia rimanendo dipendenti dall’Europa ?
La risposta a tutte queste domande è NO. Categoricamente No.
Chi dice il contrario, nel migliore dei casi ignora certi meccanismi e propone delle questioni totalmente anacronistiche, nel peggiore (e più comune) dei casi è brutalmente in malafede.
Se il Nord Italia è stato quel pesce che ci ha divorato 154 anni fa oggi quel pesce è stato a sua volta divorato da uno squalo. Non torneremo liberi uscendo dal ventre del pesce ma da quello dello squalo. Se lo metta bene in testa.
Le oligarchie finanziarie, che 154 anni fa si sono mosse alla conquista del Sud Italia per ragioni economiche e geopolitiche sono esattamente le stesse che oggi si sono mosse alla conquista del Sud Europa. Per le stesse ragioni, ma con mezzi moderni. Sono andati via con i fucili, sono tornati con le banche. All’epoca la chiamarono liberazione oggi la chiamano unione. Prima si univano i carbonari oggi si uniscono i membri del cartello finanziario (non è una teoria del complotto, pubblicano anche le liste degli invitati) tanto sanno che nessun giornalista, lei compreso, oserebbe parlarne. Se vuole le mostro i documenti ufficiali e le sedi dei loro incontri. Gli obiettivi sono sempre gli stessi: togliere sovranità ai popoli e agli Stati, metterla nelle mani di oligarchie neo aristocratiche e travasare ricchezza da Sud A Nord. Prima era il Sud Italia oggi è il Sud Europa.

Ma non parliamo di dati parliamo di fatti. Si guardi intorno. Parli con la gente, vada nelle periferie da Nord a Sud. Questo deve essere il nuovo modo di fare politica. Non basarsi più su quello che ci dicono ma su quello che vediamo. E quello che vediamo tutti è che questa Unione Europea è devastante.                                                           Le faccio un altro esempio: Nel mio quartiere è da poco morta una ragazza, probabilmente per scansare una buca enorme è finita col motorino sotto ad un camion. La strada in questione è diventata ormai una pista di motocross è quasi impossibile percorrerla senza bucare, potrebbe succedere un incidente all’ora ma la strada non viene riparata, perché non ci sono soldi, però tutto intorno stanno facendo la pista ciclabile. Ma come ? Certo è proprio così. La strada è distrutta ma avrà una pista ciclabile perché ce lo chiede l’Europa. Avremmo potuto chiedere noi all’Europa di riparare la strada invece di fare la pista ciclabile in una città dove ci sono più voragini che biciclette ? Assolutamente no. I fondi sono per le piste ciclabili. Un po come i fondi europei che non riusciamo a spendere perché le amministrazioni bloccano i cofinanziamenti a causa degli stessi vincoli europei. In pratica l’Europa ce li da poi con i suoi vincoli ce li blocca e poi dice che non sappiamo spenderli. Ma se quei soldi stanziati li volessimo usare per una emergenza causata da una calamità naturale? Non sarebbe possibile farlo. Se sono fondi stanziati per costruire il museo delle marionette può anche crollare il palazzo adiacente e mandare 50 famiglie per strada ma quei fondi non potranno essere usati. Servono per le marionette.

In Europa esistono 3 fondi diversi per salvare le banche . Abbiamo sottoscritto come Italia con 125 miliardi di euro (per fortuna non ce li hanno chiesti tutti) per il meccanismo europeo di stabilità che serve per ricapitalizzare le banche degli altri paesi in crisi ma se dovesse succedere una calamità o una emergenza di qualsiasi natura che non sia finanziaria, non possiamo usare i soldi versati in quello che poi però chiamano fondo salva stati ? A lei davvero le preoccupano le nostre briciole dirottate all’Expo ?

L’Italia nel 2011 ha contribuito al bilancio europeo con 16,5 miliardi di euro e ne ha ricevuti 8. Lei sa cosa avremmo potuto fare con gli 8,5 miliardi di euro persi in Europa? Facciamo due calcoli: Letta al Governo dichiarò che serviva 1 miliardo per il lavoro ai giovani che oggi si avviano verso il 45% di disoccupazione.                                           1,5 miliardi è la cifra che di solito viene stanziata in finanziaria per gli ammortizzatori sociali.                                                                                                                                 3 miliardi per la cancellazione dell’Imu sulla prima casa. L’Imu è la tassa che ha mandato in crisi interi comparti dall’edilizia al mercato immobiliare con lavoratori al seguito.                                                                                                                               4 miliardi per scongiurare l’aumento di un punto dell’Iva (l’aumento dell’iva ha inibito i consumi, arrestato la domanda interna e contribuito a bloccare l’economia).

Ha visto quante cose si potevano fare con poco più di 8 miliardi di euro ? Aiutare i giovani a trovare lavoro, aiutare i disoccupati ad andare avanti, incentivare i consumi e far ripartire interi comparti. E invece ? e invece ce li ha chiesti l’Europa, quella che poi ci chiama Piigs cioè maiali. Quella che dai suoi maiali nel quinquennio 2007/2013 di miliardi ne ha presi 50. Vogliamo fare anche due calcoli per capire quante cose potevamo fare con 50 miliardi ? e con i 40 che abbiamo dato alla sola Grecia e che oggi giustamente minaccia di non restituire ? Miliardi di euro sprecati in Europa e poi capita di leggere sul giornale che un ragazzo a Napoli è morto di freddo in ospedale perché c’erano le finestre rotte e non c’erano riscaldamenti. (era scritto sul suo giornale ). Si rende conto dei paradossi. Può un paese con tali emergenze prestare miliardi di euro ? Eppure siamo obbligati a farlo.

Ricordo che lei ha fatto una giusta battaglia sugli asili nido al Sud (e questo le fa onore) ma è una battaglia che non capisco se lei poi parallelamente difende una Unione Europea che paga quasi il 4% del propro pil di interessi ad organismi sovranazionali e ne impiega meno del 1% per cultura e istruzione.

Stiamo parlando di una Unione Europea che quando si tratta di chiedere soldi, parla di solidarietà tra Stati, ma quando sbarcano gli immigrati sulle nostre coste e le chiedi aiuto ti risponde che se arrivano da noi sono cazzi nostri.                                                 Una Unione Europea che parla di esercito comune poi ti sequestrano due marò italiani in India e nessuno muove un dito.                                                                                      Una Unione Europea che parla di unione bancaria, poi lascia ognuno coi propri debiti e le banche centrali dei paesi (che non servono più a nulla) se non a garantire l’88% di possibili perdite.

Si rende conto che questa è l’Europa che lei nella copertina del suo libro definisce “territorio di pace e democrazia”. Ma le è andato di volta il cervello ? Io capisco che lei quel libro lo ha scritto a 4 mani con Gianni Pittella che è vicepresidente del Parlamento europeo (in questa) Unione Europea perciò la sto invitando ad una obiezione di coscienza.

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Chi vive all’interno delle istituzioni europee vede la realtà in maniera deformata, inebriato da soldi e potere ma manipolato come un burattino al quale non è dato chiedere ne capire. Si è talmente circondati dal male che si diventa incapace di riconoscerlo. Pittella è uno che ieri twittava “sono al lavoro per accelerare il Ttip”. Il Ttip sarà uno degli accordi di libero scambio più dannosi della storia dell’umanità. Sarà la tomba del comparto agricolo, manifatturiero soprattutto di quel Meridione che lei dice di voler riscattare.

Arriveranno merci a basso costo a tutta forza ma con l’aggravante che le imprese multinazionali potranno fare causa agli Stati sovrani che non si attengano alle prescrizioni di liberalizzazione del mercato che il trattato promuove in materia di normative ambientali, igieniche e di sicurezza alimentare. In pratica non ci si potrà più opporre a prodotti come la carne agli ormoni ritenuti dannosi per la salute e messi al bando in italia (ancora per poco ) perchè ora dipende da quanto Pittella e company riescano davvero a velocizzare il Ttip. Lo ha raccontato questo ai produttori e agli agricoltori di quel Sud che lei vuole difendere ? Come vede caro Esposito lei è pieno di contraddizioni come il fatto che tempo fa scrisse una lettera alla Commissione europea per spiegare che solo uscendo dall’euro l’italia poteva far fronte alla concorrenza dei paesi dell’Est che non hanno adottato la moneta unica e possono quindi svalutare per essere competitivi; e ieri, invece, scriveva un inaccettabile articolo per mettere in evidenza i danni di una eventuale uscita dall’euro di Grecia e Italia.

Per non parlare della sua lotta sul tema della terra dei fuochi che stona drammaticamente con la foto postata sul suo profilo, che la vede stringere con fierezza  le mani a Giorgio Napolitano, da lei ritenuto un grande Presidente, che era, però, il Ministro dell’Interno che circa 20 anni fa secretò le rivelazioni di Schiavone proprio sulla terra dei fuochi. Una situazione che in due mandati da presidente ha poi sempre ignorato. Per non parlare dei trattati che ha firmato insieme ad un Presidente del Consiglio non eletto ma di transizione a cui invece ha permesso di firmare trattati che hanno vincolato gli italiani per sempre alle catene dell’austerity. Quell’austeity che sta annientando lo stato sociale (e non solo) nelle regioni che lei difende a spada tratta.

Io sono certo che queste sue contraddizioni, altro non sono che il frutto del braccio di ferro interno che lei vive continuamente tra la sua coscienza (che queste cose le conosce bene) e le sue ambizioni politiche che la spingono a frequentare ambienti che ci si sporca solo a guardarli.

Ed è per questo che io le lancio questo appello. Si passi una mano sulla coscienza. Non ho dubbi che ne abbia una più profonda di molti altri, lo ha dimostrato in molte occasioni. Lasci stare le ovattate sedi dei quotidiani di proprietà dei grandi capitalisti. Li sfrutti solo per portare la pagnotta a casa, che è cosa buona giusta. Ma si unisca a noi in questa battaglia. Sono disposto io a confluire nel suo movimento con tutte le persone che credono nel mio lavoro. Ma scenda per le strade. Venga a parlare nelle periferie del Sud. Poi mi permetta di portarla a fare lo stesso giro anche in quelle del Nord. Nelle regioni che lei crede che navighino nell’oro e mangino a sbafo alle nostre spalle. Si accorgerà che non è più così. Questa Europa è un teatro di guerra che non risparmia nessuno. Ecco perché io ogni tanto la prendo virtualmente a calci nel sedere, perchè non capisco come faccia a non rendersene conto. Le perdoniamo le sue amicizie passate. Ora ha trovato nuovi amici. Chi ha avut ha avut chi ha dat ha dat scurdammoce o passat’. Questa regione ha bisogno di uomini liberi e soprattutto di uomini che abbiano capito chi sono i carcerieri che di quella libertà vogliono privarci.

Ecco perchè anche lei dovrà dire Sud No Euro. Come il nome del Movimento da me fondato. Perchè quel NO, non riguarda solo una valuta. Ma significa dire di NO ai meccanismi perversi che abbiamo analizzato. Alle oligarchie finanziarie che se ne servono come un’arma. Ai vincoli che stanno stritolando amministrazioni, aziende e cittadini. Le nostre regioni del Sud non hanno bisogno di questi meccanismi, ma potrebbero rimanerne fatalmente vittime. Noi abbiamo tutto ciò che ci occorre. Vogliono solo impedirci di valorizzarlo perché sono beni inalienabili, che nessuno può sottrarci e che abbiamo solo noi. Il Sud ha bisogno solo di una classe dirigente nuova, che provenga dal territorio e che si batta per la sovranità del territorio stesso. Ha bisogno di politici che vivano la politica come una obiezione di coscienza, come la più alta forma di carità. Politici che abbiano il benessere dei propri cittadini come unità di misura del proprio lavoro. Perché non esistono politici capaci dove ci sono cittadini che stanno male.

Per questo c’è bisogno anche di te. Ma non c’è più tempo. Devi decidere MO.

Solo quando la vedrò finalmente adottare quel No Euro accetterò il suo invito a venire a stringerle la mano. Perché questa battaglia dobbiamo portarla avanti tutti insieme, se davvero amiamo la nostra terra o rischiamo alle prossime elezioni di consegnare la nostra regione al nemico storico, perchè Salvini queste cose le ha capite e le ha capite davvero bene. Un partito che si chiama Lega Nord, al meridione lo fermi solo mettendo Sud nel tuo logo. Un partito che fa del giusto antieuropeismo il suo cavallo di battaglia, al Sud lo fermi solo mettendo No Euro nel logo.

Uniamo i meridionalisti, uniamo gli antieuropeisti, uniamo le persone per bene di questa REGIONE. FERMIAMOLI !!!

Francesco Amodeo

Ps: Nel messaggio che lei mi hai inviato, accostava la situazione No euro a quella delle scie chimiche e posso immaginare il suo sorrisino sarcastico mentre scriveva quelle parole per rapportarsi al complottista di turno.

Non voglio entrare nel merito delle ipotetiche conseguenze delle scie in questione perché è un argomento che non tratto mai. Mi piace analizzare pubblicamente solo argomenti che ho la possibilità di dimostrare in maniera scientifica. Ma dato che lei ha tirato in ballo l’argomento come se fosse una frase di fantasia. Mi permetto di farle una tiratina d’orecchie anche se non c’entra niente con la nostra questione politica.

Le do alcuni dati che potrà verificare lei stesso: Il fenomeno delle scie chimiche è riferito al fenomeno del cloud seeding (inseminazione delle nuvole) ed è portato avanti da anni in diversi paesi dalla società israeliana chiamata Tecnagro. Questa tecnologia era stata il cuore del Convegno mondiale delle Nazioni Unite svoltosi a Paestum (Salerno) nel 1994;(non stiamo parlando di New York ma della Paestum tanto amata dai meridionalisti come lei) per incentivare la ricerca di soluzioni alla problematica dell’acqua per l’agricoltura del Mezzogiorno, (ha letto bene ? si parla del suo Mezzogiorno) da allora la Tecnagro ha studiato, sperimentato ed attuato in varie regioni meridionali il «progetto pioggia» che si concretizza grazie alle sostanze rilasciate da aerei nelle nuvole (ecco le scie chimiche).

Il tutto è riportato in un documento del Senato si tratta dell’Atto n. 3-00452 pubblicato il 14 maggio 2002 nella seduta n. 170 della quattordicesima Legislatura. Buona lettura. Mi dispiace averle tolto il sorriso. Avevamo appena fatto pace. Ma quann ce vo ce vo.

 

 

 

La telefonata tra Silvio e Matteo che non vi racconterebbero mai.

renzi berlusc

Silvio: Buongiorno Matteo devo parlarti.

Matteo: Dimmi Silvio ho fatto qualcosa che non va ?

Silvio: Questo patto del Nazareno è ormai sulla bocca di tutti hanno capito che abbiamo ridotto una Repubblica parlamentare ad un patto tra noi due. Rischiamo che il popolo si svegli, stiamo tirando la corda, dobbiamo cambiare strategia.

Matteo: Silvio stai sereno gli italiani non si svegliano mai.

Silvio: No Matteo, dobbiamo intervenire.

Matteo: Va bene Silvio facciamo così, ora che eleggiamo il nuovo Presidente della Repubblica tu fingerai di non essere d’accordo con la mia scelta e gli italiani penseranno che non c’era nessun patto.

Silvio: E chi proponiamo che nn venga collegato a me che ho governato per vent’anni ?

Matteo: Propongo Mattarella.

Silvio: Mattarella chi ?

Matteo: E’ uno che si è fatto quasi tutti i governi, ma quelli precedenti ai tuoi.

Silvio: Si ora ho capito chi è. Ma non è quello che da giudice ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale e quindi i parlamentari che dovrebbero eleggerlo ?

Matteo: Si è lui ma non fa nulla, vedrai che gli italiani non diranno nulla.

Silvio: E i Cinquestelle non pensi che faranno casino ?

Matteo: No Silvio, ti ho detto che devi stare sereno. Loro sono in stato confusionale. Hanno raccolto le firme contro l’euro e poi hanno proposto Prodi che l’euro l’ha inventato.

Silvio: Ma i tuoi che dicono di questo Mattarella ?

Matteo: Sono contenti tutti, lui è stato il vice di D’Alema che è quello che mi rompe di più le palle, ma è stato anche Ministro di De Mita, di Andreotti. E’ un uomo di fiducia di Draghi. Lasciami fare, l’importante è che tu dirai che lui non ti sta bene.

Silvio: Ok ma gli hai già detto che dovrà darmi la grazia ?

Matteo: Dai Silvio stai tranquillo, mi hai detto che l’8 marzo vuoi essere libero di festeggiare le donne ed io ti prometto che per quella data sarai libero. Lasciami fare.

Silvio: fai attenzione che i lobbisti internazionali potrebbero non capire la mossa e potrebbero impressionarsi. Su questo non posso aiutarti, non mi hanno mai preso in considerazione ed io con loro no voglio avere a che fare.

Matteo: Abbiamo pensato anche a questo ovviamente e stiamo scrivendo un discorso al futuro Presidente per lanciare messaggi a tutti.

Silvio: In che modo ?

Matteo: Ai lobbisti europei chiariremo che il Presidente è a favore di questa Europa anzi dovrà definirla un porto sicuro. Poi gli diciamo di telefonare subito a Ciampi, quello che con la separazione tra Tesoro e Banca d’Italia svendette la nostra sovranità, così tranquillizziamo anche gli ambienti della finanza speculativa. Poi lanceremo un messaggio distensivo anche alle lobbies americane filosioniste per chiarire che siamo sempre dalla loro parte.

Silvio: E come fai a lanciare un messaggio ai sionisti durante un discorso di insediamento di un Presidente della Repubblica ?

Matteo: Non lo so ancora, ma stiamo studiando qualche fatto di cronaca da citare che tiri in ballo una Sinagoga. Qualcosa che possa toccare la sensibilità di tutti e nello stesso tempo strizzare l’occhio ai nostri amici.

Silvio: Ok. Avvisi tu Angelino ?

Matteo: Angelino chi ?

Silvio: Io comunque non solo farò finta di oppormi ma dichiarerò definitivamente rotto il patto del Nazareno.

Matteo: Non esagerare Silvio poi come facciamo con le riforme ?

Silvio: Hai ragione, le riforme. Facciamo così, io dirò che il patto è finito ma continuerò a sostenere alcuni punti.

Matteo: Quali punti ?

Silvio: Le riforme.

Matteo: Giusto. Tu credi che ci sia il rischio che gli italiani ci scoprano ?

Silvio: Non credo, dovrebbe cominciare l’sola dei famosi tra qualche giorno.

Matteo: Partite ce ne sono ?

Silvio: Si certo. C’è anche l’inter.

Matteo: Ok andiamo avanti decisi.

Silvio: A proposito Matteo ti ricordi anche quella regola del 3% sul decreto fiscale che dovresti inserire…..

Matteo: Silvio lo sai che io rispetto tutto quello che è 3%. Avrai anche quella. Stai sereno.

 

Francesco Amodeo

 

La mia rivincita nei confronti di Bagnai e di tutti quelli che…..sono tutti complottisti

Il 29 Gennaio 2014 Alberto Bagnai scrive questo :

https://www.facebook.com/AlbertoBagnai?fref=ts

“Ci raccontano che l’Unione Europea è il momento più alto di realizzazione della nostra identità europea, oltre che, s’intende, un modo per superare i nazionalismi. A questa favola ho opposto il fatto che la costruzione europea si presenta come ideologicamente statunitense, per i motivi che ho esposto qui: http://goofynomics.blogspot.it/…/se-non-ce-alternativa-non-…. Apprendo quindi senza particolare sorpresa che il Movimento Federalista Europeo è stato finanziato dalla CIA: http://en.m.wikipedia.org/…/American_Committee_on_United_Eu…. Se ci fate caso, tutto torna. Agli USA serviva un’Europa coesa contro l’URSS. Capiamo così per quale motivo il peggior presidente della Repubblica, a giudizio di molti, sia stato il più “atlantico” degli ex-comunisti. Questa gente è pericolosa…

Questo è esattamente quello che io, alcuni anni prima, avevo denunciato in un mio video e in un mio libro:

https://www.youtube.com/watch?v=wJNH0LE-lTA

Provai a scrivere anche una lettera agli economisti come Bagnai e Borghi per invitarli a non ridurre il tutto soltanto ad una questione economica denunciando l’arma del delitto (l’euro) ma ignorando o tacendo su chi fossero gli assassini della nostra democrazia e delle nostre sovranità. Mi diedero del complottista.

http://francescoamodeo.net/2014/04/15/lettera-di-amodeo-agli-economisti-anti-euro-perche-denunciate-larma-del-delitto-ma-non-lassassino/

Incontrai Bagnai durante una conferenza a Napoli e provai di persona a ribadirgli il problema e la necessità di informare i cittadini sia sui danni dell’euro ma anche su chi quell’euro lo aveva voluto per i propri interessi. Perchè la crisi a cui assistiamo oggi non è il fallimento dell’euro ma la massima realizzazione dei sogni perversi di chi lo ha progettato. Mi diede del complottista.

Oggi riporta in un suo post quello che io provavo già a spiegare da anni. Parola per parola.

Quelli che…. Ci vogliono tutti complottisti ancora una volta si erano sbagliati.

Può capitare anche se hai la cultura, le capacità e l’intelligenza di un grande uomo come Alberto Bagnai.

Dobbiamo solo sederci sul fiume…la verità prima o poi ci passerà davanti.

Sud No Euro: Le prove del golpe finanziario. Intervento di Amodeo

logo sud no euro

CHI SIAMO:
Siamo un gruppo di attivisti del Sud da anni presenti sul web e nelle piazze contro le politiche di questa tirannica Unione Europea. Da sempre in prima linea nel denunciare i danni che la moneta unica – ed i vincoli economici da essa dipendenti – arrecano ai paesi del Sud Europa, alle Regioni, ai cittadini e al concetto di democrazia.
Perseguiamo il rilancio dell’economia, mediante l’uscita dall’Euro-zona ed il riscatto delle regioni del Sud attraverso la difesa delle autonomie e la valorizzazione dei territori.
Consapevoli che il ritorno alla sovranità monetaria e politica, sia l’unica via di salvezza abbiamo deciso di mettere insieme un gruppo di persone della società civile che si sono distinte per il loro attivismo e per la loro competenza nel corso degli anni e che oggi ritengono che il momento della delega sia finito e sono pronti a scendere in campo.
Partendo dal basso, Comune per Comune, Regione per Regione ci proponiamo come forza di governo per evitare che politici imposti dal cartello finanziario speculativo possano decidere le politiche del nostro paese a danno dei cittadini e a favore degli interessi delle organizzazioni sovranazionali che essi rappresentano. Partiamo dal Sud per evitare che i vecchi partiti usino tali urgenze solo come slogan elettorali per conquistare gli elettori di quei territori dei quali hanno sempre ignorato e contrastato gli interessi.

Nel logo sono rappresentati i punti di forza del nostro Meridione e le azioni prioritarie da realizzare insieme per favorirne il riscatto.
Un cerchio giallo a simboleggiare il sole uno sfondo blu che simboleggia il mare. Beni inalienabili del nostro Sud.
Il “No Euro” come principio imprescindibile per tornare liberi e autonomi.

La nostra carta dei valori:

1)Esclusione da incarichi di governo per quei politici che hanno fatto parte di organizzazioni sovranazionali che hanno finalità dichiaratamente contrarie agli interessi delle democrazie e delle costituzioni nazionali.

Annullamento di tutti i trattati, leggi o riforme, firmate, proposte o messe in essere da governi e politici che sono o sono stati membri di queste organizzazioni.

2) Ripristino dei principi costituzionali originari che sanciscono la Sovranità Popolare e
disciplinano la tutela del lavoro e del welfare.

3) Ritorno alla sovranità monetaria: Lo Stato italiano deve tornare ad emettere la propria moneta, non convertibile e con cambio
flessibile rispetto alle altre valute, per supportare il raggiungimento degli obiettivi di politica economica nazionali descritti nei punti successivi.

Va rigettato il principio del “pareggio di bilancio” introdotto nell’art. 81 ed in altri articoli
della nostra Costituzione: lo Stato deve essere libero di perseguire politiche di spesa in
deficit, quando necessario per il raggiungimento e successivo mantenimento dell’obiettivo della piena occupazione, in coordinamento con la politica monetaria perseguita dalla Banca Centrale.

Va ripristinata la situazione pre-divorzio del 1981 fra Banca Centrale e Ministero del Tesoro, il che significa nazionalizzare la Banca d’Italia ed avere una banca pubblica al servizio
dell’economia reale e dei piani di investimento atti a far crescere l’economia e fornire beni e
servizi alla collettività.

Va prevista la reintroduzione della legge sulla separazione bancaria, che separi banche
commerciali e banche d’affari (speculative), per tutelare i risparmi dei cittadini e l’esigenza
di credito da parte delle imprese che operano nell’economia reale.
L’obiettivo è di introdurre una legge bancaria sullo stile del Glass-Steagall Act che, appunto,
miri ad introdurre misure per contenere la speculazione da parte degli intermediari finanziari. La ratio di tale provvedimento sarebbe quello di evitare che il fallimento
dell’intermediario comporti altresì il fallimento della banca tradizionale, impedendo di fatto
che l’economia reale venga esposta al pericolo di eventi negativi prettamente finanziari
(come è accaduto nel 2007 con la crisi dei mutui sub-prime).

Ai debiti si applicheranno gli articoli 1277 e 1278 del Codice Civile. I debiti contratti in
Italia (a prescindere se con controparte estera o italiana) verranno convertiti nella nuova
valuta nazionale.

4)Recesso dai Trattati europei lesivi della sovranità e sottoscritti senza legittimità e senza
consenso popolare.

5) Rimodulazione del debito pubblico per la quota che riguarda gli organismi finanziari internazionali, tenendo conto che quanto già pagato fino ad oggi di soli interessi è illegittimo.

6) Lotta agli illeciti bancari a danno di imprenditori e privati cittadini.

7) Avvio immediato di un piano di opere pubbliche e di rilancio del comparto industriale.

8) “SUD NO EURO” sposa la politica fiscale della flat tax. E’ per l’ Abolizione della legge Fornero e del sistema usuraio di Equitalia; per l’abolizione degli studi di settore e del limite all’uso del contante.

9) Diciamo Stop alle privatizzazioni gestite da affaristi, sia italiani che stranieri, che finora hanno esclusivamente pensato al profitto personale; l’Italia dovrà riprendersi tutti gli assets strategici che finora ha dovuto cedere ai lobbisti internazionali e a danno del popolo italiano.

Chiediamo la rinegoziazione di tutti gli stipendi dei manager pubblici e adozione di soglie massime.

Tagli sulle maxi-pensioni e tetto massimo fissato.

10) Riforma della giustizia; separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti; fine dell’automatismo della carriera; Responsabilità civile e disciplinare del giudice;
Certezza della pena; Ripristino delle pene abolite per i reati minori.

11) Tutela del Made in Italy
Obbligo giuridico di menzionare nelle etichettature il luogo geografico di svolgimento delle lavorazioni o la tracciabilità di filiera nel caso di prodotti agro-alimentari. Stessa cosa per i prodotti regionali.

Rigide politiche di protezionismo dei mercati nazionali dalla concorrenza di chi sfrutta la forza-lavoro.

Rilancio dell’agricoltura come economia primaria; sostegno al consumo dei prodotti alimentari territoriali. Contrasto alla
produzione, al commercio e all’utilizzo di OGM.

Contrasto al TTIP. Incentivi alle energie
alternative.

13) Fermare l’immigrazione incontrollata e regolamentarla tenendo conto delle reali possibilità di accoglienza e inserimento, sia per quanto riguarda le dimensioni fisiche del territorio, sia per quanto attiene le oggettive capacità occupazionali del paese.

14) Rispetto e ripristino delle autonomie territoriali, delle identità e delle tradizioni.
Siamo a favore delle autonomie e rispettiamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Beni e servizi di interesse nazionale o dati in concessione non possono essere ceduti a
multinazionali, a cittadini stranieri e ad organismi finanziari.

Turismo e agricoltura devono costituire i capisaldi dello sviluppo futuro del Sud.

15) Riforma del sistema di comunicazione mirata a contrastare la stampa e i media controllati e manipolati per gli interessi dei singoli editori e dei poteri forti.
Realizzazione di un’informazione libera, completa e plurale.

16) In attesa della realizzazione di tali punti, le politiche regionali dovranno tenere conto dei reali ed urgenti interessi dei cittadini e dei propri territori e non delle richieste e dei vincoli di organismi sovranazionali.

La nostra battaglia:

Siamo consapevoli che l’Italia, in quanto paese del Sud Europa è vittima di un golpe finanziario.
Le politiche economiche italiane non sono più decise a livello nazionale.
Siamo sotto ricatto dei potentati finanziari che tengono il nostro paese in scacco con “armi” che portano il nome dì default, spread, debito pubblico e che minacciano dì fare esplodere da un momento qualora ci rifiutassimo dì sottostare ai loro diktat.
Il Parlamento, e più in generale la politica nazionale, e’ stata completamente esautorata. Nessuna decisione dì politica economica, dì bilancio o sociale può essere presa a livello nazionale se non concordarla o addirittura imposta da Bruxelles.
A decidere per l’Italia sono il Fmi, la Bce e la Commissione europea (Troika), organismi composti da personaggi sconosciuti e mai eletti dai cittadini europei.
Dietro queste organizzazioni dì facciata ci sono le più controverse lobbies del cartello finanziario speculativo che mirano a:
• La distruzione degli stati nazionali
• La spoliazione delle sovranità’ (da quella politica a quella monetaria a quella alimentare)
• Il trasferimento dei poteri decisionali nelle mani di una oligarchia che si prefigge dì annientare il concetto dì democrazia in quanto rappresenta un limite ai propri obiettivi.
• I Trattati europei come il trattato di Lisbona, il fiscal compact, il pareggio dì bilancio, il Mes, il semestre europeo, il six pact e tutto quanto previsto nella riforma dì governance economica dell’Ue tolgono ogni potere agli stati nazionali ed inchiodano in maniera irreversibile i cittadini all’austerity e a uno stato dì crisi permanente funzionale agli interessi del cartello finanziario.
Tutto questo e’ stato promosso e reso possibile con l’uso sistematico di politici provenienti da alcune organizzazioni che hanno un’influenza enorme sui nostri governi ma sono sconosciute al grande pubblico grazie al controllo che hanno dei media nazionali ed internazionali. Esse come veri e propri governi ombra:
Selezionano, indottrinano e impongono ai governi dei tecnici da essi dipendenti.
Dirigono le politiche dei governi fantoccio.
Preparano e impongono i trattati da firmare, palesemente sbilanciati a favore dei potentati finanziari e delle multinazionali ai danni dei popoli e delle democrazie.Siamo chiamati ad avere come priorità la liberazione del paese dal controllo di questi potentati finanziari e al ripristino della sovranità.

http://www.sudnoeuro.it

Il vero pericolo per il Meridione non è la Lega ma sono i meridionalisti pro euro.

Cominciamo a chiarire una cosa. Ogni meridionale che si rispetti, di buon senso e che non sia autolesionista sarà per forza meridionalista. Non importa quali siano i pregi e quali i difetti della propria area geografica,perché i panni sporchi si lavano in famiglia, e non si può remare contro gli interessi della propria regione. E’ contro natura. Quando sento dalle mie parti qualcuno che mi dice “sono meridionalista”  come se fosse un valore aggiunto non ne capisco il senso. Ho capitò però, col tempo, che esistono Meridionalisti e meridionalisti (la differenza tra M maiuscola e m minuscola è voluta). La maggior dei (m)eridionalisti si rifanno ancora a quel fenomeno che riguarda solo le problematiche e le ingiustizie del periodo post-unitario (154 anni dopo) e non si concentrano sulla difesa del Sud e sulla valorizzazione del proprio territorio e della propria identità alla luce delle nuove sfide e delle nuove priorità.  Per questo non si possono ritenere (M) eridionalisti, coloro che ignorano (volutamente o meno) che i reali interessi del Meridione non possono prescindere dai mutamenti avvenuti negli oltre 150 anni dall’unità d’Italia,in virtù dei cambiamenti della situazione geopolitica e che si rifanno,troppo spesso,a slogan anacronistici che non trovano più collocazione nella realtà se non come strumento usato da qualcuno per ricavarsi una nicchia di elettori a cui si tende per convenienza a nascondere le nuove, reali e urgenti priorità. In questo periodo siamo alla vigilia delle elezioni Regionali e quindi il fenomeno degli slogan comincia a dilagare. Il reale pericolo che si corre,non è quello che qualcuno arrivi da fuori cavalcando le giuste priorità solo per prendere voti nelle nostre regioni e poi tornare a fare gli interessi delle proprie, perché ca nisciun e fesso.

Il pericolo serio invece, si corre se inconsapevolmente ci affidiamo a gente del nostro territorio che però ignora totalmente (o volutamente) quali siano le reali priorità da perseguire con ogni mezzo. Ed è per questo che dobbiamo far luce e chiarezza per fare in modo che nessuno venga ingannato. Cominciamo a capire chi sono i leader del (m)eridionalismo campano e da dove provengono. Tra i più rappresentativi ho scelto quello maggiormente degno di stima, precisando così che il mio non vuole essere, nella maniera più assoluta, un attacco alla persona (di tutto rispetto) ma una riflessione sulla incongruente e quindi inaccettabile proposta politica.

Marco Esposito classe 1963, è il leader di una coalizione di meridionalisti che si propongono con la propria lista alle elezioni regionali 2015 in Campania; diventa giornalista a Milano (Milano);redattore economico di Milano Finanza ( Milano ) negli anni del post Trattato di Maastricht quando i giornalisti economici ci avrebbero dovuto mettere in guardia su quelle che sarebbero state le sciagure economiche causate da quel Trattato, soprattutto al Meridione d’Europa e d’Italia, e si sono, invece, resi testimoni silenti del più spietato attacco ai popoli e alle democrazie. Nel dicembre 2009 Marco Esposito sospende l’attività giornalistica per un periodo di aspettativa ed è nominato da Antonio Di Pietro (Antonio Di Pietro sic) responsabile della sezione dipartimentale Politiche per il Mezzogiorno (quelle politiche che al Mezzogiorno non ci sono mai state, per intenderci).  Nel Giugno 2011 entra nella Giunta De Magistris al Comune di Napoli (Giunta De Magistris) come assessore alle attività produttive (quelle attività produttive di cui la Campania è sempre più carente, per intenderci). Resta in Giunta fino al Maggio 2013.

I (m)eridionalisti solitamente basano la loro attività nella critica feroce contro chi al Nord ha fatto sempre e solo gli interessi del Nord, ma raramente si concentrano su chi al Sud non ha saputo fare gli interessi del Sud (vedi Di Pietro, De Magistris ecc ecc). Se il Sud è stato bistrattato in ogni sede, diventando oggetto di predazione per chiunque – come i (m)eridionalisti stessi ci raccontano – come può esimersi da ogni responsabilità chi della difesa di quel Meridione, nelle sedi istituzionali, ne ha fatto una professione? Questo non vuol dire che siano stati tutti disonesti o in malafede (non è certamente il caso di Esposito persona onesta e preparata) ne vuol dire essere colpevoli. Ma sicuramente vuol dire aver fatto parte di un sistema che ha fallito e bisognerebbe almeno tenerne conto prima di proporsi leader di nuove battaglie. Esposito dopo aver lavorato per Repubblica (Repubblica sic ); quella del Gruppo di De Benedetti – (membro delle più spietate lobbies della finanza speculativa che hanno messo in ginocchio il nostro paese. Quello coinvolto nell’inchiesta sulla presenza dell’amianto negli stabilimenti della Olivetti a Pozzuoli (15 morti) non a Milano, a Pozzuoli. Quello il cui settimanale Espresso titolava “bevi Napoli e poi muori”.) – passa poi al Mattino (finalmente Napoli) e comincia a lavorare per l’editore Caltagirone nel quotidiano da molti considerato la voce dello sputtanapoli e soprannominato dagli stessi meridionalisti che sostengono Esposito “il mappino” (se non mi credete andate sui loro siti).  Intanto Esposito scrive e promuove libri in giro per l’Italia con Gianni Pittella del Pd (il partito di riferimento del cartello finanziario speculativo , quello che ha sfasciato il paese e polverizzato il Meridione). Pittella è (udite bene) il vicepresidente vicario del Parlamento Europeo ossia membro di spicco di quella stessa Unione Europea che ci ha tolto sovranità e dignità.  E che i due insieme sulla copertina del loro libro definiscono “terra di pace e democrazia” (si avete letto bene democrazia). Nulla di male in tutto questo che ho elencato finora, si tratta di datori di lavoro e di collaboratori e bisogna pur guadagnarsi la pagnotta in qualche modo. Ma è proprio Esposito ed il suo seguito di meridionalisti che ci tengono a ribadire con fermezza “ non tratteremo mai con chi ha contribuito a distruggere la Campania.” Ma chi pensano che l’abbia distrutta la Campania, Goldrake o Gig Robot d’acciaio ?

“Scurdammoce o’passat” si dice a Napoli e sono d’accordo. La mia preoccupazione però è che “chi va con lo zoppo impara a zoppicare” e allora mi chiedo se Esposito, prima di proporre il suo gruppo come alternativa per il futuro della Campania, abbia avuto modo di riflettere sul fatto che le nuove priorità della nostra Regione si scontrano proprio con gli interessi di quei sistemi di cui fino ad oggi si è dovuto alimentare.

La dicotomia “Nord Italia ricco brutto e cattivo” e “Sud Italia  povero e vittima” seppur basta su una realtà storica incontrovertibile è oggi una tesi totalmente anacronistica. Possiamo continuare a puntare il dito contro il politico del Nord, per entusiasmare qualche platea, ma chi ha un minimo di concezione della realtà sa bene che non ha più senso perché quei politici italiani non decidono più un fico secco, il Governo italiano è stato completamente esautorato. Sia Nord che Sud Italia oggi rappresentano insieme una porzione del Sud Europa cioè una parte dei Piigs cioè dei maiali.                                                                        A decidere le nostre politiche non è Roma o Milano ma Bruxelles. Non è il Nord che taglia i fondi (tranne pochi spiccioli ancora nelle disposizioni del Governo) ma è Bruxelles che impone dei vincoli di bilancio ed un patto di stabilità interno che mette in ginocchio Regioni, Comuni, Province e sindaci tanto del Nord che del Sud.

Vi faccio un esempio pratico a dimostrazione di quanto ho enunciato: Quando chiesi personalmente a Stefano Caldoro che fine avessero fatto i fondi per i centri sanitari accreditati ai quali avevano sospeso le convenzioni ai danni dei malati costretti a pagare tutto; il Presidente non rispose accusando il Nord di aver trattenuto quei fondi, in linea con la tesi dei (m)eridionalisti ma rispose che quei soldi erano chiusi in un “cassetto”  ma la Regione non poteva toccarli perché erano bloccati dal patto di stabilità interno imposto dall’Europa. ( I pazienti non vanno curati o si sfora uno stupido zero virgola). Ecco come ragiona quella che Esposito definisce “la grande famiglia europea”  e che invece si comporta come un gruppo di aguzzini che con l’euro hanno preso in ostaggio i popoli, gli Stati e le democrazie segregandoli a pane e acqua tra le catene inviolabili dell’austerity.     Quando Esposito dichiarava che il Sud deve separarsi ma restare in Europa, lo faceva cercando similitudini con la Grecia. Spiegategli che la Grecia è poi morta, ammazzata dai membri di quella famiglia europea a cui lui fa riferimento, schiacciata da una moneta debito insostenibile per noi del Sud (non sud Italia ma sud Europa). Quando Esposito dichiara che “nel 2011 c’è stato un inspiegabile diminuzione della quota degli investimenti statali al sud”. Spiegategli che nel 2011 lo Stato lo hanno completamente esautorato con una sorte di golpe finanziario che ha portato al governo un Presidente del Consiglio non eletto ma espressione diretta e documentata delle peggiori lobbies della finanza speculativa che ha firmato per conto degli speculatori internazionali e senza consenso popolare, il Mes il Fiscal compact, il Pareggio di bilancio, la riforma delle pensioni, in pratica tutto ciò che ha condannato a morte il paese (Meridione in primis) stritolandolo nella morsa dell’austerità. Spiegategli che la riunificazione della Germania “non è costata tanto alla Germania ovest” come lui sostiene ma è costata tanto al Sud Europa, soprattutto all’Italia, dato che il prezzo di quella unificazione prevedeva la deindustrializzazione del nostro paese come poi è avvenuto.  Ad Esposito invece io chiedo soltanto una spiegazione: Com’è possibile che un giornalista che ha scritto di proprio pugno una lettera alla Commissione Europea parlando del Meridione d’Italia come di un   “ disastro umano, sociale, civile, che si consuma nell’indifferenza dell’Italia e dell’Europa”  può addurre le colpe di tutto ciò a quelli che lui, nella stessa lettera, definisce semplicemente “alcuni squilibri creati dall’Unione europea”.

Ma è il resto della lettera che mi lascia ancora più sbigottito. Esposito scrive : “Il sud italiano non può reggere la concorrenza dei paesi dell’Est non aderenti all’euro che ai generosi aiuti del’Unione Europea possono aggiungere la possibilità di svalutare la propria moneta guadagnando vantaggi enormi su chi deve rispettare i vincoli della moneta comune. Così al Mezzogiorno d’Italia non resterebbe che uscire dall’euro e rendersi indipendente”. Ma allora lo sa ? ma allora sa tutto ? Ma allora conosce sia le cause che le soluzioni per il riscatto delle nostre regioni. E perché oggi accusa chi quelle soluzioni le porta avanti volendo uscire dall’euro ? Non è che ha guadagnato egli stesso vantaggi enormi nel sostenere questa versione ?

Siamo tutti nostalgici dei Borboni e rimpiangiamo le grandezze del Regno Delle Due Sicilie. I meridionalisti su questo sono molto bravi nelle loro conferenze a mostrarci quello che avevamo e che oggi non abbiamo più elencando a memoria tutti i primati del vecchio Regno, come le prime ferrovie, la prima flotta mercantile, la prima compagnia di navigazione nel mediterraneo, ma anche scuole, accademie, ponti, strade. Tutto vero. Ma tutti bravi ad analizzare gli effetti e nessuno che ne menziona le cause. Allora ve le dico io: Il Regno aveva la sovranità monetaria anzi la proprietà della moneta. Nel Regno delle Due Sicilie non circolavano banconote, cioè quella carta-moneta stampata ed emessa da una Banca Centrale privata (come all’epoca già avveniva nell’indebitato e fallimentare Regno di Piemonte e come avviene oggi in Italia – e non solo – con la conseguente illecita cessione della Sovranità Monetaria popolare, da parte degli Stati, a dei soggetti privati). Nel Regno erano talmente consapevoli che quello era il fulcro del loro potere che persino sulle loro monete (i carlini) lo scrivevano a chiare lettere: “De Socio Princeps” (Da Alleato a Sovrano) per sottolineare che erano divenuti indipendenti e sovrani a tutti gli effetti. Sui carlini ed i mezzi carlini del valore di 5 grani, era raffigurata al rovescio l’Abbondanza in atto di spargere monete. A simboleggiare quella che oggi chiameremmo politica economica espansiva e che solo con la sovranità monetaria si può perseguire per il bene dei cittadini. Durante il suo esilio in Roma, Francesco II del Regno delle Due Sicilie, seppur spodestato, volle continuare a coniare monete come atto simbolico per ribadire la propria sovranità. Consapevole che un Regno può essere considerato conquistato dallo straniero solo quando il suo sovrano non può più emettere la propria moneta. Vi siete mai chiesti cosa sarebbe stato il Regno delle Due Sicilie se avesse dovuto rispettare il pareggio di bilancio, il vincolo del 3%, il patto di stabilità interno, il fiscal compact. Come li avrebbero potuti raggiungere tutti quei primati se per ogni moneta spesa ne avessero dovuta chiedere per legge una di tasse ai cittadini ? Come si può aspirare a rivivere le glorie di quel Regno rinnegando al tempo stesso ciò che lo rese così grande.

Esposito ha scritto il libro “separiamoci” ma poi sostiene che bisogna restare nell’euro. In quel modo il “separiamoci”  diventa “suicidiamoci” . Ed è abbastanza ovvio. Noi non siamo più il Regno Delle Due Sicilie, non è che separandoci tornerebbe tutto il nostro oro nel Banco Di Napoli (manco quella banca è più la nostra). Non abbiamo più la prima ferrovia ma la peggiore. Non abbiamo più nessun primato se non nei disastrosi indici di economia e disoccupazione. Non mi sto piangendo addosso. Abbiamo mille risorse, un territorio unico, paesaggi e beni culturali che non ha nessuno al mondo ed una posizione geografica che fa invidia a tutti perché ci mette in collegamento con tutti. E’ su queste risorse che dovremmo puntare per risorgere,perché sono beni inalienabili che nessuno può mai portarci via. Quello che possono fare è che stanno facendo è impedirci di valorizzarli. E non ci sarebbe altro modo per farlo se non quello di tornare sovrani.

Le tesi di Esposito e degli altri meridionalisti, circa il divario Nord /Sud, sono esatte, lui tratta l’argomento con una competenza da pochi e guai se qualcuno non portasse queste realtà alla luce. Ma pensare che oggi sia questa la battaglia cruciale per la riscossa del Meridione vuol dire aver perso totalmente la bussola ed essere completamente fuori strada. Ben venga chi si prodiga nell’opera di informazione e divulgazione su alcune verità storiche che ci vedono vittime sacrificali, ma se gli stessi decidono di creare un movimento per il riscatto del Meridione usando questi argomenti, non meravigliamoci e non lamentiamoci se poi arriva da noi il leghista di turno che ha ben capito le priorità e ci fa un culo così. Concludo a questo proposito proprio con le parole con cui Salvini ha bacchettato Esposito in diretta a Matrix: “se davvero il Nord ruba risorse al Sud, allora vuol dire che le autonomie che noi proponiamo fanno bene tanto a noi che a voi, ma non serviranno a nulla se prima non capite che oggi il nemico della democrazia sta a Bruxelles e non da un altra parte”.

Cercate di capirlo. Ma fate in fretta. Bisogna capirlo MO.

Redazione “Sud No Euro”

*I virgolettati sono stati tratti dal video “conversazione con Marco Esposito sul Meridionalismo”:

“intervento di Marco Esposito a Matrix” :

e da “lettera dal Sud alla Commissione europea”:

http://ilazzaro.altervista.org/lettera-dal-sud-alla-commissione-europea/

Al Sud sta nascendo un sogno: Lo scatto d’orgoglio e na carta sporc’…

Liberta

Da giorni non faccio altro che dedicarmi ad un progetto. Senza sosta, carico di adrenalina come mai. Sto incontrando attivisti, gruppi, ma anche massaie, imprenditori, economisti, scrittori. Sto scoprendo che la mia Regione ha un potenziale che non avrei mai potuto immaginare. Intelligenze a cui non è mai stata data voce o che hanno preferito restare in silenzio in una città dove non conta cosa hai da dire perché, se non sai urlare, nel suo baccano nessuno ti sente.

Ho incontrato intellettuali che non vedevano l’ora che qualcuno li andasse a strattonare con forza dai loro divani per dirgli che la città ha bisogno di loro.

Ho incontrato professionisti in pensione sorpresi e commossi all’idea che qualcuno gli stesse chiedendo di provare a scrivere insieme il futuro della città piuttosto che farsi raccontare cos’era Napoli in passato.

Ho incontrato ragazzi nati con l’attivismo nel sangue a cui però è stato detto fin da piccoli che la politica è brutta e cattiva e che non hanno esempi che gli dimostrino il contrario.

Ho incontrato economisti di professione disposti a mettere in discussione le tesi economiche supportate dall’intero apparato economico di sistema.

Ho incontrato avvocati e giuristi che non riescono ad accettare più che il diritto venga subordinato a delle insensate leggi economiche per gli interessi di pochi.

Ho incontrato professori disposti a raccontare la controstoria del nostro paese e a mettere totalmente in discussione le tesi che hanno contraddistinto il loro insegnamento per anni.

Ho incontrato attivisti come me, voci solitarie lasciate gridare al vento.

Ne ho incontrati tanti, ci ho messo la faccia e sono andato a cercarli fin dentro le loro case. Ho scoperto che non c’è gioia più bella che qualcuno possa dare ad un uomo di valore se non quella di andargli a dire “c’è bisogno di te”.

Il lavoro è tanto ma prende forma il gruppo. Prende forma il sogno. Non il mio sogno, ma il sogno di tanti. Io non ho meriti se non quello di lanciare secchiate d’acqua. Ma ognuno che si risveglia saprà cosa fare. Stiamo selezionando i migliori tecnici perché non crediamo che “uno vale uno” ma che “uno vale tanto” e che ad ognuno vada affidata la massima libertà di espressione nella materia di propria competenza. Vogliamo invertire la tendenza che oggi sembra imporre che il fine ultimo della politica sia avere nel proprio movimento persone oneste. L’onesta deve essere una certezza non un fine. Ci servono persone oneste, competenti e libere. E le troveremo. Non abbiamo chiesto a nessuno “che cosa vuoi fare” ma soltanto “che cosa hai fatto fino ad oggi” ed abbiamo scoperto guerrieri lasciati combattere da soli.

La prima cosa che unisce il gruppo di lavoro è la consapevolezza che il momento della delega è finita ma soprattutto la certezza che il male del Sud non è lo straniero ma è il cittadino del Sud. Il male di Napoli non è il nordista ma il napoletano. Quello che trova più facile vomitare sulla propria città che rimboccarsi le maniche e scendere nel fango. Il meridionalista che passa la vita a rimpiangere quello che  il Sud è stato oltre 150 anni fa ma non si attiva per lasciare un Sud diverso alle generazioni che verranno. Quello che dice “separiamoci” per crearsi una nicchia di elettori nostalgici ma poi aggiunge “restiamo nell’euro” per essere politically correct truffando concittadini in buona fede. Il male vero sono i giornalisti di questa città, quelli che si rendono megafono del suo sputtanamento al soldo di editori che hanno il culo e gli interessi a centinaia di chilometri da qui. I politici locali che si vendono per quattro denari, e che accettano di restare immobili davanti al degrado della propria città pur di rispettare i vincoli imposti da tiranni perchè incapaci di concepire la politica come obiezione di coscienza.  I moralisti radical-chic che ti guardano con la puzza sotto al naso se ti vedono gridare per strada con un microfono in mano.

Il male del Sud così come il male della mia città è l’avere un nemico in casa e non aver fatto nulla per mandarlo via.

Abbiamo trovato il virus. Stiamo preparando l’antidoto.

Francesco Amodeo